Addio a Paolo Giaccio: i ricordi di Bertoncelli, Bassoli, Boroni, Cattaneo, Fegiz e Harari

Il giornalista si è spento all'età di 69 anni.

Addio a Paolo Giaccio: i ricordi di Bertoncelli, Bassoli, Boroni, Cattaneo, Fegiz e Harari

È venuto a mancare a Roma oggi, lunedì 29 luglio, Paolo Giaccio, giornalista, autore e produttore televisivo. Dopo alcune esperienze radiofoniche piuttosto importanti (nel 1969 succedette a Renzo Arbore nella direzione del programma radiofonico "Per voi giovani", collaborando con Mario Luzzatto Fegiz per portare nel programma ilroce i nuovi cantautori - alla conduzione chiamò, tra gli altri, Carlo Massarini, Claudio Rocchi e Richard Benson), dalla metà degli anni '70 Giaccio cominciò a lavorare come giornalista al TG2, salvo poi diventare autore e capostruttura di RaiUno (tra glianni '80 e '90) e dunque responsabile editoriali di nuovi canali tematici della Rai.

Tra i programmi televisivi ai quali Paolo Giaccio lavorò vanno menzionati "Odeon. Tutto quanto fa spettacolo", "Variety", "Mister fantasy" (basato sui video musicali, negli anni '80), ma anche "Obladi obladà" (con la conduzione di Serena Dandini).

Paolo Giaccio aveva 69 anni.

Il ricordo di Riccardo Bertoncelli:
“I heard the news today, oh boy”, e questa non me l'aspettavo. Paolo Giaccio è morto all'età dei rocker più logori e devastati, lui che avevo sempre visto con impeccabile aplomb e misura e anche per quello mi sembrava destinato a festeggiare almeno il centennale di Elvis.
Un dolore, gli devo tanto. Gli devo l'impagabile piacere di avere fatto l'avventuroso tragitto da fuori a dentro la radio: ero un attento (critico) ascoltatore di Per voi giovani, il mito rock della RAI monopolista, e lui venne a cercarmi, sconosciuto provinciale, e mi offrì meravigliose occasioni al microfono da protagonista – il sogno di ogni ragazzo appassionato. Feci Popoff, feci un breve stage romano di Per voi giovani “normale” e poi venni promosso con Massimo Villa a condurre Per voi giovani estate 1975, l'anno prima di Radiofreccia e del terremoto che ne venne. Paolo era brillante, curioso, ti lasciava fare con l'aria di chi impara sempre qualcosa; e credo si divertisse molto all'idea di un ventenne senza briglie che trametteva musica difficilissima e on the border, con il solo limite di non superare i limiti della censura (giravano aggiornatissimi fogli che venivano dalla BBC e dalle emittenti estere, per intercettare i testi proibiti che noi sbarbi furbetti cercavamo di mandare in onda).
Peccato essersi persi poi di vista, anche se non del tutto. Sai, Paolo, se dove sei planato trovi la macchina del tempo, dammi un colpo di telefono che torniamo nel 1981 e ti butto lì qualche idea per Mr. Fantasy migliore di quelle per cui all'epoca non ci siamo accordati. Lo sai che ci tengo a lavorare con te.

Il ricordo di Massimo Bassoli:
Ciao Paolo
E’ sempre difficile trovare nel mondo dello spettacolo un personaggio innovativo, intelligente, scopritore di talenti ed al tempo stesso schivo, riservato e generoso come Paolo Giaccio.
Autore di programmi radiotelevisivi, dirigente Rai e giornalista musicale, nei decenni trascorsi dietro le quinte di Viale Mazzini, era nato nel 1950, ha partecipato a programmi cult come Per Voi Giovani, Odeon, Mister Fantasy e Ghiaccio Bollente.
E’ stato il resident-hippie meno hippie che la Tv di Stato abbia mai avuto. Ma sempre lucido ed attento ai fenomeni musicali ed alla loro fruizione. Ha svolto la battaglia sui nuovi generi musicali da trasmettere alla radio negli anni ’60 e quella dei video musicali negli anni ‘80, molto prima che Mtv si interessasse alle nostre frequenze.
E sempre con il suo stile understatement, sobrio, silenzioso. Le vere rivoluzioni non fanno rumore e lui lo sapeva bene. Quelle che gli sono capitate le ha fatte tutte, senza clamore. Sempre in punta di piedi.
Ha collaborato con geni e meno geni, con persone che “bucavano” l’etere e altri che non sono mai riusciti a “bucare” lo schermo. Ma lui, nonostante le circostanze, è sempre riuscito a lasciare il segno.
Anche quando i tempi, quelli recenti, quelli dei talent e di X-Factor, gli hanno voltato le spalle, lui ha reagito nel suo stile, senza clamore e con estrema positività: si è dato all’insegnamento.
Per salvare i nuovi giovani.
Come fece con noi ex-giovani che ascoltavamo Per Voi Giovani.
Ciao Paolo, grazie per la tua gentilezza ed il tuo stile. Ci mancherai.
Le condoglianze di tutti noi alla figlia Anna ed alla moglie Camilla. 

