La protesta dei lavoratori dello spettacolo a Milano e la situazione concerti

Il movimento Bauli In Piazza ha radunato 1.300 persone tra lavoratori e imprese che versano in grave difficoltà. Solidarietà da Pausini e Cremonini, dubbi per la stagione invernale.
La protesta dei lavoratori dello spettacolo a Milano e la situazione concerti

Oltre mille persone - 1.300, per la precisione - tra lavoratori dello spettacolo e imprese del settore che in questo momento versano in grave difficoltà a causa dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 ieri pomeriggio sono scese in piazza Duomo a Milano per manifestare, chiedendo alle istituzioni di essere ascoltate. Lo hanno fatto disponendo di fronte al Duomo tanti bauli vuoti, a testimoniare l'immobilismo del settore, messo in ginocchio dalla pandemia. Tra gli addetti ai lavori che hanno manifestato c'erano anche diversi esponenti del settore musicale, tra i più colpiti.

Il Covid-19, d'altronde, dallo scorso marzo ha spinto artisti e promoter a rimettere mano ai calendari, annullando, sospendendo o posticipando intere tournée. Chi quest'estate aveva in programma concerti nelle arene e negli stadi e sperava che la crisi potesse in qualche modo rientrare, alla fine ha dovuto accettare l'idea di dover mettere in stand by i grandi raduni: da Vasco a Cesare Cremonini, passando per Tiziano Ferro, Ultimo e Ligabue. Hanno tutti rinviato le rispettive date al 2021. Annullati anche i grandi festival, dal Rock in Roma al Lucca Summer Festival, passando per Firenze Rocks e i-Days di Milano. 350 milioni di fatturato andati in fumo e lavoratori costretti a restare a casa. D'altronde, il testo del DPCM entrato in vigore il 18 maggio parlava chiaro: spettacoli consentiti solo assicurando il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro tra spettatori e addetti ai lavori, con il numero massimo di 1000 spettatori per eventi all'aperto e di 200 persone per eventi al chiuso.

Assomusica, l'associazione di categoria che riunisce gli organizzatori e i produttori di spettacoli di musica dal vivo, il giorno stesso dell'entrata in vigore del decreto diffondeva un comunicato firmato da società come Live Nation Italia, Friends and Partners, Vivo, D'Alessandro & Galli, Magellano, Vertigo, Comcerto e Daze, che hanno deciso di comune accordo di rinviare al 2021 gli spettacoli dei rispettivi artisti. Una scelta non condivisa però dalle realtà indipendenti. La romana OTR sempre il 18 maggio si diceva intenzionata ad andare comunque avanti con l'organizzazione dei live, rispettando tutte le norme del caso.

Nel corso dell'estate ha organizzato i live di Max Gazzè, Daniele Silvestri, Diodato, Ghemon, Colapesce e Dimartino, Alex Britti, Irene Grandi e Marina Rei. "Tutte le piccole realtà come la nostra, che al pari delle multinazionali sono associate ad Assomusica, si sono chieste il perché di quella decisione", .ha detto a Rockol Alessandro Ceccarelli di BPM Concerti, che organizza i concerti dei Boomdabash e dei Pinguini Tattici Nucleari (tra gli altri), "abbiamo provato a farci sentire: 'Noi dobbiamo lavorare'. Tutti gli artisti che non hanno grosse entrate a livello discografico e che guadagnano per lo più dai concerti quest'estate volevano suonare". E Pietro Fuccio di DNA (Calcutta, Cosmo e altri), puntando il dito proprio contro Assomusica: "In questi mesi difficili hanno fatto solo gli interessi delle major senza dare ascolto alle necessità delle imprese più piccole, che non condividevano affatto l'idea di rinunciare ai concerti quest'estate".

