Morte di Pau Dones (Jarabe de Palo): gli omaggi di Jovanotti, Ermal Meta e Modà

Lorenzo Cherubini e gli artisti italiani ricordano il collega, scomparso oggi dopo una lunga malattia

Morte di Pau Dones (Jarabe de Palo): gli omaggi di Jovanotti, Ermal Meta e Modà

Lorenzo Cherubini ha voluto ricordare Pau Dones, il frontman e leader dei Jarabe de Palo morto oggi all'età di 53 anni dopo una lunga lotta contro un male incurabile: Jovanotti ha dedicato all'amico e collega spagnola un post sul proprio account Instagram ufficiale:

"Ho appena saputo della morte di Pau Dones, è una notizia tremenda, ci eravamo scritti 3 giorni fa e come al solito era lui a rassicurare me", ha spiegato il cantautore romano di origini toscane: "Mi mancherai tantissimo amico e maestro Pau, niente cancellerà i momenti bellissimi vissuti insieme, la bella musica, le mangiate e le bevute, le chiacchierate infinite, la forza che ci siamo dati reciprocamente. Conoscerti ed esserti amico è stato un grande regalo. Dove sei ora? Mi è difficile crederci".

Ermal Meta - che aveva collaborato con Dones per il singolo "Voodoo Love" del 2017, ha espresso tutto il suo cordoglio in un tweet postato sul suo account ufficiale:

Anche i Modà hanno voluto rendere omaggio a Dones con un post pubblicato sul loro account Instagram ufficiale, con un lungo post scritto dal frontman e leader Kekko Silvestre:

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Oggi se ne va un pezzo di cuore, un pezzo di storia della mia vita, musicale e non, che difficilmente potrò dimenticare. Ero preparato, ormai erano settimane che lo ero. Ho vissuto questi ultimi due mesi sperando in un miracolo, ma niente. Chi mi conosce un po’ sa che non ho molti amici, anzi ne ho davvero pochissimi, quelli giusti, quelli che come me l’amicizia la coltivano. I miei rapporti nel mondo dello spettacolo stanno quasi a zero. Se chiamo qualcuno “amico” o “fratello”, lo è per davvero. Non mi sono mai interessati i rapporti di circostanza, anche se a volte possono servire, a me non interessano, non mi servono. Vivo una vita talmente normale, che a volte chi mi dice che sono un personaggio del mondo dello spettacolo faccio fatica a seguirlo. La storia di come conobbi Pau la sanno più o meno tutti, ma mi piace ricordarla ogni volta che parlo di lui. Era il 2000 ed ero in vacanza con Laura, la nostra prima vacanza. Stavamo mangiando in un piccolo ristorante a pochi passi dal mare a Palma di Maiorca. Qui si ascoltava musica spagnola e sud americana. Passavano sempre una canzone che si chiamava Agua, di un gruppo chiamato Jarabe De Palo. Me ne innamorai. Tornai in Italia e comprai il disco. Raccontai ai miei amici di questa stupenda scoperta e tutti mi dissero che era un gruppo già famoso… Io ho sempre ascoltato poca radio, preferivo le cassette e i cd con le mie “playlist”, quindi feci anche una magra figura. Per i successivi 12 anni portai sempre con me la musica di Pau, in tutti i miei viaggi, in ogni momento bello della mia vita. Nel 2012 successe qualcosa di straordinario. Il disco di Viva i romantici raggiunse risultati incredibili e mi chiesero di fare un ultimo singolo in duetto con un artista scelto da me. La canzone in questione era “Come un pittore” e la mia scelta, in realtà fu più un desiderio, fu Pau. Lo contattarono, accettò… arrivò in Italia con i suoi capelli lunghi e quell’allegria contagiosa… Me lo trovai davanti… Uno dei miei idoli cantava con me una mia canzone… e gli piaceva pure tantissimo… sognavo ad occhi aperti. Fu un successo strepitoso e se posso essere sincero, fu solo grazie al suo contributo che... (continua nei commenti)

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Oggi se ne va un pezzo di cuore, un pezzo di storia della mia vita, musicale e non, che difficilmente potrò dimenticare.
Ero preparato, ormai erano settimane che lo ero. Ho vissuto questi ultimi due mesi sperando in un miracolo, ma niente.
Chi mi conosce un po’ sa che non ho molti amici, anzi ne ho davvero pochissimi, quelli giusti, quelli che come me l’amicizia la coltivano. I miei rapporti nel mondo dello spettacolo stanno quasi a zero. Se chiamo qualcuno “amico” o “fratello”, lo è per davvero. Non mi sono mai interessati i rapporti di circostanza, anche se a volte possono servire, a me non interessano, non mi servono.
Vivo una vita talmente normale, che a volte chi mi dice che sono un personaggio del mondo dello spettacolo faccio fatica a seguirlo.
La storia di come conobbi Pau la sanno più o meno tutti, ma mi piace ricordarla ogni volta che parlo di lui.
Era il 2000 ed ero in vacanza con Laura, la nostra prima vacanza. Stavamo mangiando in un piccolo ristorante a pochi passi dal mare a Palma di Maiorca. Qui si ascoltava musica spagnola e sud americana. Passavano sempre una canzone che si chiamava Agua, di un gruppo chiamato Jarabe De Palo. Me ne innamorai. Tornai in Italia e comprai il disco. Raccontai ai miei amici di questa stupenda scoperta e tutti mi dissero che era un gruppo già famoso… Io ho sempre ascoltato poca radio, preferivo le cassette e i cd con le mie “playlist”, quindi feci anche una magra figura.
Per i successivi 12 anni portai sempre con me la musica di Pau, in tutti i miei viaggi, in ogni momento bello della mia vita. Nel 2012 successe qualcosa di straordinario. Il disco di Viva i romantici raggiunse risultati incredibili e mi chiesero di fare un ultimo singolo in duetto con un artista scelto da me. La canzone in questione era “Come un pittore” e la mia scelta, in realtà fu più un desiderio, fu Pau. Lo contattarono, accettò… arrivò in Italia con i suoi capelli lunghi e quell’allegria contagiosa… Me lo trovai davanti… Uno dei miei idoli cantava con me una mia canzone… e gli piaceva pure tantissimo… sognavo ad occhi aperti.
Fu un successo strepitoso e se posso essere sincero, fu solo grazie al suo contributo che quel brano esplose. Lo avessi fatto da solo non avrebbe percorso la stessa strada, di questo ne sono sempre più convinto. Pau dà una marcia in più a tutto quello che tocca… ti da una marcia in più anche solo toccandoti una spalla. Pau è sempre stato energia positiva purissima.
Arena di Verona, Stadio Olimpico, San Siro, un'altra collaborazione nel disco successivo andata anche lei benissimo. Le nostre vite viaggiavano parallele anche se a distanza. Pochi messaggi (ha scaricato whatsapp solo nell’ultimo anno, prima solo sms), erano più le telefonate, ma sempre in contatto e sempre vicini.
Una volta venne in Italia e lo portai a mangiare in un osteria… Da quel giorno ogni volta che veniva nel nostro paese, voleva andare a mangiare lì. Anche se aveva da fare in centro a Milano o a Bologna o a Torino, lui voleva venire a mangiare in quell’osteria di campagna in cui si sentiva a casa...
 

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