Quando Bruce Springsteen sciolse la E Street Band

La crisi personale che attanagliò il Boss nella seconda parte degli anni Ottanta travolse anche la sua storica band.
Quando Bruce Springsteen sciolse la E Street Band

Quando si pensa a Bruce Springsteen è inevitabile associare il pensiero alla fedele e insostituibile E Street Band, il gruppo che lo sostiene musicalmente sin dall'inizio della sua carriera, al netto dei vari cambi di formazione succedutisi nel corso degli anni. Eppure ci fu un momento in cui il Boss licenziò la sua band.

Poco dopo la metà degli anni Ottanta il cantautore del New Jersey - reduce dal tour di "Born in the Usa" (leggi qui la nostra recensione), un album che segnò, detto con le parole da lui usate nella autobiografia 'Born to Run', 'il mio picco nel firmamento pop' - era in crisi. Una profonda crisi personale. Era in crisi il matrimonio con l'attrice e modella Julianne Phillips e le canzoni dell'album seguente, "Tunnel of Love" (leggi qui la nostra recensione), ne sarebbero state specchio e testimonianza. La crisi personale di Springsteen andò a coinvogere anche la E Street Band. Queste le parole che usò per descrivere quel particolare momento: "Ci aspettava un altro tour insieme, quello del mio album "Tunnel of Love", durante il quale però avrei scelto di usare la band in modo tale da offuscarne l'identità precedente. All'epoca non lo sapevo, ma poco dopo avremmo chiuso i battenti sul serio per un lungo periodo."

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La registrazione di "Tunnel of Love" fu infatti realizzata quasi senza l'apporto della E Street Band. Springsteen suonò la gran parte degli strumenti, lo scollamento tra lui e i suoi musicisti era del tutto evidente. Bruce disse che le canzoni del disco erano talmente personali che non avrebbe potuto suonarle con una band, con qualsiasi band. La situazione si cristallizzò per qualche tempo, ma il sospetto che il connubio avesse i giorni contati era nell'aria. Fino a quando giunse l'annuncio ufficiale il 13 dicembre 1989. Una comunicazione che gettò nello sconforto legioni di fan che ritenevano inimmaginabile uno scenario del genere. Legioni di fan che vedevano la E Street Band come un gruppo di amici paladini del tutti per uno e uno per tutti. Legioni di fan che in quella mistica avevano molto investito emotivamente.

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Nella primavera del 1992 Bruce Springsteen pubblicò, in contemporanea, gli album "Lucky Town" (leggi qui la nostra recensione) e "Human Touch" (leggi qui la nostra recensione) senza l'ausilio della E Street Band. Album, che, lo possiamo  dire, non sono proprio indimenticabili. Per ritrovare insieme nuovamente il Boss e il suo gruppo si dovrà attendere sino all'inizio del 1995, quando il capo banda richiamò i musicisti per incidere alcuni pezzi da inserire nel "Greatest Hits". Nel febbraio, sotto la regia di Jonathan Demme, girarono insieme, dal vivo al Tramps di New York, il video di "Murder Incorporated".

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Nel marzo del 1999 Bruce Springsteen fu incluso nella Rock and Roll Hall of Fame e durante la cerimonia di premiazione suonò con il gruppo "Tenth Avenue Freeze-Out". Di lì a breve ebbe inizio il liberatorio, per i fan, 'Reunion Tour' che si protrasse per oltre un anno e quasi un centinaio di date. Nel 2002, dopo 18 anni, Bruce e la E Street Band tornano nuovamente in studio per lavorare all'album "The Rising" (leggi qui la nostra recensione), ispirato dall'attentato dell'11 settembre 2001 alle Torri Gemelle di New York. Bruce Springsteen era definitivamente tornato con la E Street Band, una sorta di redenzione la sua, di quelle che ha cantato in molte canzoni.

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Abbiamo voluto ricordare questa storia proprio oggi, nel giorno del 71esimo compleanno di Bruce Springsteen, perché tra esattamente un mese, il 23 ottobre, verrà pubblicato "Letter to You", il suo nuovo album che, ironicamente, alla luce di quanto raccontato, è stato inciso nello studio casalingo del Boss nel giro di soli cinque giorni. E come da lui dichiarato: “È l'unico album in cui suona l'intera band contemporaneamente con tutte le parti vocali e tutto completamente dal vivo.” La chiusa ideale la lasciamo alle parole del batterista Max Weinberg: "Era davvero come ai vecchi tempi."

(Paolo Panzeri)

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