Morgan, la videointervista esclusiva: “Non mi importava di essere squalificato, volevo cantargliele a Bugo”

Ecco la trascrizione integrale dell'intervista in cui Morgan racconta a Rockol la sua versione dei fatti che hanno portato all’esclusione dal Festival di Sanremo.
Morgan, la videointervista esclusiva: “Non mi importava di essere squalificato, volevo cantargliele a Bugo”

Nel tardo pomeriggio di venerdì scorso Morgan ha raccontato la sua versione dei fatti che hanno portato all’esclusione del Festival di Sanremo. Tutto è avvenuto poco dopo la conferenza di Bugo e della Mescal all'Ariston  con questa intervista - l’unica in video - concessa a Rockol poco dopo la sua conferenza Palafiori al Palafiori.
Morgan è sembrato assai consapevole di tutto, anche di alcune cose che sono state contestate come false e su cui ha volutamente calcato la mano, nel botta e risposta. È consapevole dello spettacolo che ha messo in piedi - l’episodio per cui verrà ricordato questo Festival - ed è consapevole di averlo fatto danneggiando un collega e una casa discografica con cui ammette di avere dei conti in sospeso.
In poco più di 24 ore, l’intervista ha totalizzato oltre 350.000 visualizzazioni su YouTube, entrando nella classifica delle tendenze della piattaforma. Ecco la trascrizione integrale - qua invece la risposta della Mescal. Da leggere anche la versione dei fatti di Simone Bertolotti, direttore d'orchestra di Bugo e co-autore del pezzo.

(Gianni Sibilla)

Puoi raccontare a Rockol quello che è successo?
Noi abbiamo visto una canzone cambiata, con un testo modificato, un concorrente che abbandona la scena. Ci racconti la tua versione dei fatti?

La mia versione comincia tanto tempo prima di ieri sera perché in sintesi la questione è questa: io ho fatto un favore a Bugo che mi chiedeva: ’Per favore vieni a fare Sanremo con me perché se tu non vieni a me non mi prendono’. E io ho detto ‘Va bene, me la sento. Ok. Ci divertiamo, tanto siamo amici. Lo faccio per divertimento’. Anche se la canzone non è che fosse proprio… Ok, va bene. Carina!
Dal momento che Amadeus ha comunicato che ci avevano presi, è iniziata una specie di gara a fare in modo che io me ne andassi perché Bugo doveva andare avanti da solo. E questa cosa è stata spiacevole. Tant'è che si è veramente radicalizzata in azioni totalmente inimmaginabili che mi impedivano di fare le cose che stavo facendo professionalmente parlando.
E hanno iniziato a rompermi le palle sulle partiture, mi annullavano le prove, mi facevano andare, poi tornavo a casa, mi davano orari diversi. E tutto questo io sempre lo denunciavo a Bugo. Dicevo: ‘Guarda che è assurdo che mi abbiano detto che non va bene l’arrangiamento. Sono io il direttore d’orchestra, sono io che decido.’ Hanno cominciato a mettere in dubbio che io fossi il direttore d’orchestra, mi presentavano dei direttori altri.
Quando io andavo là per provare c’erano altre persone con la mia partitura. Poi dicevano: ‘La tua partitura non suona bene.’ È veramente stato un delirio. Io non mi sono mai trovato a essere così messo in discussione in tutto; senza mai riuscire ad avere presa sulle cose. Fatto sta che ho speso un sacco di soldi perché non mi pagavano la mia partecipazione. Non facevano entrare i miei collaboratori dentro per cui mi trovavo da solo dentro l’Ariston e Bugo aveva sette-otto persone intorno. Cioè una cosa continuamente contro di me. L’ultima è stata fantastica: mi hanno tolto la stanza d’albergo la sera prima. La sera prima di andare al Festival mi hanno tolto la stanza d’albergo. Queste persone volevano che io rinunciassi perché il regolamento, evidentemente, diceva che se io rinunciavo allora Bugo poteva andare avanti da solo; se invece succedeva qualcosa da squalifica, la squalifica era per tutti e due. Inghiottire, inghiottire, inghiottire e soprattutto tentare di parlarne con Bugo. E Bugo, a un certo punto, ha cominciato a dire: ‘No! Se vuoi parlare con me ci deve essere il mio manager.’ E io: ‘Ma come? Ma guardiamoci negli occhi, parliamone.’ Niente. Ha cominciato a dirmi... mi ha detto: ‘Nano, Mozart... Finto Mozart del cazzo.’ Poi mi ha detto... ‘Direttore d’orchestra di sto cazzo.’ Insomma, adesso volevo prendere il telefono ma vabbè. Tutto perché è stato caricato a molla. Perché lui me l’ha detto chiaramente: ‘Questa è la mia ultima chance nella vita di fare successo. Se non entro a Sanremo sta volta probabilmente non riuscirò probabilmente a fare più nulla. Ti prego, fallo per me.’ Però mi sono accorto che questo suo desiderio di emergere è stato un po’ messo al servizio... cioè avrebbe venduto sua madre. Avrebbe venduto sua madre, in pratica. E quindi non solo è passato sopra le questioni musicali, alle questioni di amicizia, alle questioni umane di trattare le persone in un certo modo. Va bene, potete guardare tutti la prima performance di Bugo e Morgan a Sanremo.

