La rivalità in tour tra Blink-182 e Green Day
Il cantante e bassista dei Blink-182 Mark Hoppus nel corso di una intervista con il magazine britannico NME è tornato con la memoria a oltre venti anni fa e ha parlato del tour congiunto da co-headliner che la sua band fece, nel 2002, insieme ai Green Day, che accese un certo grado di rivalità allorquando i Blink-182 vennero scelti come band di chiusura nonostante lo status dei Green Day.
Questo il racconto di Hoppus: "Io ero un grande fan dei Green Day, poi andammo in tour con loro, ma era strano che i Green Day in quel periodo fossero in declino e i Blink fossero in ascesa. Eravamo presentati come co-headliner, ma i Blink chiudevano ogni sera. Era una strana sensazione per noi. Essere headliner dei propri idoli è un po' strano."
Nonostante la competizione che si venne a instaurare, i rapporti personali tra le band rimasero positivi. "Mia moglie e la moglie di Billie erano grandi amiche. Billie era super gentile con noi. Poi, quando arrivava il momento di salire sul palco... È come per gli atleti: potremmo essere in squadre diverse, ma quando scendiamo in campo cercheremo di spaccare il culo a tutti."
In realtà la competizione durante il Pop Disaster Tour finì per migliorare le esibizioni di entrambe le band. "Noi non ci siamo presentati con quell'atteggiamento, ma loro sì. Le prime serate ci hanno letteralmente travolto sul palco. Noi pensavamo, 'Oh merda, dobbiamo alzare il livello'. Poi era una battaglia continua su chi avrebbe fatto lo spettacolo migliore e chi avrebbe conquistato il pubblico. Penso di averli ispirati così tanto che si siano detti, 'Dobbiamo spaccare i Blink-182 con un album fantastico intitolato 'American Idiot'".
Il tour durò un paio di mesi, per un totale di 47 concerti. Nel backstage cameratismo e confronto si alternavano. L'album dei Blink-182 "Take Off Your Pants and Jacket" (leggi qui la recensione), uscito l'anno precedente, aveva raggiunto il primo posto in classifica. Come ha scherzato (ma neppure troppo) nell'intervista Mark Hoppus, i Green Day alzarono il livello della loro creatività e realizzarono, nel 2004, "American Idiot" (leggi qui la recensione).