Rockol Awards 2021 - Vota!

David Bowie, cinque mosse di carriera geniali

Intuito, abilità, sfrontatezza: come intrecciare arte e business
David Bowie, cinque mosse di carriera geniali

Non esistono dubbi sul fatto che David Bowie sia stato, nell’arco della sua carriera, una della figure più innovatrici, se non la più innovatrice in assoluto, sulla scena del rock e del pop.
Grazie ad un intuito, a un’abilità e a una sfrontatezza straordinari, ha saputo sfidare (sconfiggendole) le trappole dell’età in un ambiente in cui coprirsi di ridicolo è un cliché.

E riaffermando una verità nota nelle scuole di business: l’innovazione è un processo, non un’idea o un’invenzione o un’intuizione. Un processo che, per Bowie, è stato la spina dorsale di una carriera longeva, durato fino all’ultimo respiro. Vissuto con una spontaneità tale da intrecciare arte e business senza soluzione di continuità e senza ipocrisia.

 

David Bowie, il quinto anniversario della morte: leggi lo speciale.

David Bowie, il quinto anniversario della morte: tutte le cover realizzate per il Tribute Day di Rockol da artisti italiani

 

Dunque David Bowie ha rappresentato, e resterà, un fattore di rottura nell’industria musicale. Ecco cinque motivi fondamentali per i quali possiamo tutti ripetere che è stato costantemente avanti rispetto a tutti:

Distruzione creativa: non molto diversamente da come predicato da Joseph Schumpeter, Bowie è stato maestro nel distruggere con tempismo ciò che aveva creato. Facendo il funerale al suo alter-ego Ziggy Stardust all’apice della sua notorietà, creò le basi per la prima di parecchie resurrezioni, e nuove invenzioni, e nuovi successi. Ch-ch-ch-ch-Changes.

Performance esperienziale: teatro, costumi, fantasia, fantascienza, immaginazione: così cambiò l’intera percezione del rock, portandolo su un livello superiore rispetto a come lo si era conosciuto negli anni Sessanta e in una direzione diversa rispetto a quanto era lecito aspettarsi. L’utilizzo dell’immagine ampliò a dismisura il ventaglio delle possibilità artistiche, permettendo all’intera scena di estendere lo spettro del rock a livello sonoro e culturale.

Approccio collaborativo: i musicisti e gli artisti con cui Bowie ha lavorato durante la sua carriera non si contano. Ciascuno al momento adatto per il progetto giusto, da Brian Eno a Lou Reed, da Iggy Pop a Lindsay Kemp, da Mick Jagger a Freddie Mercury. Analogo discorso vale per le influenze, che a pochissime stagioni di distanza lo portarono dal glam a Bertold Brecht alla dance. I noti “features”, che  oggi impazzano soprattutto nell’hip hop, sono un derivato dell’approccio collaborativo. Ma l’intero eco-sistema online ne è intriso. Quasi un dadaista, Bowie mescolò arte, moda, film, fotografia, pittura, teatro. E li rimescolò. E li rimescolò ancora: capace, così, di assorbire, rielaborare e produrre novità.

“Celebrity bonds”: nel 1997 nessuno si sognava di cartolarizzare una carriera musicale. Anziché sognarlo, David Bowie lo fece ed ottenne 55 milioni di dollari come pagamento anticipato in cambio dell’emissione di titoli obbligazionari – i Bowie Bonds -  garantiti dalle rendite del suo catalogo da inizio carriera fino al 1990. Un rendimento eccellente (6-7%) e un rating da tripla A, poi scaduto quasi a junk bond nel 2004, causa “digital disruption” nella discografia. (E come li utilizzò? Per riacquistare copyright della sua stessa musica che ancora non deteneva. Per ampliare il suo catalogo…).

L’uscita di scena: quando la gavetta non è stata solo retorica narrativa ma dolorosa realtà, una volta raggiunta la grandezza, a una superstar epocale come l’ex David Jones resta un insegnamento fondamentale: a quel punto, per un alieno come lui, non ci sono più da tempo vie di mezzo tra essere eccezionale e restare invisibile.

Scegliendo l’invisibilità prolungata, dosando i leaks, impegnandosi strenuamente pe lanciare – sì: “lanciare”, non soltanto lasciare – la sua eredità artistica, David Bowie ha inscenato un’uscita da questo mondo che nemmeno una sceneggiatura di Tarantino e Spike Lee insieme. Sincronizzare l’uscita di un disco misterioso come “Blackstar” e quella del suo corpo da questa valle di lacrime è, pur nel suo modo lugubre, l’ennesima geniale mossa di marketing.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.