Manuel Agnelli solista non indossa maschere

Sono usciti “La profondità degli abissi” e “Pam Pum Pam”, i primi due brani del rocker, scritti senza gli Afterhours, per la colonna sonora del film “Diabolik”.
Manuel Agnelli solista non indossa maschere

Recentemente è uscito un disco che, se non avete ascoltato, vi consigliamo di recuperare: si tratta di “The nearer the fountain, more pure the stream flows”, il nuovo progetto solista di Damon Albarn. Un gioiello. Un album che eleva, ancora una volta, il talento creativo del fondatore dei Blur e dei Gorillaz che, nonostante non si faccia affiancare dai suoi soliti compagni di avventura e viaggi verso una direzione sonora molto diversa, non toglie niente alla storia gloriosa di queste band. Ma anzi, di riflesso la rinvigorisce, essendone proprio Damon Albarn il motore, libero di esprimersi.

Questo per sostenere che la pubblicazione delle due canzoni soliste di Manuel Agnelli, “La profondità degli abissi” e “Pam Pum Pam”, di cui ha scritto testi e musiche, benché qualcuno le abbia già catalogate come uno smarcamento definitivo dagli Afterhours, potrebbe avere lo stesso effetto delle preziose canzoni di Albarn: rafforzare il percorso di Agnelli, ma valorizzare anche la storia della sua band con cui, per il momento, non sembra aver intenzione di chiudere i ponti. Quando le strade del gruppo, mutato nel tempo, e del suo leader si rincroceranno per scrivere nuove canzoni, i recenti iter personali avranno un peso sullo scorrere di nuova linfa creativa, elemento necessario dopo il picco raggiunto il 10 aprile 2018 con il concerto celebrativo per i 30 anni di carriera degli Afterhours in un Forum di Assago sold out.

“La profondità degli abissi” è un brano a tratti sperimentale, ricco di adrenalina sonora, ma anche di momenti sospesi al piano su cui si inserisce la voce di Agnelli: una canzone che per intensità e visceralità sembra uscita da un disco come “Folfiri o Folfox”, ultima fatica della band milanese. Dentro c’è Agnelli, ma spiccano anche i semi sonori della strada intrapresa con il suo gruppo. Nella canzone il violino di Rodrigo D’Erasmo arricchisce lo scheletro del pezzo e rende ancora più elettrica l’atmosfera. Nel video Agnelli, per il look, ricorda Marilyn Manson ai tempi di "Holy Wood" e gioca, a livello di immagini, con le parole del testo.

 .“La verità si può cambiare, si può travestire” canta l’artista e la mente vola alla maschera di Diabolik (le canzoni fanno parte della colonna sonora curata da Pivio e Aldo De Scalzi per l’omonimo film dei Manetti bros.) e allo stesso tempo si apre una riflessione sulla contemporaneità. I diversi strati di lettura, da sempre, fanno parte della musica del cantautore rock. “Pam Pum Pam” invece è un brano più classico in cui, rispetto al sound, spicca una grande prova canora di Agnelli che canta: “non puoi scappare da quel che sei”.

Il rocker, che prima di firmare i due pezzi per il nuovo lungometraggio dei Manetti Bros, in arrivo nelle sale cinematografiche il prossimo 16 dicembre, aveva prestato la sua voce alla narrazione della pellicola “Caravaggio – l’anima e il sangue” del 2018, ha accolto la doppietta con queste parole: “Un ritorno nelle sale cinematografiche e un debutto da solista a 55 anni”. Che nella sua testa, da tempo, baleni l’idea di un album solista non è certo una novità, lo ha confermato più volte e ha messo in piedi, per diverso tempo, quelle che sono state delle vere e proprie “prove generali”. “An Evening With Manuel Agnelli”, l’album registrato con l’ormai imprescindibile D’Erasmo dopo tante date live insieme, è stato il primo frutto maturo di quella volontà. Il tutto, in questi anni, è andato a cementificarsi con il ruolo sempre crescente di icona del rock alternativo italiano, capace di fare la storia, ma anche di scrivere pagine di futuro come dimostra la spinta fondamentale offerta ai Maneskin.  

Insomma, il percorso solista di Agnelli non solo fa bene a lui in primis, ma può far bene anche agli Afterhours del domani, essendone proprio lui il fulcro. Ci ricordiamo tutti, dopo la scelta di partecipare come giudice a X Factor nel 2016, che cosa successe? In molti si aspettavano un album più pop e compiacente, pensato per cavalcare la visibilità ottenuta dal talent. E invece uscì uno dei dischi più sperimentali, difficili, riusciti e dolorosi degli Afterhours: “Folfiri o Folfox”. Quindi attenzione, quando si parla di Agnelli, a credere che tutto vada a finire proprio come lo si è immaginato.

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