Incredible String Band: guida all'ascolto di "The hangman's beautiful daughter"

I dischi "imperdibili" raccontati e spiegati da Enrico Merlin
Incredible String Band: guida all'ascolto di "The hangman's beautiful daughter"

THE INCREDIBLE STRING BAND: THE HANGMAN’S BEAUTIFUL DAUGHTER
Elektra Records, 1968

Nel dicembre 1967 l’Incredible String Band, gruppo inglese ormai ridotto sostanzialmente a un duo composto da Robin Williamson e Mike Heron, entra in studio per registrare il suo terzo album, "The Hangman’s Beautiful Daughter". Una pozione magica surreale in cui i testi, pur giocando un ruolo fondamentale – esaltante “The Minotaur’s Song”, dove fa un’ospitata anche Richard Thompson, in cui la storia del labirinto viene illustrata dal punto di vista del Minotauro – non sono che il vestito di un corpo musicale innovativo e imprevedibile, destinato a rinnovare drasticamente il Folk inglese. Le canzoni sono costruite su di una struttura timbrica straordinaria costituita da uno strumentario estremamente eterogeneo. In coraggiosi e inediti accostamenti si abbinano strumenti etnici all’epoca già comuni come il sitar (lo strumento del momento… necessario per essere “davvero” alternativi) e cordofoni africani come oud e gimbri (strumento tipico della cultura gnawa), flauti di varia natura, scacciapensieri e mbira. Non mancano ovviamente gli strumenti della tradizione europea, da pianoforte e clavicembalo a chitarre e mandolino. Ne nasce un quadro policromo che come è facilmente intuibile rappresenta uno dei prodromi della World Music, ma non solo quello – i critici, per esempio, lo definiranno Psychedelic Folk.

Le composizioni dell’Incredible String Band sono particolarmente interessanti anche nella loro struttura formale. Alcuni brani sono contraddistinti da continui cambi ritmici e di tonalità, come per esempio “Mercy, I Cry, City”, vero e proprio percorso a ostacoli. Williamson e Heron sembrano inoltre essere stati fra i pochi ad aver compreso per primi quali fossero gli intimi meccanismi che governano l’espressione musicale indiana, come dimostrano in “Three Is a Green Crown”; qui il ritmo si dilata sulle frasi al servizio dell’espressività e la voce scivola oltre il sistema temperato con appoggi inconcepibili nella musica europea. Gran parte della loro produzione del periodo è degna di nota e "The Hangman’s Beautiful Daughter" può essere considerato la prima tappa di un viaggio esplorativo che può rivelarsi assai stimolante per ogni ascoltatore attento e curioso. L’opera dell’Incredible String Band sarà destinata a diventare uno dei principali riferimenti per molti artisti votati alla ricerca di possibili relazioni tra la matrice anglo-scoto-irlandese e altri linguaggi, giù fino agli Altan di "Harvest Storm" e alle pagine migliori dei Clannad.

Enrico Merlin

Questa scheda è tratta da "1000 dischi per un secolo. 1900-2000", di Enrico Merlin (Il Saggiatore), per gentile concessione dell'autore e dell'editore.

Enrico Merlin, musicista e musicologo, nella composizione e scrittura del volume ha cercato di tracciare la storia della musica occidentale registrata, attraverso la selezione di 1000 opere sonore che fossero innovative in almeno uno dei sei parametri di cui la musica è composta: melodia-armonia-ritmo-timbro-dinamica-espressività. Per ognuna di esse ha realizzato una sorta di guida all'ascolto in cui vengono raccontate le motivazioni per cui quel disco è di fatto una pietra miliare. Mancano diversi dischi famosi, mentre vi sono opere seminali, ma di nicchia, che malgrado uno scarso successo di pubblico hanno lasciato un segno profondo in altri artisti contemporanei o successivi. Le schede non sono quindi delle recensioni, quanto piuttosto dei suggerimenti d'ascolto, dei trampolini di lancio per andare alla scoperta di nuovi mondi sonori e, perché no, trovare qualche conferma.


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