Essere David Lee Roth (un pensatore dei nostri tempi)

Il frontman dei Van Halen è una persona estremamente divertente.
Essere David Lee Roth (un pensatore dei nostri tempi)

In questi giorni piangiamo la scomparsa di Eddie Van Halen, un chitarrista dal talento sopraffino che ha lasciato davvero un segno nel mondo del rock. Il musicista, scomparso all'età di 65 anni, aveva fondato, nella prima metà degli anni Settanta, insieme al fratello batterista Alex, una band battezzata con il proprio cognome. Ai due, qualche anno più tardi, si unirono il bassista Michael Anthony e il cantante David Lee Roth. Nel 1978 uscì il primo album, intitolato "Van Halen", che segnalò la band statunitense all'attenzione generale. Non passarono inosservati i virtuosismi alla sei corde di Eddie, ma non passò neppure inosservata la voce del cantante.

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Proprio sull'asse Eddie/David si costruì la leggenda musicale dei Van Halen. Dal vivo, quanto uno, con fatica, teneva a freno una chitarra che pareva essere indiavolata; tanto l'altro, gigione e istrione oltre il giusto riusciva a tenere in palmo di mano qualsiasi platea. 'Diamond' Dave – che oggi compie 66 anni – possedeva e possiede (seppur in misura diversa, gli anni passano per tutti) tutte le qualità del grande frontman. Con la non comune capacità di deliziare il proprio pubblico anche fuori dal palco con delle osservazioni sempre curiose e divertenti. A seguire sono riportate alcune sue riflessioni su svariati argomenti, perché David conosce il mondo, la vita, la musica e gli uomini.

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Sulla sua band, i Van Halen, nel lontano 1981 dichiarò a Entertainment Tonight: "Considero la musica heavy metal – i Van Halen sono il marchio della musica heavy metal - come una combinazione di religione e hockey". Qualche anno più tardi, nel 2006, al Los Angeles Times rivelò il segreto del loro successo: "Facciamo sentire tutti i ragazzi giovani e invincibili e tutte le ragazze si sentono giovani e desiderabili."

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Sui colleghi musicisti fu piuttosto malinconico nel 2003, quando disse: "È solo un déjà vu se fai lo stesso spettacolo e tieni la stessa routine per sempre. Ci sono alcune band che sono straordinarie in questo. I Rolling Stones hanno suonato sempre la stessa canzone per, tipo, 25, 30 anni? Quella canzone però mi piace! Gli AC/DC suonano la stessa canzone, album dopo album, da 30 anni, ma quella canzone ci piace. Credo, tuttavia, che il genere umano fosse destinato al cambiamento. Ci sono solo due cose che sembrano davvero esattamente uguali dal momento in cui le vedi per la prima volta fino al momento in cui muiono e sono l'anemone di mare e Neil Young."

Sul denaro, e la sua fin troppo sopravvalutata importanza, nel 1986 fece questa arguta riflessione: "Avevo un problema di droga, ma ora guadagno abbastanza." Nel 1991 si swentì di ribadire il concetto: "Il ragazzo che ha detto 'i soldi non comprano la felicità' non sapeva dove andare a fare shopping."

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Chiestogli quali fossero le sue ispirazioni musicali, nel 2008, a MTV, David rispose: “Non avevo influenze musicali di cui parlare. I miei idoli erano sempre Gengis Khan o Muhammad Ali o Alessandro Magno oppure il ragazzo che ha inventato gli hamburger di McDonald's ".

Le sue idee sono molto chiare anche in fatto di stile. Il suo e quello del music business. Nel 1983 non si fece scrupolo nel rivelare il nome del proprio stilista: “Sì, ho il mio sarto. Jack lo Squartatore." Mentre nel 1985 fu decisamente tranchant: "Il rock'n'roll non è altro che scarpe e tagli di capelli." Lapalissiano nel 1991: "Ci vuole un uomo estremamente mascolino per sembrare sexy con un paio di pantaloncini da bicicletta rosa."

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Nel 1985 ai taccuini di Rolling Stone si lasciò particolarmente andare raccontando un episodio emblematico della sua infanzia che aveva quale protagonista il padre: “Ricordo il primo film che ho visto, che ho guardato davvero dall'inizio alla fine. Avevo sette anni. Sono uscito di casa con mio padre e ricordo che mia madre disse: 'Okay, vedrai Robin Hood. Assicurati di andare a vedere Robin Hood.' Percepii della tensione nella sua voce. Così io e mio padre siamo saliti in macchina, passammo davanti al cinema dove c'era Robin Hood. Dissi: 'Papà, c'è Robin Hood.' Lui rispose: 'Non preoccuparti, andremo a un altro film.' Chiesi: 'Quale?' E lui, 'Hai mai sentito parlare di Marilyn Monroe?' Io, 'No'. E mio padre: 'Beh, il film che vedremo si chiama 'A qualcuno piace caldo'. Io gli risposi: 'Wow, sarà qualcosa di speciale. Di che si tratta?' E lui, di rimando: 'Non importa. Ma prima di arrivarci, lascia che ti dica di cosa parla Robin Hood...'"

Dave non si tira indietro davanti a nessun argomento dello scibile umano, figurarsi se non ha un'opinione sulle relazioni che intercorrono tra uomini e donne. Nel 1984 parlando con MTV disse: "Sono il genere di ragazzo orientato verso la famiglia. Personalmente, nel 1983, ne ho avviate tre o quattro". Tornò sull'argomento, evidentemente a lui caro, nel 2008: "Quando sei on the road per nove mesi all'anno e ci sono sempre queste piccole e carine chiquitas che corrono in giro con le spalle scoperte, è un po' difficile preoccuparsi di cose come la proliferazione del nucleare". E allargò il pensiero coinvolgento la sua band: "I Van Halen sono decisamente una band femminile, abbiamo le Polaroid per dimostrarlo."

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Alla televisione francese nel 1988 il musicista nato a Bloomington (Indiana) rispose a una domanda sul suo futuro: “Qualcuno mi ha fatto una domanda l'altro giorno. Disse: 'David, ti piacerebbe essere ricordato in futuro come il ragazzo con un paio di enciclopedie nei pantaloni e da qualche parte su una montagna?' Io ho risposto: "No, mi piacerebbe essere ricordato come un ragazzo con un paio di enciclopedie nel cervello e una montagna nei pantaloni.'"

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