La storia di Brian Johnson che sostituì Bon Scott negli AC/DC

Come, nel 1980, gli AC/DC trovarono un cantante per sostituire Bon Scott.
La storia di Brian Johnson che sostituì Bon Scott negli AC/DC

Brian Johnson, ormai da quaranta anni, è il cantante degli AC/DC. Ebbe il non facile compito di prendere il posto di Bon Scott, il frontman scomparso il 19 febbraio 1980 all'età di 33 anni. Scott aveva contribuito in misura decisiva a definire la personalità della band australiana nella prima fase della sua carriera, quella degli anni Settanta, cantando nei primi sei album e scrivendo i testi di brani classici quali "Highway to Hell", "High Voltage", "Dirty Deeds Done Dirt Cheap", "Whole Lotta Rosie" e "Riff Raff".

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Ciò premesso e dato a Bon il molto che è di Bon... a partire da quel comunque indimenticabile 1980 per la band australiana - nel male per la morte di Scott e nel bene perché venne pubblicato "Back in Black", un album che è tra i dischi più venduti di tutti i tempi – il microfono è affidato a un degno successore. Non ci misero molto gli AC/DC a trovare in Brian Johnson, che militava nei Geordie, il cantante che faceva al caso loro. Con Brian non dovettero neppure cambiare la rodata routine lavorativa che vedeva i fratelli Young, Angus e Malcolm, a comporre la musica, e, in un secondo tempo, il cantante, prima Bon ora Brian, ad aggiungere il testo.

Era il marzo del 1980 quando Brian Johnson ricevette la telefonata che gli avrebbe cambiato la vita. Al tempo non se la stava passando molto bene. Aveva 32 anni, si era separato da poco dalla moglie, viveva a casa dei suoi genitori a Gateshead, vicino Newcastle, e gestiva una piccola officina di autoriparazioni. Per lui il rock'n'roll era stato un bel sogno... che stava svanendo. Un sogno che, con i Geordie, pareva si potesse concretizzare quando, nel 1973, raggiunse la Top Ten della classifica di vendita inglese con "All Because of You". La gloria però non durò molto a lungo e il gruppo finì per sciogliersi. Così Brian ricorda quei tempi: "Quando lasciai i Geordie. Ero completamente al verde. Non avevo niente. Avevo due figli e un mutuo da pagare. Guidavo un Maggiolino Volkswagen di 14 anni. Ero fottuto."

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Alla fine dei Settanta il futuro cantante degli AC/DC aveva in tasca giusto il denaro per avviare una autofficina. La passione per le auto lo bruciava dentro, al pari di quella per la musica, fin da ragazzino. Mise allora insieme i Geordie II, una nuova versione della vecchia band, ma senza cullare sogni di grandezza, solo per divertimento. C'era però una canzone, tra quelle che i Geordie II proponevano nei locali, che piaceva sempre molto al pubblico, era degli AC/DC. Ammette candidamente Johnson: "Non sapevo molto degli AC/DC. Erano una band di culto. Ma tutti ne parlavano, intendo proprio tutti. Suonavamo "Whole Lotta Rosie". E la tenevamo sempre per ultima, perché il locale impazziva!".

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Poi, come nelle favole, giunse la chiamata che avrebbe cambiato tutto. Una donna con accento tedesco contattò Brian e gli comunicò che una band stava facendo dei provini perché in cerca di un nuovo cantante, aggiungendo che il suo nome le era stato consigliato e che le audizioni si sarebbero tenute a Londra. Brian allora chiese il nome della band. Non sarebbe andato fino alla lontana Londra senza sapere per chi avrebbe provato. La donna rispose che non le era permesso dare quel genere di informazione, lui allora domandò di dirgli solo le iniziali del nome della band. Ci fu una pausa. "Va bene... A, C e D, C."

Brian Johnson non ne era a conoscenza, ma era tra i favoriti per prendere il posto di Bon Scott dietro il microfono della band australiana. Dichiarò in seguito Brian: "Il mio nome sulla lista era in primo piano, ma non riuscivano a trovarmi. Nessuno sapeva dove fossi." Il suo mentore fu, niente meno, lo stesso Bon Scott che aveva raccontato agli altri componenti degli AC/DC di avere visto un concerto dei Geordie nel nord est dell'Inghilterra. Disse ad Angus Young che il cantante dei Geordie aveva fatto la migliore imitazione di Little Richard che avesse mai visto: rotolando sul palco e urlando a squarciagola. "Era raro che Bon fosse mai entusiasta di qualcosa", commenta Angus. Quello che però Bon non sapeva era che dopo quello show Brian venne ricoverato d'urgenza in ospedale con l'appendicite. Urlava perché stava male...altro che Little Richard.

