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Tutto questo hype intorno a Chiello e al suo album non sarà un po’ eccessivo?

Sarà che la musica si è appiattita talmente tanto che davanti a uno un po’ diverso si grida subito al miracolo.
Tutto questo hype intorno a Chiello e al suo album non sarà un po’ eccessivo?

All’improvviso tutti parlano di Chiello e del suo album d’esordio “Oceano paradiso”.

E tutti lo ascoltano, anche. La scorsa settimana, a sette giorni dall’uscita, il disco ha esordito direttamente al terzo posto della classifica Fimi degli album più ascoltati in Italia, appena dietro a “Flop” di Salmo e a “Blu celeste” di Blanco. E addirittura sopra al nuovissimo dei Coldplay, “Music of the spheres”. 17,1 milioni di stream complessivi su Spotify in meno di due settimane per le undici tracce contenute nel disco, che è stato anticipato dai singoli “Crema di buccia” (uscito l’anno scorso) e “Quanto ti vorrei” (pubblicato a ridosso dell’album). Decisamente non male, per un esordiente che addetti ai lavori e pubblico considerano già, all’unisono, la nuova sensazione della musica italiana, in questa corsa sfrenata all’hype – mutuata dal rap – che da qualche tempo a questa parte la fa da padrona nella discografia.

Sarà che la musica si è appiattita talmente tanto che davanti a uno un po’ diverso, come lo è Blanco, come lo è Ariete, come lo è Madame o come lo è indubbiamente lo stesso Chiello, per citare alcuni artisti emersi senza passare per canali tradizionali, si grida subito al miracolo. C’è da dire, comunque, che Rocco Modello – questo il vero nome del cantante venosino, classe 1999 – è già abbastanza noto ai seguaci della new wave tricolore e soprattutto agli appassionati di rap. Nonostante il successo che sta riscuotendo come solista, il suo nome continua ad essere accostato a quello degli FSK Satellite, il discusso gruppo che Chiello fondò nel 2017 con gli amici Taxi B e Sapobully, più volte criticato per l’eccessiva crudezza dei testi (“Con i soldi della droga ho comprato una pistola”, rappavano in “Settimana al caldo”, e qualcuno s’è pure scandalizzato). Del trio Chiello è sempre stato una sorta di voce fuori dal coro: troppo melodica, la sua, rispetto a quella più aggressiva degli altri due componenti del gruppo.

Un primo assaggio della sua diversa visione della musica Chiello l’aveva offerto già nel 2019: mentre la musica degli FSK Satellite si preparava ad esplodere sulle piattaforme di streaming – con conseguente pioggia di Dischi d’oro e di platino per singoli come “Ansia no”, “Melissa P”, “La prova del cuoco” e “No spie” – Modello pubblicava l’Ep da solista “Non troverai un tesoro”.

Cinque pezzi – tra questi anche una strumentale, “Sur le fond de la boite” – in cui il già membro degli FSK si rivelava un piccolo Achille Lauro: “Vagavo disperso / solo come i segreti che esistevano tra noi / in questa valle / dove ti permisi di amarmi / e dove tu con me facesti lo stesso”, recitava nei primi versi del brano che dava il titolo al disco. Con singoli come “Acqua salata” e “Crema di buccia”, in questi due anni, Chiello ha continuato a mostrare che oltre la crudezza dei brani degli FSK c’era dell’altro. Nel frattempo s’è portato a casa pure una collaborazione con Mace e Colapesce (su “Ayahuasca”, uno dei pezzi più lisergici tra quelli inclusi in “OBE”, l’album del produttore milanese, che in “Oceano paradiso” produce “Golfo paradiso”) e con Rkomi (su “Cancelli di mezzanotte”, hit da 11 milioni di stream contenuta nel best-seller del rapper milanese, “Taxi Driver”).

La copertina di "Oceano paradiso":

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Con il suo “Oceano paradiso”, pubblicato a pochi mesi dall’annuncio degli FSK del congelamento del trio, decisione che i componenti del gruppo hanno preso quest’estate per potersi dedicare ai rispettivi progetti solisti, Chiello ha confermato di riuscire tranquillamente a parlare ad un pubblico molto più ampio di quello della cerchia degli appassionati di rap e trap.

Contando anche su una squadra composta da gente che sa muoversi bene, nell’ambiente discografico. Intanto, a curare il management del cantante è la Thaurus di Shablo, già al fianco degli FSK Satellite (ma anche di Guè Pequeno, Sfera Ebbasta, Rkomi, Elettra Lamborghini e Leon Faun, un altro da tenere d’occhio), che pubblica anche il disco – su licenza Universal. Lo stesso Shablo firma e produce l’irresistibile “Quanto ti vorrei”. In sei pezzi c’è invece lo zampino di Giovanni Imparato, nome d’arte Colombre, tra le eminenze grigie della scena indie italiana: ha prodotto Maria Antonietta, suona con Calcutta e incide per Bomba Dischi, l’etichetta che ha reso fenomeni pop personaggi come lo stesso Calcutta, Carl Brave, Franco126 e che ora con il successo di Ariete sta mettendo a segno un altro colpo. Due dei roster più potenti della nuova discografia italiana che lavorano insieme gomito a gomito, praticamente.

Il disco è tutto sommato interessante: al di là di episodi in cui muovendosi tra pop e punk Chiello rischia di ricordare fin troppo il già citato Achille Lauro (come nella stessa “Quanto ti vorrei”), il 23enne cantante lucano dimostra di essere pure capace di andare molto in profondità. Tirando fuori versi ispirati, come lo sono quelli di “Non lasciarmi cadere” (“Non lasciarmi cadere / Io so che nel buio non si può camminare / per non essere soli ci si può perdonare / guarda nei miei occhi e sarà come bere”), “Abisso di Xanax” (“Vieni giù con me, con me / nell’abisso di Xanax per dormire e cancellare”) o “Poi si romperanno” (“Ma non mi fido e non ho il coraggio / di fare altre promesse che poi si romperanno”). La sostanza c’è: l’urgenza espressiva è palpabile, tangibile. Speriamo solo che sia resistente più della moda.

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