Bruce Springsteen: "Niente tour fino al 2022"

In una lunga intervista il cantautore del New Jersey parla del suo ultimo album (che potrebbe essere il suo ultimo album) e di molto molto altro.
Bruce Springsteen: "Niente tour fino al 2022"

Bruce Springsteen ha rilasciato una lunga intervista a Brian Hiatt, nella sua casa nel New Jersey, per l'edizione statunitense del magazine Rolling Stone.

Si parte dalla fine, ovvero da come è nato il nuovo album del cantautore statunitense, intitolato “Letter to You”, che è atteso in uscita per il 23 ottobre. Lo scorso novembre nel suo studio casalingo Bruce convocò la E Street Band per cinque giorni di lavoro. Come dice Little Steven: “Facevamo una canzone ogni tre ore. Fondamentalmente abbiamo inciso l'album in quattro giorni. Eravamo prenotati per cinque giorni, il quinto giorno non avevamo niente da fare, quindi l'abbiamo ascoltato.” L'idea era quella di pubblicarlo e portarlo in tour nella primavera del 2021, ma poi ci si è messa di mezzo una pandemia mai vista che ha scombussolato tutti i piani.

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Riguardo a un suo prossimo tour il Boss dice: “La mia antenna mi dice, che nella migliore delle ipotesi, sarà per il 2022. E considererei fortunata l'industria dei concerti se succedesse per allora... Mi considererò fortunato se perderò solo un anno di tour. Una volta raggiunti i 70 anni, hai davanti un numero limitato di tour e un numero limitato di anni. E se ne perdi uno o due, non è così bello. Soprattutto perché sento che la band è in grado di suonare al massimo. E mi sento vitale come non mi sono mai sentito in vita mia... Non essere in grado di fare qualcosa per cui vivo da quando avevo 16 anni.”

“Letter to You” è un album che Springsteen e la E Street Band hanno registrato in studio quasi senza sovraincisioni. Dice: “È l'unico album in cui suona l'intera band contemporaneamente con tutte le parti vocali e tutto completamente dal vivo.” Il batterista Max Weinberg aggiunge: "Era davvero come ai vecchi tempi. Solo pura energia musicale, con in più la saggezza musicale e professionale guadagnata duramente dai ragazzi sulla settantina o vicino ai settanta."

Poi racconta una bella storia legata al nuovo album. Una di quelle storie che sono spesso all'ordine del giorno nel rock. Un fan, che Bruce crede fosse italiano, gli ha regalato una chitarra acustica quando era impegnato nel suo tour teatrale a Broadway tra il 2017 e il 2018. Questo il suo ricordo: "Ho detto, 'Accidenti, grazie'. A una rapida occhiata sembrava una bella chitarra, quindi sono salito in auto con lei." La chitarra, costruita da una azienda di cui non aveva mai sentito parlare, è rimasta nel suo salotto per mesi, fino a quando, nell'aprile dello scorso anno, non l'ha presa in mano. Come per incanto, dice con assoluta meraviglia, "tutte le canzoni dell'album sono saltate fuori. Forse in meno di 10 giorni. Giravo per la casa nelle diverse stanze e scrivevo una canzone al giorno. Ho scritto una canzone in camera da letto. Ho scritto una canzone nel bar. Ho scritto una canzone in soggiorno." La prima di tutte è stata l'autobiografica "Last Man Standing".

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A una certa età il tema della morte, che ha toccato la E Street Band prima con Danny Federici nel 2008 e poi con Clarence Clemons nel 2011, non può non essere presente. Bruce riflette: “La perdita di Clarence e Danny riecheggia ancora ogni giorno della mia vita. Ancora non ci credo. Mi dico, 'Non vedrò più Clarence? Non mi sembra del tutto possibile!' A questo punto della mia vita vivo ogni giorno con i morti. Che siano mio padre, Clarence o Danny, quelle persone camminano al mio fianco. Il loro spirito, la loro energia, la loro eco continua a risuonare nel mondo fisico... Una bella parte della vita è ciò che ci è stato lasciato dai morti.”

Subito dopo che Springsteen ebbe scritto le nuove canzoni, pranzò con Roy Bittan e gli parlò dei brani. Il pianista gli diede un suggerimento: "Gli ho detto, 'Non fare demo. Facciamo come una volta, ovvero suonaci la canzone e lasciaci registrarla.'" Un consiglio che Steve Van Zandt gli dà da anni. “Quando eseguo il demo” spiega Bruce, “comincio a inserire cose per vedere se funziona. E improvvisamente mi blocco su un accordo. E poi la band deve inserirsi in un arrangiamento. E all'improvviso non abbiamo un album della E Street Band. Quindi, intenzionalmente, non ho fatto demo.” Dice al proposito Van Zandt: “Siamo finalmente tornati alla sensibilità della band, dove Bruce è tornato a fidarsi della band, pensando di nuovo come un membro della band.” Gli ci sono voluti solo 37 anni, fa notare il giornalista di Rolling Stone. Van Zandt ridendo dice: "È un po' lento.” Per sottolineare il cambio di direzione del nuovo album, Roy Bittan aggiunge che durante le prove a un certo punto, Springsteen gli ha detto di suonare più "E Street". "Mi fa ridere. perché c'erano volte in cui diceva, 'Non suonarla come la E Street!'".

Nel nuovo album saranno presenti tre brani, riarrangiati, dei primi anni Settanta noti ai fan del Boss. "Song to Orphans", "Janey Needs a Shooter" e "If I Was the Priest". Il tutto nasce lo scorso anno quando Bruce Springsteen ha messo mano ai suoi archivi per dare un seguito al box di outtakes del 1998, “Tracks”, quando "si è imbattuto in queste canzoni". Dice che non c'è un motivo particolare per la loro inclusione nel disco. Semplicemente voleva sentire la band suonarle al giorno d'oggi: "Per essere in grado di tornare indietro e cantare con voce adulta idee della giovinezza... È stato divertente, perché i testi di quelle canzoni sono completamente pazzi."

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Un'ultima domanda aleggia, “Letter to You” potrebbe essere l'ultimo album della E Street Band? Van Zandt non si tira indietro, "Penso che si sia reso conto che potrebbe esserlo. Affrontare la propria mortalità è sia sincero che realistico.” In realtà Springsteen dice: “Io pianifico di avere una lunga strada davanti a me... Ho ancora molto da fare e ho intenzione di andare avanti.” Tra i progetti in lavorazione, oltre al lavoro sugli archivi, che include vari "album perduti" e una serie di outtakes. Weinberg, per fare un esempio, negli ultimi tre anni è stato in studio per sovraincidere almeno 40 vecchie canzoni "in tutti i diversi stili". "Qualsiasi altro artista ucciderebbe per avere queste canzoni", dice Mighty Max. Alcune di queste canzoni troveranno sicuramente posto sulla seconda parte di “Tracks”.

Prima di congedare il suo intervistatore il Boss, aperta una bottiglia di tequila, davanti a uno schermo presenta il film girato da Thom Zimny sulle registrazioni di “Letter to You”. "C'erano, tipo, 20 cameramen", ricorda Weinberg.

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