I Camaleonti, tra Nada, Achille Lauro e Maneskin

La storica band ripercorre la propria carriera a 'Oggi è un altro giorno'
I Camaleonti, tra Nada, Achille Lauro e Maneskin

Ospiti della puntata odierna della trasmissione TV "Oggi è un altro giorno", Livio Macchia e  Antonio "Tonino" Cripezzi dei Camaleonti in collegamento con la conduttrice Serena Bortone hanno chiacchierato del passato e del presente. Macchia, che ha scherzosamente ricordato che oggi Gerry Manzoli “fa il marito di Nada, ha rivelato con l'occasione qualcosa sui suoi gusti musicali, con evidenti agganci ai recenti protagonisti sanremesi:

Achille Lauro non mi piace, non riesco a capirlo", ha candidamente confessato, spiegando anche che invece “i Maneskin mi sono piaciuti molto perchè hanno fatto un bel rock pulito come si faceva una volta con le chitarre".

La presenza dei Camaleonti in TV ha scatenato molta curiosità , presumibilmente presso le fasce di pubblico più giovani che si sono sentite chiamate in causa per i cenni fatti in trasmissione ai loro artisti preferiti; la band degli anni Sessanta è quindi stata oggetto di numerose ricerche online, e diverse richieste. In particolare: quali le loro origini? Quali i successi degli anni appena successivi all'esordio? Quali i cambi di formazione?

Ecco un contributo essenziale sulle origini dello storico gruppo italiano.

Il loro humus era quello della scena milanese nei primi anni '60, caratterizzata da una serie di bands emergenti e di non grande longevità come Beatniks, Demoniaci, Marines, Augusto Righetti e Le Ombre, Trappers. Proprio da alcune di essere sarebbero provenuti i Camaleonti, ovvero Antonio “Tonino” Cripezzi, Livio Macchia, Riki Maiocchi, Gerry Manzoli e Paolo De Ceglie.

E' il 1965 quando il gruppo - che ha scelto un nome che allude all’ecletticità delle influenze musicali dei suoi membri - viene notato da Miki Del Prete, autore e produttore discografico, durante un’esibizione nello storico locale "Santa Tecla". Firmano per la "Kansas", per la quale incidono fra il 1965 e il 1967 dodici singoli e due album; nel 1966 partecipano al Cantagiro ma subiscono l’abbandono di Riki Maiocchi: così entra in formazione Mario Lavezzi Nel 1967 esce “L’ora dell’amore”, cover di “Homburg” dei Procol Harum, che diventa il loro più grande successo in carriera.

Nel 1968 ha ottimi risultati un’altra cover, “Io per lei” (“To give” di Frankie Valli), che quell'anno dà il titolo al primo album uscito per la CBS.

I cambi di formazione sono all'ordine del giorno in quel periodo: la sostituzione di Lavezzi con Gabriele Lorenzi (ex Califfi, poi Formula Tre) prelude all’uscita di “Applausi”, nuovo successo a 45 giri. I Camaleonti restano in quattro con l’uscita successiva di Lorenzi, e l’estate seguente (1969) pubblicano “Viso d’angelo”. In autunno esce il curioso mini-Lp con quattro canzoni "Vita d'uomo (alla ricerca della verità)", che contiene "Mamma mia" di Battisti-Mogol, poi uscita anche come singolo.

La band continuerà con alterni successi lungo tutti gli anni '70, proseguendo la propria attività anche nei tre decenni successivi: per ogni dettaglio, qui la pagina dedicata ai Camaleonti.

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