Riccardo Del Turco, la storia di “Luglio”

Quest’estate vi raccontiamo le storie di 45 canzoni italiane che, pubblicate a 45 giri, hanno avuto successo fra gli anni Cinquanta e il Duemila.
Riccardo Del Turco, la storia di “Luglio”

“Luglio”: 1968, R.Del Turco - G.Bigazzi, Ed. Tiber

"Perché non ho ancora 'sfondato'? Francamente non saprei. Forse perché non mi piace spostarmi da Fiesole. Dovrei forse rinchiudermi tra le mura dei grattacieli di Milano, correndo come un pazzo da una casa discografica all'altra? (…) Ora sto tentando la carta con il Disco per l'Estate. La canzone è intitolata 'Luglio'. Mi sembra che faccia presa sul pubblico".

(Riccardo Del Turco, giugno 1968)

Dopo una carriera cominciata nel 1961 come cantante in un'orchestra, a partire dal 1966 Del Turco comincia a togliersi le prime soddisfazioni con 'Figlio unico' (n.6 nel 1966) e, nel 1967, con 'Uno tranquillo' e 'L'importante è la rosa', brano di Gilbert Becaud. Nel giugno 1968 si presenta a Saint Vincent per il “Disco per l'Estate”. Nessuno lo indica tra i favoriti, che sono i più celebri Jimmy Fontana (vincitore l'anno prima), Iva Zanicchi, Gigliola Cinquetti, Orietta Berti, Caterina Caselli. Il verdetto finale, invece, è un plebiscito: prima 'Luglio', seconda 'Non illuderti mai' (Orietta Berti), terza un'altra rivelazione: 'Ho scritto t'amo sulla sabbia', di Franco I & Franco IV.

Per Del Turco è una serata particolare: in un'intervista 'a caldo' dichiara di essere andato contro la propria natura (lo storico della canzone Dario Salvatori lo definisce 'cantante pigro'): "Io sono sempre stato schivo, ho sempre evitato di mettermi in mostra. E' il mio carattere, non posso farci niente. Fino ad oggi cantavo cercando di farmi vedere il meno possibile, forse anche per una inconscia paura del pubblico. A Saint Vincent, forse perché sapevo che tra il pubblico c'era mia moglie, ho trovato una grinta nuova, diversa. Ho cercato il contatto diretto col pubblico come non avevo mai fatto prima. E così ho vinto" (da 'Bolero'. La moglie, per la cronaca, si chiama Donella ed è la sorella della moglie di Sergio Endrigo).

'Luglio' entra in classifica direttamente al primo posto, nella prima settimana del mese omonimo. Uscirà dalla top ten solo il 5 ottobre, tre mesi dopo. Diventerà uno dei più proverbiali ed implacabili 'tormentoni estivi' della canzone italiana.

Dopo la buona accoglienza di 'Uno tranquillo', scritto dalle "tre P" della canzone italiana (Pace-Panzeri-Pilat), Del Turco aveva cominciato a scrivere canzoni per conto proprio, insieme a quello che sarebbe diventato uno degli autori di maggiore successo della canzone italiana: Giancarlo Bigazzi.

