La prima volta che Bruce Springsteen andò in televisione

Il Boss incarna la figura dell'eroe americano, ma la Tv statunitense dovette penare molto per averlo come ospite.

La prima volta che Bruce Springsteen andò in televisione

Difficile crederlo, ma la prima apparizione in televisione in Nord America di Bruce Springsteen ebbe luogo solo nel 1992, fatti i dovuti conti del caso, erano trascorsi la bellezza di diciassette anni da quando, nel 1975, con l'album “Born to Run” (leggi qui la nostra recensione), il Boss aveva iniziato a costruire il suo mito.

Quindi, perché il Boss, dopo un lasso di tempo così lungo, decise di presenziare in un programma televisivo? In quel 1992 Springsteen pubblicò in contemporanea, lo stesso giorno, due album, “Human Touch” (leggi qui la nostra recensione) e “Lucky Town” (leggi qui la nostra recensione), senza l'ausilio della E Street Band che sino ad allora era stata fedelmente al suo fianco. Come da abitudine, si era mantenuto lontano da ogni genere di promozione pubblicitaria, ma l'operazione, quella volta, fallì. I due dischi, infatti, che giungevano cinque anni dopo il precedente “Tunnel of Love” (leggi qui la nostra recensione), non riscossero il successo sperato, motivo per cui, la chiamata ad apparire nel noto programma televisivo statunitense Saturday Night Live, il 9 maggio 1992, non poteva essere ignorata.

Parlando del 'Saturday Night Live' l'allora vicepresidente della Warner Bob Merlis, disse:

“Ha davvero un effetto galvanizzante. È il gioiello della corona. (…) È un ambiente rarefatto e la rara giustapposizione di qualcosa che è innegabilmente alla moda. È ancora il luogo dove essere, ed è ancora ciò di cui la gente parla il lunedì mattina.”

Il Boss sul palco del SNL propose “Lucky Town”, “57 Channels (and Nothin'On)” e “Living Proof”. La prima e la terza canzone tratte da “Lucky Town”, la seconda da “Human Touch”. Qui sotto si possono vedere, oltre al trailer lancio della puntata dove Springsteen è al fianco dell'attore Tom Hanks, anche le prove di "Lucky Town" e ascoltare l'audio di “57 Channels (and Nothin'On)”.

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