I successivi DPCM hanno prorogato le misure precauzionali per contrastare e contenere il diffondersi del Covid-19, continuando a consentire sì lo svolgimento degli spettacoli dal vivo ma con gli stessi limiti previsti dal decreto del 18 maggio: massimo 1000 spettatori per eventi all'aperto, 200 per eventi al chiuso. Chi confidava in un miglioramento della situazione, è stato costretto a ricredersi e a rivedere ancora una volta i propri piani. Così hanno fatto ad esempio i Modà, che all'inizio del mese avrebbero dovuto dare il via al loro tour nei palasport, già posticipato la scorsa primavera e ora ulteriormente rinviato. All'ottobre del 2021. E poi Elodie (gli show originariamente in programma ad aprile alla Santeria di Milano e al Teatro Centrale di Roma, già rinviati a ottobre, sono stati ora spostati alla primavera del 2021), Ghali (sospese le tre date al Fabrique di Milano di questo mese - i nuovi appuntamenti non sono stati resi noti, ma si svolgeranno sicuramente nel 2021), Skunk Anansie (erano attesi a Milano a novembre, torneranno in Italia solo a maggio), James Blunt (tour nei palasport con tappe a Milano, Padova e Roma spostato a marzo - e la data romana non potrà essere recuperata), solo per citarne alcuni.

Pochi i concerti di artisti italiani al momento confermati da qui alla fine dell'anno, sfogliando il calendario. Ci sono date a teatro di Francesco De Gregori (che a fine settembre ha annunciato tre concerti in programma dal 4 al 6 dicembre al Dal Verme di Milano), Umberto Tozzi (che una settimana fa ha annunciato il tour che a dicembre farà tappa a Torino, Bologna e Milano), Loredana Berté (16 novembre a Genova, 21 novembre a Bassano Del Grappa, 1° dicembre a Torino), Vinicio Capossela (i due show del 28 e 29 febbraio, poi rinviati al 22 e 23 ottobre, saranno definitivamente recuperati in un unico concerto il 27 ottobre al teatro di Mantova),

Massimo Ranieri (16 dicembre a Frosinone), Nomadi (6 novembre a Udine), Edoardo Bennato (30 dicembre a Roma), Alice (14 novembre a Mantova, 12 dicembre a Partanna), Roberto Cacciapaglia (16 ottobre a Foligno, 22 e 23 ottobre a Mantova, 24 ottobre a Milano), Renzo Arbore (28 novembre a Varese), Teho Teardo (28 novembre al Puccini di Firenze), Fabio Concato (19 dicembre a Conegliano), Rino Gaetano Band (24 ottobre a Mestre), Artù (28 ottobre Parco della Musica di Roma), l'ex Matia Bazard Silvia Mezzanotte (1° novembre a Roma).

Date nei club per Giovanni Lindo Ferretti (20 novembre all'Hiroshima Mon Amour di Torino, 27 novembre al Locomotiv di Bologna, 5 dicembre all'Orion di Ciampino), Colombre (24 ottobre al Locomotiv di Bologna, 5 dicembre al Serraglio di Milano), Pop X (14 novembre all'Auditorium Flog di Firenze), Punkreas (12 dicembre al Vidia di Cesena). Mentre per forza di cose le grandi produzioni latitano (nel Regno Unito, invece, mentre si continuano a registrare dati a dir poco allarmanti relativi alla diffusione del Covid-19 - circa 15mila contagi registrati ieri rispetto al giorno precedente - è stata annunciata la riapertura della O2 Arena di Londra "a regime ridotto": il 5 dicembre saranno gli Squeeze i primi a tornare sul palco del palasport, esibendosi di fronte a "soli" 4700 spettatori contro i 20mila che può normalmente ospitare la location). Confermato al momento il tour nei palasport di Brunori Sas, recupero di quello posticipato la scorsa primavera, ma è difficile credere che con le attuali restrizioni il cantautore riesca a rispettare l'impegno. Come lui Antonello Venditti, che dovrebbe esibirsi il 10 dicembre al PalaInvent di Jesolo. Il rapido peggiorare della situazione contagi è tutto tranne che rassicurante e in attesa di annunci ufficiali non resta che aspettare.

"Sono da rivedere le regole in essere, è fondamentale che siano chiare e uniformi a livello nazionale, perché con regole lasche e lasciate all'arbitrio dei vari enti locali non ci può essere programmazione", ha detto all'Ansa Fabio Pazzini, event manager e direttore di produzione, "vanno riviste le norme affinché ci permettano di rendere gli eventi redditizi, che un teatro che tiene 2500 posti possa accoglierne 200 è un non sense normativo". 