Il ricordo di Michele Boroni:
Dietro a importanti programmi radio e tv ci sono sempre grandi autori. Questo si può capire. 
Ma a volte dietro a grandi autori ci sono anche grandi esseri umani. E questo però è meno scontato. 
Da spettatore ebbi modo di notare che dietro a programmi tv anni 80 come "Odeon" e "Mister Fantasy", per me altamente formativi al pari di un saggio sulla contemporaneità, c'era sempre il nome di Paolo Giaccio, che poi ho ritrovato nei primi esperimenti di trasmissioni della Rai satellitare che, pur nella loro semplicità, facevano trasparire una profonda curiosità e amore per la musica e per l'arte.
Poi i casi della vita hanno fatto in modo che le nostre strade si incrociassero e così mi sono ritrovato a collaborare con Paolo Giaccio, insieme a Carlo Massarini e Stefano Pistolini, a due programmi di Rai 5 "Cool Tour" e poi "Ghiaccio Bollente", l'ultimo programma di informazione musicale della televisione italiana e l'ultimo da dirigente Rai di Paolo. Esperienze che dire formative è poco.
Paolo è stato un mentore e un amico, una persona speciale con quella romanità curiosa e gentile, che temo sia in via di estinzione. 
Sono affranto. Un abbraccio a Camilla.

Il ricordo di Ivan Cattaneo:
Paolo carissimo Paolo!
Ci siamo incontrati la primissima volta in via Correnti, in una chiesa sconsacrata nel 1974 dove con la mia chitarra facevo capolino per le prime volte, cantando e improvvisando fra Area, Claudio Rocchi, Donatella Bardi e Paolo Ciarchi.
Eravamo tanti amici, hippy, beat e non: radiofonici, cantautorici, enigmatici, profetici e alcuni anche tossici!
Tu arrivavi da Mamma Rai, da Per Voi Giovani con Fegiz e altri.
Ti ascoltavo da ragazzino, quando la musica sapeva ancora infondere miti, speranze e libertà troppo assopite!
Poi qualche anno dopo con Caterina Caselli e Franco Zanetti complicità subentrasti a Nanni Ricordi come mio produttore artistico in CGD.
E fu subito L era primordiale del videoclip e della leggendaria Mister Fantasy, tua fantasiosa idea. E più tardi un po’ anche Bandiera Gialla insieme a Caterina Caselli, Franco Zanetti e Bibi
Ballandi.
E prima ancora il Sottolestelle, il sabato sera d'estate.
Poi ti ho rincontrato qua e là sapendoti direttore mega galattico di grandi aziende.
Ho sempre avuto profondissima stima di te, del tuo tatto e della tua riservatezza, del tuo essere colto senza mai farlo pesare. Delle tue idee, della tua finta pigrizia romana, del tuo essere completamente dentro Les affaire de Music e TV e al tempo stesso completamente e saggiamente fuori!
Ciao Paolo! Ci hai lasciato e immagino ora camminerai per misteri e Mr. Fantasy, per pomeridiane dirette radiofoniche infinite per i giovani-eterni di lassù!
Per Woodstock fra le nuvole!
Ricorderò la tua barba i tuoi occhi sornioni e profondi, la tua risata alla francese,  il tuo saggio esserci e non esserci dentro al Movimento, agli hippy ai punk ai gay ai buddisti a tutti i ragazzi che ti ascoltavano alla radio nei solitari pomeriggi anni '70!
Grazie... Grazie davvero.

