Rolling Stones: ‘L’ultima volta che abbiamo visto Charlie Watts’

La band ricorda gli ultimi incontri con lo storico batterista prima della sua scomparsa. E Steve Jordan, il suo ‘sostituto’: ‘Ho perso un amico, preferirei non essere in questa situazione’
Rolling Stones: ‘L’ultima volta che abbiamo visto Charlie Watts’

In un’intervista al Los Angeles Times i Rolling Stones hanno ricordato gli ultimi incontri con Charlie Watts, lo storico batterista della leggendaria band britannica scomparso lo scorso 24 agosto all’età di ottant’anni.

L’ultimo elemento della band di “Satisfaction” a vedere di persona l’amico e collega venuto a mancare è stato il chitarrista Ron Wood: l’incontro ha avuto luogo nella stessa camera d’ospedale di Londra dove il musicista, un anno fa, era stato ricoverato per combattere il cancro al polmone che l’aveva colpito. “La chiamavano la suite dei Rolling Stones”, ha scherzato Wood: “Abbiamo guardato le corse dei cavalli in televisione e fatto quattro chiacchiere. Era piuttosto stanco, stufo di questa faccenda. Mi ha detto: ‘Ormai speravo di esserne fuori’. Poi ci sono state un paio di settimane di complicazioni, e non mi è stato permesso di tornare a trovarlo. A nessuno era permesso”.

“Sto ancora cercando di farmene una ragione”, ha aggiunto Keith Richards: “Non credo di poter dire molto, al momento, su Charlie”. “Quando sei in un gruppo per così tanto tempo, è improbabile che non ci siano dei cambiamenti”, ha concluso Mick Jagger: “Questo, sicuramente, è il più grande che abbiamo mai avuto. Ma tutti sentivamo - anche Charlie - che avremmo dovuto fare questo tour. L’avevamo già posticipato di un anno, e lui di ha detto: ‘Devi andare là fuori. Tutto lo staff è rimasto senza lavoro per così tanto tempo, non puoi lasciarli ancora a spasso’. Quindi credo sia stata la cosa giusta da fare. La band suona ancora alla grande, e in occasione dei due concerti che abbiamo fatto fino a oggi la risposta del pubblico è stata buona. Tengono in mano questi cartelli con scritto ‘Ci manchi, Charlie’. E manca anche a me”.

Steve Jordan, il batterista già designato come sostituto di Watts per questo tour prima ancora della scomparsa del veterano collega, intervista dall’edizione americana di Vanity Fair ha spiegato di essere a disagio nel suo ruolo attuale: “Alcuni non capiscono che ho perso un amico”, ha dichiarato l’artista, “Ci sono persone molto felici per me, ma non capiscono che avrei preferito non andasse così. I Rolling Stones hanno fatto di tutto per rendere questa transizione fluida, gradevole ed empatica: erano consapevoli dei sentimenti di tutti, e io ho molto apprezzato. La morte di Charlie è stato uno shock totale, e ci sono dei fan che non approvano il fatto che il gruppo sia andato avanti senza di lui”.

“Ho iniziato questo tour augurandogli buona guarigione, e dicendogli che gli avrei tenuto lo sgabello in caldo fino al suo ritorno”, ha concluso Jordan, dicendo di essere uscito “distrutto” dalla sua scomparsa: “Credo che tanti ancora sottovalutino il lavoro che ha fatto. E sbagliano. Sedersi su quello sgabello e suonare quella roba non è affatto uno scherzo”.

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