Inadeguata, secondo i manifestanti, l'indennità di 600 euro riconosciuta dal governo agli autonomi: chiedono l'attivazione di ammortizzatori sociali. Solidarietà da parte di Laura Pausini: "Una vita senza musica è come un corpo senz'anima. Speriamo che ci siano le condizioni per ripartire insieme presto", ha scritto la cantante, che ad aprile ha deciso di chiamare a raccolta via social colleghi del calibro di Vasco Rossi, Ligabue, Claudio Baglioni, Andrea Bocelli, Tiziano Ferro, Fiorella Mannoia, Eros Ramazzotti e Gianna Nannini, che avevano tutti condiviso il suo appello al Governo a non lasciare indietro le maestranze e a predisporre iniziative e fondi dedicati che garantiscano la ripresa economica di tutte le parti coinvolte.

E .Cesare Cremonini, condividendo sui suoi canali social ufficiali un'immagine della protesta dei bauli a Milano, ha scritto: "Sono migliaia i professionisti, donne e uomini per cui il lockdown non è MAI finito e che non sanno quando potranno tornare alla vita di prima. La forza di questa immagine, che simboleggia il ricordo dei momenti terribili di questa pandemia, può aiutare a capire. Parlare di chi ieri era un fonico, un backliner, un musicista, un light designer, un imprenditore, un artista e oggi non lo è più. Qualcuno ora lavora per Amazon. Altri si sono reinventati una occupazione. Moltissimi sono fermi. Non hanno più un lavoro da mesi. Io sono un cantante, creo insieme a loro progetti che uniscono squadre di centinaia di questi uomini e donne. Se c’è un momento per aiutarci e decifrare cosa stia accadendo oggi al mondo della musica, degli eventi e dello spettacolo, è questo. Un universo che non ha bisogno di applausi ma di regole da seguire per rimettersi in moto e progettare il futuro. Nella tutela di 570.000 persone nel nostro Paese".

Messaggi di solidarietà sui social anche da parte di Biagio Antonacci, mentre Emma e Vasco Rossi hanno condiviso sui loro canali ufficiali gli scatti della manifestazione: "Ieri a Milano #bauliinpiazza con tanti professionisti e amici... perché ripartire è necessario... per gli oltre 570.000 lavoratori che sono fermi da febbraio... non si può più aspettare". Enrico Ruggeri: "Un abbraccio a tutti i lavoratori dello spettacolo, decine di migliaia di persone colpite, inascoltate e non tutelate". Ermal Meta: "Senza di voi questo lavoro non si potrebbe fare. Dalla vostra parte, un abbraccio". Francesco Gabbani: "Tutta la mia solidarietà ai lavoratori dello spettacolo, che ieri sono scesi in piazza con #bauliinpiazza, per chiedere al governo nuove regole che permettano una ripartenza del settore e facciano in modo che gli oltre 570.

000 professionisti possano finalmente tornare al lavoro". .Nek: "A Milano il grido d’aiuto di 570.000 professionisti del mondo dello spettacolo. Questi #bauliinpiazza, sui quali viaggia tutto quello che serve a costruire la magia della musica, sono vuoti e migliaia di lavoratori chiedono di non essere dimenticati. Siamo con voi!". Angelo Branduardi: "Siamo vicini alle persone che fanno si che la mia musica diventi concerto da più di quaranta anni. Oggi c'era mia figlia Sarah in rappresentanza della famiglia...".

E poi Gigi D'Alessio: "Come dico spesso in concerto 'qui siamo uno a cantare e 400 a mangiare', ed è vero, ad un concerto lavorano tantissime persone, che da febbraio però non lavorano più. I concerti e gli eventi sono fermi, e con loro anche gli oltre 570.000 professionisti del settore". Frankie Hi-Nrg: "Torneremo a riempire di vita e di successi quei bauli, torneremo a farli viaggiare: ora serve un intervento serio per non trasformarli in tante bare, manco troppo ingombranti". Bugo: "La musica fa bene, è necessità primaria, È svago nella migliore accezione. Lo stare insieme ai concerti, cosa c’è di più bello? E tutto questo grazie ai lavoratori dello spettacolo, oggi in piazza per la campagna internazionale". Federico Rossi di Benji & Fede: "Un mare di luci di speranza e conforto,ieri in Piazza del Duomo a Milano.Affinché la necessità di ripresa possa portare presto a nuovi orizzonti per chiunque lavori nel mondo dello spettacolo, un grido come a dire “ci siamo anche noi, ascoltateci oggi più che mai". 

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