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Ma non ci fu solo Bon Scott a raccomandarlo. Dopo la morte di Bon, un fan degli AC/DC contattò il management della band per perorare la causa di Brian. "Era un ragazzo di Cleveland", ricorda Brian. "Aveva inviato un album dei Geordie con una lettera in cui diceva: 'Dovete ascoltare questo ragazzo.'" E, come scoprì a cose fatte, anche il produttore di "Highway To Hell", 'Mutt' Lange, conosceva Brian. "Mutt aveva detto ai ragazzi, 'Ascoltate, c'è un ragazzo che dovreste davvero ascoltare.'" Brian però titubava: "Mi ero scottato già una volta con l'industria musicale e non volevo accadesse di nuovo." Alla fine, accettò di fare il provino ma solo quando dovette recarsi a Londra per fare un altro lavoro, un jingle pubblicitario. Lui la racconta così: "Non volevo farlo, ma un mio amico, Andre, chiamò e disse, 'Brian, ho una pubblicità che penso ti andrebbe bene. Sono 350 sterline'. Era una bella somma. Pensai, lo stesso giorno potrei andare a fare la cosa degli AC/DC."

Il provino era previsto ai Vanilla Studios, nel quartiere londinese di Pimlico. Parlando di quella giornata Brian Johnson racconta: "Ricordo solo che i ragazzi ci stavano aspettando, erano in quello studio da molto tempo, a fare audizioni. Furono fantastici. Non avevo mai incontrato un gruppo del genere. Erano ragazzi normali. Non appena entrai mi sentii a mio agio. Malcolm si avvicinò e mi disse, 'Ecco qua, amico' e mi diede una bottiglia di birra scura. 'Devi avere sete'". Espletate le varie formalità, la band chiese a Brian quale canzone gli sarebbe piaciuto cantare. Brian avanzò "Nutbush City Limits", il classico di Ike e Tina Turner. Dice: "Fu stupenda! Dopo averla fatta sorridevo e loro dissero, 'È stata una boccata d'aria fresca'. Tutti quelli che erano entrati prima di me se ne erano andati, 'Smoke On The Water?' E i ragazzi dissero, 'No, non di nuovo!' Poi arrivò il vero test, "Whole Lotta Rosie". Phil Rudd rivelò poi, che, dopo la prima audizione, erano sicuri di avere trovato il loro uomo. Però ci fu una seconda audizione. Pochi giorni dopo, Brian ricevette una telefonata da Malcolm Young. Il cantante degli AC/DC racconta con soddisfazione: "Non lo dimenticherò mai. Era il compleanno di mio padre e stavo giocando a biliardo al pub. Tornai a casa ma non c'era nessuno, mamma e papà erano usciti da qualche parte. Squillò il telefono ed era Mal. Disse, 'Abbiamo un album da fare, dobbiamo andarcene tra un paio di settimane, quindi... se sei pronto...' Io risposi, 'Mi stai dicendo che ho il lavoro?', e lui, 'Sì.' Gli dissi, 'Ti dico una cosa, metto giù il telefono. Potresti chiamare di nuovo tra 10 minuti così sono sicuro che non sia qualcuno che mi prende per il culo?' Lui, 'Sì, certo.' Richiamò e disse, 'Allora, vieni?' E io, 'Cazzo, sì'. Avevo comprato una bottiglia di whisky come regalo di compleanno per mio padre, la aprii e ne bevvi un bel sorso. Ero esaltato, ma non sapevo a chi dirlo. Non c'era nessuno a cui dirlo!".

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Il primo aprile 1980, sei settimane dopo la morte di Bon Scott, gli AC/DC annunciarono al mondo Brian Johnson quale loro nuovo cantante. Brian voleva dirlo al fratello minore, ma quando lo fece suo fratello si mise a ridere. Pensava fosse un pesce d'aprile. Le cose presero ad andare di corsa, alla fine di aprile la band volò alle Bahamas per registrare il disco. Il disco, da alcune canzoni fino alla copertina tutta nera era uno scoperto omaggio al cantante scomparso. Il disco uscì il 21 luglio 1980. Quando gli AC/DC tornarono in Australia alla fine del tour di 'Back in Black' nel febbraio 1981 Brian ricevette il più grande complimento che potesse desiderare. Dopo il concerto a Sydney, la madre di Bon Scott, Isa, gli disse: "Il nostro Bon sarebbe stato orgoglioso di te." "Back In Black" (leggi qui la recensione) fu l'album che salvò la carriera degli AC/DC e che li mandò in orbita. Il chitarrista dei Guns N'Roses Slash arrivò addirittura a dire che "salvò il rock'n'roll". "Lo scopo di quell'album era celebrare la vita di Bon", dice Brian. “I ragazzi avevano perso un grande amico e un grande cantante, un amico. Avevano condiviso tutta la merda insieme. Non era solo un cantante della band, Bon, era il loro migliore amico."

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Oggi Brian Johnson compie 73 anni e una nuova avventura per lui e per gli AC/DC è alle porte. Da qualche giorno è stata infatti annunciata l'uscita di "Shot in the Dark", il nuovo singolo della band che scaccia i fantasmi di un loro possibile scioglimento dopo i guai di vario genere passati tra il 2016 e il 2017 con i problemi all'udito di Brian – che portarono alla sua sostituzione in tour da parte del cantante dei Guns N'Roses Axl -, l'addio di Cliff Williams e i problemi giudiziari di Phil Rudd. Ora, nel nome del rock'n'roll, tutto pare superato.

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