Il ricordo di Mario Luzzatto Fegiz:
“Sono a Sabaudia. Sono intorno a me le persone che amo. Non mi serve altro”. Così qualche giorno fa al telefono Paolo Giaccio. Sereno e saggio come sempre nell'amata villa di Sabaudia. Stava perdendo la sua battaglia combattuta con coraggio e senza un lamento contro un cancro al colon.
Ci conoscemmo nel 68 a Roma nella redazione del programma “Per voi giovani”. Quando Renzo Arbore andava in ferie noi ci proponemmo come conduttori di un programma sostitutivo, “Per voi giovani estate”, una mappa con musica degli eventi dell'estate.
Giaccio aveva tre anni meno di me. Era una fan della nuova musica. E portava i capelli lunghi. Era speciale. In Rai lo guardavano come un marziano. In una riunione con i vertici di Radiorai (allora Programma Nazionale)  il direttore dei programmi radio Giuseppe Antonelli espresse delle critiche alle sue scelte musicali. Giaccio si difese in maniera davvero insolita. “Dottor Antonelli, io non la conosco. E poiché non la conosco non la posso neanche amare. Ed io accetto critiche solo da chi amo”. Un discorso talmente anomalo da non trasformarsi in licenziamento.
I nostri modelli di Radio erano Radio Luxembourg in inglese sulle onde medie alla sera e Radio Montecarlo in italiano. Erano radio con una dinamicità fatta di giochi di sottofondo, stacchetti, effetti speciali, che la Rai, allora molto paludata non era in grado di irradiare sia per arretratezza tecnologica che per la mentalità di tecnici e dirigenti. Paolo non amava il microfono alla radio né alla tv. Era un tessitore. Dai gusti forse troppo raffinati rispetto all'Azienda. Gli piaceva dirigere con cenni dall'altra parte del vetro.
Sul piano umano era unico. Aiutava sempre gli amici, meritevoli e non, trovava lavoro, si faceva carico del mantenimento. Lo chiamavamo scherzosamente “San Patrignano” proprio per questo suo spendersi per i casi più difficili.
La sua vita, in questi anni era cambiata grazie all'amore di una donna meravigliosa, la scrittrice e giornalista Camilla Baresani. Una storia d'amore intensa e commovente che lo aveva illuminato nel più profondo del cuore e consolato. Giaccio era diventato a 18 anni un capofamiglia dopo la prematura scomparsa del padre ed era diventato il faro di amici e familiari. Fino alla prematura scomparsa.
Uno strazio difficile da descrivere.

Il ricordo di Guido Harari:
Il nome di Paolo Giaccio l'ho scoperto nel 1970-1971 sulle pagine di "Ciao 2001" dove teneva una rubrica in cui recensiva i primi bootleg comprati in giro per l'Europa, quando ancora non arrivavano in Italia: Zappa, Led Zeppelin, Dylan e tanti altri, sempre di più. 
In quel periodo stavo incollato alla radio ad ascoltare (dai microfoni della Rai, quando ancora non esistevano le radio "libere") "Per Voi Giovani", un'invenzione di Renzo Arbore, che poi Paolo, insieme a Mario Luzzatto Fegiz, Carlo Massarini e un cast di irriducibili, trasformò in un format rivoluzionario, una trasmissione che pareva uscire da una college radio americana. 
Ci conoscemmo quando fece decollare un nuovo programmae, "Popoff". Mi attirava l'orizzonte che Giaccio col suo gruppo di lavoro andava rapidamente aprendo in Italia a nuove musiche, tentando la via di una proposta specialistica ma di ampio richiamo. Ma il mio percorso si stava sempre più lasciando alle spalle il giornalismo musicale, per vivere la fotografia realizzando libri, mostre, copertine di dischi, e grandangolando oltre la musica, passando al ritratto puro e semplice.  
Poi per Giaccio fu la televisione, e negli anni Ottanta arrivò il successo di "Mr Fantasy", con Massarini e Fegiz sempre al fianco, e anche la grafica di Mario Convertino, uno dei grandi art director italiani che contribuì enormemente alla qualità e creatività delle copertine dei dischi. Era cominciata l'era di MTV, dei videoclip, e un "magazine" musicale ne era la naturale evoluzione, per quanto rivoluzionario nell'asfittico panorama televisivo italiano. 
Malgrado la simpatia e la stima, non c'è mai stata frequentazione, né occasione di collaborare insieme. Peccato, chissà. L'ultimo incontro fu qualche anno fa, per alcune interviste con Massarini a "Ghiaccio bollente", su Rai5. Colsi nel suo sorriso e nel suo sguardo un tacito e condiviso godimento nell'avere spinto lontano i nostri sogni e le nostre passioni. Quel genere di intesa e "famiglianza" da gladiatori e vecchi soldati.   

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