Vasco Rossi si confessa in 'Se ti potessi dire'. L'album? 'Arriverà'. L'ascolto di Rockol

Dice di essere stato spesso sul punto di lasciarsi andare, racconta le abitudini di cui non va fiero e fa i conti con il peso delle nostalgie e persino dei rimpianti. La verità? È che rifarebbe tutto.

Vasco Rossi si confessa in 'Se ti potessi dire'. L'album? 'Arriverà'. L'ascolto di Rockol

L'ha definita ironicamente e provocatoriamente la sua "ultima" canzone. Lo è solo cronologicamente parlando: è l'ultima, ma solo in ordine di uscita. Ce ne saranno sicuramente altre, magari meno ispirate (è stato lui stesso, sui social, a riconoscere che stavolta "il miracolo si è avverato ancora una volta", ma che "non sarà facile scriverne un'altra così"), ma ci saranno. E prima o poi ci sarà anche un album: "Arriverà", si legge nel comunicato stampa che accompagna l'uscita del singolo e che riaccende le speranze dei fan dopo che Vasco si era detto poco interessato a dare un seguito a "Sono innocente" del 2014 (mai un intervallo così lungo tra un disco e l'altro nella sua discografia). Della storia del rocker di Zocca, insomma, la nuova "Se ti potessi dire" - in radio e sulle piattaforme digitali da oggi, venerdì 25 ottobre - più che l'epilogo rappresenta un altro capitolo. Che però, per ammissione dello stesso Vasco, chiude una fase: a 67 anni Rossi si guarda indietro e in questa ballata autobiografica e dall'attitudine riflessiva racconta l'uomo oltre l'artista (proprio come nel videoclip, con regia di Pepsy Romanoff, in cui il rocker si osserva allo specchio prima di salire sul palco, confrontandosi con la sua immagine riflessa).

"Se ti potessi dire / quante volte ho voluto morire / quante volte camminando sul filo / sono stato, sono arrivato vicino / all'inferno della mente / quell'inferno che esiste veramente", canta lui nella prima strofa della canzone. I suoni e i ritmi strizzano l'occhio all'America Latina, con le chitarre acustiche e la cabasa in primo piano, ma le espressioni e immagini forti riportano subito nel mondo di Vasco. Che in "Se ti potessi dire" si confessa con schiettezza e sincerità: dice di essere stato spesso sul punto di lasciarsi andare, racconta le abitudini di cui non va fiero e fa i conti con il peso delle nostalgie e persino dei rimpianti. Alla fine, mentre subentrano le chitarre elettriche e le atmosfere si fanno più aggressive, tira le somme: rifarebbe tutto. "Stessi errori, stesse passioni, stesse delusioni".

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Dopo aver raccontato con il suo sguardo disincantato l'attualità con il precedente singolo "La verità", qui Rossi torna a scavarsi dentro e a raccontare sé stesso. Se la sua vita discografica fosse un film a sequela, "Se ti potessi dire" rappresenterebbe l'ideale seguito di "Vita spericolata", "Sally" e "Un senso", le canzoni che hanno fatto da colonna sonora dei momenti principali della sua storia. Non a caso, Vasco ha affidato l'arrangiamento a Celso Valli, con il quale collabora da trent'anni: c'era il suo zampino in "Buoni o cattivi", "Il mondo che vorrei", "Siamo soli", "Quante volte", altri pezzi rappresentativi, altri capitoli centrali della discografia recente del rocker.

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"Se ti potessi dire" anticipa l'album dal vivo dei sei concerti allo Stadio San Siro di Milano dello scorso giugno, in uscita il 6 dicembre. In concomitanza con l'album, arriverà al cinema anche il film - diretto sempre da Pepsy Romanoff - delle ultime due tournée di Vasco, che tornerà ad esibirsi dal vivo la prossima estate sui palchi dei festival italiani. Tappa speciale, il Circo Massimo di Roma.

di Mattia Marzi

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