Paul Stanley: i KISS, i Soul Station e il suo futuro

Il chitarrista a ruota libera, fra hard rock e rhythm&blues
Paul Stanley: i KISS, i Soul Station e il suo futuro

Come abbiamo già scritto, è uscito giorni fa il primo album dei Soul Station, progetto parallelo di Paul Stanley dei KISS. La band, che nel primo periodo della sua attività si è esibita dal vivo con un repertorio di sole cover soul e rhythm&blues degli anni Sessanta e Settanta, ha debuttato discograficamente con l'album "Now and then".

Nei Soul Station, Stanley è soltanto il cantante, ma ha chiesto la partecipazione di Eric Singer, il batterista dei KISS.


"Un batterista hard rock in una musica come quella dei Soul Station farebbe disastri. Ma Eric non è 'solo' un batterista hard rock: è cresciuto suonando musica da big band con suo padre, ed ha un vocabolario musicale molto ampio".

Ma quali sono i cantanti soul preferiti da Stanley?


"Sopra a tutti direi Sam Cooke: “A Change Is Gonna Come”, “Chain Gang”, “Cupid”. Ma anche David Ruffin è fenomenale. Al Green. Otis Redding. Smokey Robinson. Stevie Wonder, specialmente agli inizi. Ma anche Laura Nyro, che con Kenny Gamble e Leon Huff ha inciso nel 1971 un album fantastico di cover, 'Gonna take a miracle': è un disco da riscoprire assolutamente".

A proposito di album, quali sono quelli che Stanley consiglia a chi non abbia familiarità con il soul e il rhythm&blues?


"Come base di partenza direi di ascoltare il greatest hits dei Temptations. Se vi piace quello, potete cominciare a scoprire quel genere di musica".

E sempre a proposito di album, c'è un disco dei KISS che secondo lui andrebbe riscoperto e rivalutato?


"Penso che 'Destroyer' sia un disco che ha superato la prova del tempo. 'Sonic boom' è un ottimo album. E 'Alive!' è il nostro biglietto da visita come gruppo in concerto. Ma raccomando anche 'KISS Unplugged', per capire che non siamo solo trucco, costumi e messinscena".

I Soul Station saranno il futuro di Paul Stanley, dopo i KISS?


"Direi che sono uno dei miei possibili futuri. Oltre alla musica che facciamo, mi piace l'atmosfera di amicizia e di multietnicità della band, costruita in cinque anni di attività insieme. Per quanto riguarda i KISS, mi auguro che prima o poi riusciamo a completare il nostro tour 'End of the road' - dipenderà dall'evoluzione della pandemia".

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