L’avvelenata degli Strokes: Julian Casablancas contro Fantano

“Non riconosceresti l’arte in nessuna epoca”, dice la band al critico. Che risponde in video
L’avvelenata degli Strokes: Julian Casablancas contro Fantano
Credits: Caterina Gili / Concessione in uso a Rockol

Artisti contro stampa, nuovo episodio di una soap opera infinita, aggiornata ai tempi della critica digitale. Tocca agli Strokes attaccare la principale (video)firma degli ultimi anni, Anthony Fantano, che ha costruito una community di milioni di follower su YouTube e sui social con The Needle Drop, dove fa videorecensioni musicali di album e canzoni.
Succede in “Lonely in the Future”, terza traccia di “Reality Awaits”, il nuovo album degli Strokes (qua la recensione). Julian Casablancas lo cita direttamente:

I heard that twenty fucking years ago, I did
Fantano, word for word, when I was a kid
Stick to the technical ‘cause that’s great
But you would not recognize art in any age

Tradotto: “Limitati alle questioni tecniche, perché in quello sei bravo, ma non riconosceresti l’arte in nessuna epoca”.
I due hanno una storia precedente: Fantano ha intervistato Casablancas in passato, ma ha anche criticato pesantemente il lavoro del cantante con gli Strokes e fuori. In un’intervista, Casablancas aveva dichiarato: “Quando si parla di gusto artistico, fa schifo e non ne sa niente”.

Fantano ha prima risposto con un breve tweet, senza rilanciare lo scontro: “Giusto per metterlo agli atti, prima di dover entrare nel vivo della questione: gli Strokes sono una delle mie band preferite degli anni Duemila e nessun commento, testo, dramma o qualsiasi altra cosa potrà mai cambiare questo fatto”.
Poi ha pubblicato un video di una decina di minuti, in cui ricorda ricostruisce la storia del suo rapporto con gli Strokes e Casablancas, ricordando che non è la prima volta che viene citato in una canzone: "È già successo in passato, sia nei dischi dei Brockhampton che persino in quelli di Post Malone (...) Ma questa è una cosa ben diversa, non è affatto divertente, né sciocca, né ironica. In realtà è solo una frecciatina al vetriolo, che trovo molto divertente perché è una delle poche controversie", insistendo che Casabalanca "ha un problema con me". 

L’affermazione secondo cui mi mancherebbe del tutto la capacità di valutare o riconoscere l’arte è palesemente falso, soprattutto se detto da una persona nella posizione di Julian (...) È davvero ironico che  affermi che non riesco a riconoscere l’arte quando la vedo, quando è chiaro che tu non ci dai alcuna importanza...
Presentare la tua musica con immagini generate dall'intelligenza artificiale: è una cosa assurda e che crea confusione.

Fantano ha poi sottolineato che non ha ancora ascoltato il disco, ma ha molti dubbi sull'uso pesante di autotune che Casablancas fa nell'album, "una sensazione e una visione condivisa da molti fan degli Strokes", commenta.

Le avvelenate

Il primo riferimento che viene in mente, almeno a noi italiani, è ovviamente “L’avvelenata”: “Andate e fate, tanto ci sarà sempre, lo sapete, un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate”, cantava nel 1976 Francesco Guccini in risposta a una recensione del critico (qua la storia completa): i due si erano già chiariti prima dell’uscita della canzone, ma la questione è ancora molto sentita dai fan ad anni di distanza. Tanto che in questo video in cui Bertoncelli racconta la storia ci sono commenti di pochi giorni fa. 
La canzone ha un importante posto nell'immaginario della musica italiana: è stata ricantata da Manuel Agnelli nel disco tributo  "Note di viaggio"  e recentemente ripresa da Fabri Fibra per “L’Avvelenata (Pretesto)”, pezzo di apertura di “Mentre Los Angeles brucia”. Bertoncelli parla della storia della canzone anche nel recente memoir “Abitavo a Penny Lane”, che vale la pena recuperare.

Allargando lo sguardo all'estero, la storia della musica, del resto, è piena di artisti che hanno regolato in pubblico i conti con giornalisti e critici - ovviamente all’estero - dai Guns N’ Roses (da “Get in the Ring” ai tweet di qualche anno fa contro un giornalista che aveva criticato il loro tour) agli Stereophonics di “Mr. Writer”, ai Sonic Youth di “Kill Yr Idols”, a Morrissey, che ha inciso “Journalists Who Lie” (ma che nell’ultimo album ha anche scritto un’ode al critico Lester Bangs). 
In alcuni casi, come quello degli Stereophonics, si fanno solo allusioni. Nel caso dei Guns N’ Roses e dei Sonic Youth si facevano nomi e cognomi. Casablancas ha scelto questa strada.

Dopo il video di Fantano, bisognerà attendere la reazione di Casablancas, e poi la recensione del nuovo album: i prossimi capitolo della storia di un rapporto complesso, e che spesso gli artisti patiscono molto, anche oggi.

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