La vostra esibizione di martedì era pulita, perfetta.
No, non era perfetta. C’era Bugo che veramente ha fatto abbastanza cagare. Cosa c’era di perfetto?

Quello che abbiamo visto giovedì...
No, io ti parlo di martedì.

Quello che abbiamo visto, quello che il pubblico ha visto giovedì è una performance di cui si è parlato…
Sì, perché non era mica stata provata così.

Bugo era visibilmente arrabbiato.
No, non era arrabbiato. Era stonato. È diverso. Come fa a essere arrabbiato uno con io che gli riesco a risolvere tutta la cosa. È arrabbiato soltanto se non bada al fatto musicale ma bada al suo emergere come personalità. Guarda che io quando canto con Massimo Ranieri o con Antonella Ruggiero - che sono dei grandi cantanti - io canto sottomesso a loro perché loro sono dei maestri e non mi azzarderei mai di andare a cantare sopra a loro. Cosa che Bugo ha fatto con nonchalance, come un dilettante fa.

Quindi ha cambiato le parti che avevate provato?
No, lui ha cantato sempre, dall’inizio alla fine della canzone. Cosa che non era prevista: lui doveva cantare delle parti e io altre. Lui ha preso e ha cantato. Soprattutto non l’ha fatto da dove doveva stare, perché le telecamere lo inquadrassero, lui è andato in platea. È stata una cosa che è stata premeditata e mi ha veramente fatto paura. Perché neanche un dilettante fa delle cose del genere.

Quindi quello che noi abbiamo visto venerdì sera, ovvero il fatto che tu sei entrato e hai cambiato il testo, era una sorta di risposta a questi cambiamenti non concordati?
Ma certo, anche perché un cantautore può cambiare il testo. ‘Adesso mi avete davvero esasperato, ma io non me ne torno a casa. Voi mi avete esasperato. Voi volevate che io me ne tornassi a casa e adesso Bugo andasse avanti da solo a fare il protagonista.’ Questo è il modo di ripagare l’amicizia? Questo è il modo di ringraziare una persona che viene a farvi un favore, che vi fa entrare? Adesso sentite chi ha voce. Cosa vuol dire avere voce in capitolo? Vuol dire che se io voglio il mio testo lo posso cambiare.

Lo sai che da regolamento se cambi il testo vieni squalificato?
Ma certo.

Quindi hai cambiato il testo sapendo che sareste stati squalificati…
Non avevo quell’esigenza lì, non mi importava tanto del regolamento. Mi interessava dire quello che io non potevo dire a Bugo perché nessuno gliel’avrebbe riportato. Nessuno me lo faceva dire. Lui non voleva guardarmi in faccia. ‘Allora te lo canto. Te lo canto con una canzone.’

In conferenza stampa Bugo ha detto che prima di salire sul palco, nella scala che porta al palco, l’hai insultato.
Gli ho detto figlio di puttana.

È vera questa cosa, quindi?
Ovvio.

Ed è anche vera questa cosa che è stata scritta che avete litigato violentemente in albergo in questi giorni?
No quello non è vero, perché non ci siamo mai visti in albergo. Questo non è vero. È una bugia. Però è vero anche che il suo manager mi ha messo le mani addosso.