Fu grazie al concittadino Del Turco che Bigazzi mosse i primi passi della sua carriera: "Giancarlo era un amico di mio cugino, lavorava in banca. Mio cugino mi diceva: ti devo assolutamente far conoscere un ragazzo... Io ero scettico: anche se ero nella musica già da qualche anno, non ero certo nella posizione di fare il talent-scout. Non vedevo come avrei potuto aiutarlo - ma mio cugino insistette, e alla fine il ragazzo venne a trovarmi a casa. La prima cosa che scrivemmo assieme fu un brano che fu il lato B di 'Figlio unico'... Abbiamo lavorato assieme per qualche anno, poi lui ha continuato con molti altri cantanti, lavorava molto - non era pigro come me… Qualcuno ha scritto di lui che è 'un grande poeta contadino' - non so chi l'ha scritto, ma penso che sia vero. Peraltro, molti pensano che sia solo un paroliere, ma non è affatto vero, contribuisce anche con la musica. All'epoca di 'Luglio' magari non aveva ancora molta pratica, però strimpellava la chitarra, e a quel tempo bastava: non c'era bisogno di essere professionisti per fare una canzone, i pezzi nascevano dal cuore… Alla fine, 'Luglio' non nacque con una rigida divisione dei compiti, ovvero io la musica e lui il testo. Anzi, l'idea del testo venne a me: avevo letto una poesia di un autore cinese, un'allegoria sulla mietitura. Cominciai a meditare su questa idea di luglio che ritorna tutti gli anni, e pensai che era una cosa carina per una canzone… L'arrangiamento lo fece Luis Bacalov, e la canzone venne incisa con musicisti tra i quali ricordo Guido e Maurizio De Angelis e un quartetto vocale di cui faceva parte Rodolfo 'Foffo' Bianchi, che poi fu produttore di Renato Zero e Baglioni… Il coretto maschile, con quattro voci ad appoggiare il cantante è sempre stata una caratteristica delle mie canzoni, fin dall'inizio con i Rebel Rousers, miei amici di Firenze. Anche nelle versioni internazionali veniva mantenuto, ad esempio in quella francese di Joe Dassin".

"E' inevitabile che 'Luglio' sia diventato l'emblema della canzone estiva - il titolo, come in 'Sapore di sale', basta a evocare l'estate... Ho fatto una piccola ricerca alla SIAE, e ho scoperto che le tre canzoni estive più suonate di sempre sono proprio 'Luglio', 'Sapore di sale' e 'Azzurro', che uscì anche lei nel '68. (…) Devo ammettere che 'Luglio' ha un vantaggio che ha anche 'Last Christmas' degli Wham: è destinata a tornare ogni anno - sempre che non cambino nomi ai mesi".

"Credo che ci siano tanti motivi per cui ha avuto tanto successo, e continua ad averne (me ne accorgo proprio dalle note della SIAE…): un po' la semplicità, che la rendeva canticchiabile, un po' il coretto, che era un mio pallino… E poi non aveva l'aggressività delle canzoni di adesso, che vengono imposte alla gente in modo martellante. Il risultato è che si consumano con una rapidità terribile. Non che non si scrivano più gran belle canzoni… Ma sinceramente mi pare che di pochi pezzi si possa dire: porca miseria, questa avrei voluto scriverla io… Chissà, forse è stato il computer a cambiare le cose. I computer si deteriorano, si usano per poco, perché invecchiano. E con i computer si creano canzoni che si usano per poco, ed invecchiano..."

Col successo di 'Luglio' Del Turco, che proveniva dal cantautorato romantico (si esibiva alla Bussola insieme a Luigi Tenco), dovette fronteggiare qualche critica per la 'leggerezza' del brano. Dopo tutto, l'anno era il fatidico 1968: anche se le classifiche testimoniano di come i brani più graditi alla gente fossero sempre le canzoni d'amore, Del Turco si ritrovò a difendersi: ecco ad esempio cosa dichiarò in un'intervista: "Non ritengo 'Luglio' inferiore ad altri miei brani, ma solo diversa. Rappresenta un cambiamento nel mio stile. Ho cercato di andare più vicino alla gente, che in fondo, qualsiasi cosa si dica, è l'unico vero giudice. Una canzone che ottiene l'approvazione del pubblico va sempre rispettata".

Oggi afferma: "Direi che le rime baciate piacevano anche nell'anno della contestazione... Il fatto è che stiamo parlando di una canzone che vendette parecchio ovunque: in Italia, Francia, Inghilterra e altri paesi. Forse questa musica così semplice aveva dentro qualcosa, aldilà delle considerazioni sul testo. Allora i critici sparavano a zero, e 'Luglio' era un bersaglio facile - io non capivo perché non desse fastidio che i Beatles facessero 'Obladi-oblada'... Ma ho sempre pensato che le vere emozioni, in una canzone, le comunichi innanzitutto la musica. In Italia c'è sempre stata un'altra mentalità, la parola è sempre stata considerata fondamentale. Ma pezzi come 'Azzurro' o 'Singin' in the rain' sono capolavori perché arrivano subito al cuore, prima che si abbia tempo di ragionare sul testo".

