Wrongonyou, dopo Sanremo un nuovo album: ‘Non mi sono mai sentito così libero di poter essere me stesso’

Il cantautore romano, in gara al Festival di Sanremo 2021 nella categoria ‘Nuove proposte’ con il brano ‘Lezioni di volo’, racconta il suo prossimo lavoro discografico e il suo percorso artistico.
Wrongonyou, dopo Sanremo un nuovo album: ‘Non mi sono mai sentito così libero di poter essere me stesso’

Il prossimo 12 marzo vedrà la luce il nuovo album di album di inediti di Wrongonyou, cantautore romano in gara al Festival di Sanremo 2021 nella categoria “Nuove proposte”, dopo avere vinto le selezioni di AmaSanremo. Il disco, intitolato “Sono io”, contiene 9 tracce, tra cui il singolo “Lezioni di volo” che Marco Zitelli - questo il nome all’anagrafe dell’artista, classe 1990 - presenterà sul palco dell’Ariston il prossimo marzo. 

“Sono molto contento di questo disco”, ha spiegato Wrongonyou durante l’incontro virtuale con la stampa su Zoom, moderato dal direttore generale di Carosello Records Dario Giovannini. Raccontando la sua prossima prova sulla lunga distanza, scritta durante il periodo di quarantena e cantata interamente in italiano come il precedente “Milano parla piano” - lavoro che, uscito il 18 ottobre 2019, ha segnato il suo passaggio dall'inglese all’italiano - Marco ha detto: “Il disco, che ho scritto tutto in quarantena, è molto personale. Dalla quarantena mi aspettavo molta chiusura in me stesso, invece in quel periodo sono riuscito a tornare a vivere la musica allo stesso modo degli inizi, come Wrongonyou, e a usarla come arma di sfogo per stare meglio. Quando ho iniziato a lavorare sull’album mi sono detto: ‘Marco, devi fare un disco per te, che piaccia a te'. È bello che poi tutto il team ha apprezzato questo atteggiamento”. Ha aggiunto: “‘Sono io’ è un disco molto sincero: oltre a racchiudere il me cantante e il me musicista, in questo lavoro c’è anche molto Marco perché nell’album racconto delle mie condizioni, di come ho vissuto la quarantena, delle mie evoluzioni, dei miei pensieri e altre cose”.

Per Marco Zitelli il fatto di scrivere e cantare in inglese inizialmente era una sorta di “armatura”, un “filtro” attraverso il quale comunicare che è riuscito ad abbandonare dopo un lungo lavoro di scrittura e ricerca durato più di un anno e mezzo, che lo ha portato ad adottare la lingua italiana per raccontarsi a 360°. “Ho preso confidenza con la lingua e sopratutto adesso mi sento a mio agio a mettermi allo scoperto”, ha raccontato Wrongonyou. Ha poi narrato: “Ho deciso di fare leva sull’insicurezza di mettersi a nudo e ho capito che la libertà è una delle cose più belle”.

La title track di “Sono io” è la prima canzone scritta da Marco in Italiano, non inclusa nel suo secondo album in studio perché - ha detto il cantautore - “non avevo ancora il coraggio di mettermi così tanto a nudo”. Ha poi spiegato: “Questa forza, invece, ora è arrivata. Non mi sono mai sentito così libero di poter essere me stesso e allo stesso tempo forte per poter mostrarmi e dire: ‘Io sono così’”.

La settimana antecedente al Festival e prima dell’uscita del suo nuovo album, Wrongonyou pubblicherà una versione acustica di “Lezioni di volo” - caratterizzata dall’arrangiamento degli archi di Valeriano Chiaravalle, che dirigerà l’orchestra all’Ariston - e la cover di “Luce ( Tramonti a Nord Est)” di Elisa, cantata da Marco nella tonalità originale.

A proposito del brano, con cui la cantautrice di Monfalcone ha vinto il Festival di Sanremo 2001, e del motivo per cui ha deciso di reinterpretarlo, Zitelli ha detto: “È una canzone che ho ascoltato nel febbraio del 2001, quando avevo dieci anni, e da allora mi è sempre rimasta impressa. Volevamo fare un omaggio sanremese, anche per farmi conoscere da quel pubblico che mi conoscerà grazie alla mia partecipazione al Festival”. Ha continuato: “Mi interessava dimostrare anche il mio apprezzamento nei riguardi di questa canzone, fare un omaggio in stile più 'Wrongonyou’ possibile. Una cosa che mi colpisce molto è che il testo della canzone è in italiano dove non banalmente si riesce a infilare la natura, una delle parti integranti del primo capitolo del progetto Wrongonyou”. Oltre all’omaggio a Elisa, “Sono io” includerà una canzone dedicata a Bon Iver, intitolata proprio come il progetto di Justin Vernon. Sul pezzo il cantautore romano, più volte definito il "Bon Iver italiano”, ha fatto sapere: “È stato un po’ uno sfizio che mi sono tolto”. Ha poi narrato: “Anche mentre facevo generi totalmente diversi dal folk di Bon Iver continuavo a essere associato a Justin Vernon e al suo progetto. Così ho pensato: ‘Sai che c’è? Ora gli dedico una canzone e la faccio in pieno stile Bon Iver'. Inizialmente la traccia aveva un altro titolo, poi ho scelto di intitolara come il gruppo statunitense, come una dedica e per togliermi anche qualche sassolino dalla scarpa”. .

Durante l'incontro virtuale per presentare la sua prossima fatica di studio, Wrongonyou ha avuto anche occasione per far conoscere meglio la sua storia e il suo percorso artistico, ricordando l'episodio che più lo ha spronato a "buttarsi nella musica". Come ricordato durante la conferenza dallo stesso cantautore, dopo aver scoperto la musica da autodidatta e aver cominciato a scrivere i propri brani intorno al 2013, Marco ha capito di voler intraprendere una carriera nel mondo musicale dopo che le sue canzoni caricate su diverse piattaforme digitali - come, per esempio, Soundcloud - hanno attirato l’attenzione del professore di Sound Technology dell’Università di Oxford, il quale ha successivamente contattato Zitelli.

“Oxford è stata un’avventura particolare”, ha ricordato Wrongonyou, che è stato poi invitato dal docente a registrare quattro brani presso gli studi di registrazione dell’università, gli stessi dove bazzicavano gli Shindig, oggi conosciuti come Radiohead, all’inizio degli anni ’90.

Marco ha ricordato: “Quando sono andato a Oxford ho passato un paio di settimane in questo studio che è uno studiolo dove ci bazzicavano i Radiohead quando si chiamavano ancora Shindig ed erano al college. Il professore, oltretutto, faceva il roadie degli U2 e ho usato l’amplificatore di The Edge per registrare le chitarre”. Sui pezzi registrati a Oxford, Marco ha detto: “Non ho mai fatto uscire nulla di quelle cose che ho registrato. Ma quell’esperienza è stata la scintilla che mi ha fatto venire voglia di buttarmi completamente nella musica e di fare questo nella vita. Sono tornato ai castelli romani, ho mollato l’università e poi ho lavorato per costruire il mio percorso artistico”.

Ecco la tracklist e la copertina di “Sono io”:

Sono io

Lezioni di volo

Vertigini

Nada

Bon iver

Prima che mi perda ancora

Torniamo da noi

Nonno bruno

Amorproprio

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