L’altra cosa che è venuta fuori è che il manager di Bugo, in conferenza stampa, ti ha accusato sostanzialmente di estorsione, di avergli proposto un contratto in cui gli chiedevi 55.000€…
Io avrei dovuto denunciarlo per aggressione. Perché questo qua è un soggetto pericolosissimo. Infatti tutti hanno paura di lui. Il fuggi fuggi in albergo quando c’era lui, tutti dicevano: ‘È entrato, è entrato. Via, scappa, scappa!’ Perché lui è violento. È una persona violenta, proprio fisicamente. Quindi, siccome mi ha aggredito già due volte - una volta a casa mia e ho chiamato la polizia, lui non se ne usciva di casa; l’altra volta è successo nell’ufficio suo, sotto gli occhi di tutti, tra l’altro, dei miei collaboratori e dei suoi, che erano allibiti, perché hanno visto che è una persona che mi ha aggredito fisicamente - questo qua che va in giro a dire di estorsione non è credibile. Non è estorsione, è che gli ho chiesto di pagarmi.

Sull’altra cosa che dicevi prima, del cambio della stanza d’albergo, lui diceva di averti messo in un altro albergo, di lusso.
No, sono cazzate. È una persona che non ha credibilità. Uno può dire quello che vuole. Questo mi ha messo le mani addosso. Mi ha aggredito e io non l’ho denunciato.

Però su questa cosa fermiamoci, perché non c’è contraddittorio. Vi siete parlati dopo quello che è successo ieri sera tu e Bugo?
Lui non mi vuole parlare, Bugo è partito per la tangente. Bugo è completamente partito per la tangente. Lui si è messo in testa che lui deve fare successo.

Però è abbastanza anche normale che voglia fare successo, è in giro da tanti anni…
Ma il successo non si fa a tutti costi, il successo si fa intelligentemente e non si può calpestare l’amicizia per il successo.

Lui potrebbe dire la stessa cosa di te.
No, io non voglio fare successo.

Però hai cambiato il testo di una canzone…
Ma è ovvio che ho cambiato il testo della canzone per cantargliene quattro. Per dirgli: ‘Ah stupido! Che cazzo credi di fare! Ma cosa credi di fare? Ti stai tirando la zappa sui piedi. Tornatene da dove sei venuto. Perché questo palco quando mai più lo rivedi tu? Che è sto fatto?’

Andava fatto per forza in diretta televisiva, questa cosa?
Non avevo altra possibilità! E poi io, scusami, so che cosa vuol dire fare spettacolo.

Questo è un altro discorso, perché questo è sicuramente l’episodio per cui verrà ricordato questo Sanremo.
E allora? Ma che vogliamo? Dai per favore. Scusami, Bugo non è stato in grado. Non ha retto la cosa e infatti ha fatto vedere che non ha retto il palco. Cosa che io: ‘Ma dov’è andato? Qual è il problema?’ Non ha retto il palco, quello che si suol dire ‘non reggere il palco’. Mi spiace per lui, poteva imparare, poteva comportarsi bene. Ha fatto un po’… Si è comportato davvero male. Cioè lui è andato. Gli è stata offerta questa possibilità… Minchia se l’è giocata veramente malissimo, malissimo. S’è scavato la fossa.

Cosa succede adesso?
Per me? Che esce il mio audiolibro ed escono i miei due album. Uno di musica sociale e l’altro di musica sentimentale. Ed esce la mia piattaforma. Praticamente a me Sanremo mi ha anche un po’ rotto le balle perché stavo realizzando questi progetti e ho dovuto fermarmi. Però comunque tra poco faremo anche una conferenza per comunicare delle cose fantastiche che non c’entrano nulla con la musica leggera ma con il pop sì.

Prima mi accennavi che la versione di ieri sera l’hai incisa con il testo modificato. Vedrà mai la luce, questa versione?
No, non quella con il testo modificato, quello l’ho scritto sulle scale. Mi riferivo alla cover con l’arrangiamento criticato di Sergio Endrigo. Io per presentarlo all’orchestra, l’ho realizzato in forma di provino, di demo. Se volete ve la faccio sentire. Quello che è stato contestato. È stato contestato della serie: ‘Ci sono troppe dissonanze.’ Ma se avesse portato un arrangiamento Scott Walker, che cazzo sarebbe successo?

Scott Walker non sarebbe mai venuto a Sanremo, però.…
Tu e Bugo siete amici da vent’anni, vi frequentate da tanto tempo. Credi che sia la fine di un’amicizia o c’è qualcosa di recuperabile? Sappiamo tutti che Sanremo è una grande bolla, lo sai anche tu.

Devo dire che a me Bugo piace come cantautore. Nei limiti del fatto che lui con la chitarra… Quando scrive le canzoni sue, perché questa non è manco sua, mi è simpatico, mi piace. Spero che lui vada avanti, sinceramente.

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