Ma 'Luglio' non è diventata un tormentone anche per Del Turco, condizionando il resto della sua carriera come un marchio? "Devo dire che il successo di 'Luglio' non cambiò molto il mio atteggiamento: rimasi piuttosto distaccato, non cercai di battere il ferro intanto che era caldo. Tanto per fare un esempio, non mi precipitai a fare un film ispirato dalla canzone. L'anno dopo andai a Sanremo con 'Che cosa hai messo nel caffè', che non andò benissimo, a differenza della Francia, dove Joe Dassin ne fece un altro successo. Gradualmente mi misi a fare altre cose, così quando tornai a Sanremo anni dopo con 'Non voglio ali' nessuno lo prese in considerazione. Eppure, ammesso che io sia un artista, continuo a pensare di essermi comportato come dovrebbe fare un artista, facendo quello che sente di fare, e non cercando il successo".

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Domani racconteremo la storia di “Storia d’amore” di Adriano Celentano.

Abbiamo pubblicato in precedenza:

Umberto Tozzi, la storia di “Gli altri siamo noi”

Raf, la storia di “Cosa resterà degli anni Ottanta”

Loredana Berté, la storia di “Non sono una signora”

Loretta Goggi, la storia di “Maledetta primavera”

Umberto Tozzi e Raf, la storia di “Gente di mare”

Dario Baldan Bembo, la storia di “Amico è”

Gianna Nannini e Edoardo Bennato, la storia di “Un'estate italiana”

Giuni Russo, la storia di “Un'estate al mare”

Enrico Ruggeri, la storia di “Il portiere di notte”

Morandi-Ruggeri-Tozzi, la storia di “Si può dare di più”

Sergio Caputo, la storia di “Un sabato italiano”

Fiorella Mannoia, la storia di “Caffè nero bollente”

Pooh, la storia di “Pensiero”

Heather Parisi, la storia di “Disco bambina”

Orietta Berti, la storia di “Fin che la barca va”

Adriano Celentano, la storia di “Soli”

Loredana Berté, la storia di “Sei bellissima”

Adriano Celentano, la storia di “Svalutation”

Adriano Celentano, la storia di “Prisencolinensinainciusol”

Umberto Tozzi, la storia di “Ti amo”

Pooh, la storia di “Dammi solo un minuto”

Rosanna Fratello, la storia di “Sono una donna non sono una santa”

Umberto Tozzi, la storia di “Gloria”

Adriano Celentano, la storia di “Chi non lavora non fa l'amore”

Marcella Bella, la storia di “Montagne verdi”

Adriano Celentano, la storia di “Yuppi du”

Cochi e Renato, la storia di “E la vita, e la vita”

Oscar Prudente, la storia di “Stadium”

Adriano Celentano, la storia di “Mondo in mi7”

Caterina Caselli, la storia di “Nessuno mi può giudicare”

Adriano Celentano, la storia di “Il ragazzo della via Gluck”

Adriano Celentano, la storia di “Una carezza in un pugno”

Mina, la storia di “Una zebra a pois”

Adriano Celentano, la storia di “La coppia più bella del mondo”

Camaleonti, la storia di “L'ora dell'amore”

Don Backy, la storia di “L'immensità”

Mina, la storia di “La voce del silenzio”

Caterina Caselli, la storia di “Insieme a te non ci sto più”

Mario Tessuto, la storia di “Lisa dagli occhi blu”

Il testo qui sopra, scritto da Paolo Madeddu, è tratto, per gentile concessione del Gruppo Sugar, dal sito “Galleria della Canzone”, sul quale potete trovare le storie di più di 200 canzoni italiane di grande successo.

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