Rockol - sezioni principali

NEWS   |   Italia / 25/01/2019

Brian Littrell: nel nuovo disco dei Backstreet Boys c’è il ‘Dna’ del gruppo (e un po’ di Post Malone) – INTERVISTA

Brian Littrell: nel nuovo disco dei Backstreet Boys c’è il ‘Dna’ del gruppo (e un po’ di Post Malone) – INTERVISTA

“Se ne avete la possibilità, venite a vederci. Ascolterete tutti i nostri successi, vedrete le nostre mosse leggendarie. Balleremo come matti e canteremo per due ore, anche i pezzi nuovi. Sarà indimenticabile”. Brian Littrell racconta con entusiasmo il tour che porterà i Backstreet Boys il 15 maggio al Forum di Assago, alle porte di Milano. Le nuove canzoni a cui fa riferimento sono quelle di “Dna”, il nono album di inediti del quintetto americano in uscita il 25 gennaio. “Il disco racconta da dove proveniamo e dove vogliamo andare. S’intitola così perché contiene le informazioni genetiche della band”

“‘Dna’ è l’insieme di quel che ognuno di noi porta nel gruppo. Immaginatela come una zuppa magica composta da cinque ingredienti. Ha il sapore rétro del gruppo vocale e dà la sensazione di ascoltare una vera band vera, che è poi quel che ci distingue dai gruppi pop contemporanei. Ma ha anche un sound contemporaneo”. È un disco pieno di autori e produttori, anche se al momento dell’intervista Littrell non vuole far nomi. Si limita a dire che “collaboratori uguali diversità, e questa cosa mi piace. I dischi con lo stesso sound dall’inizio alla fine andavano bene qualche anno fa”.

La canzone più tradizionale dell’album si intitola “Breathe”. “È un pezzo in cui ci sentite come siamo, vulnerabili. Quando canti così non ti puoi nascondere dietro il ritmo o la musica. È uno dei motivi per cui i nostri fan ci amano. Dopo un periodo in cui le canzoni dovevano essere ballabili per entrare nella Top 40, sento un cambio di sensibilità. Ora contano la canzone, il testo, quel che l’artista vuole esprimere, il significato. In ‘Dna’ prendiamo questo nostro lato tradizionale e lo riproponiamo con un tocco moderno. È un mondo mezzo analogico e mezzo digitale”.

Come nasce l’idea di un album dei Backstreet Boys? Chi detta la linea? Un manager, l’etichetta discografica? “No, questo tipo di decisione la prendiamo noi cinque. Ci riuniamo, sentiamo le nostre vecchie canzoni per capire quel che avevano di speciale. E poi ascoltiamo i pezzi che vanno in radio e che ci piacciono, quelli che sono diventati la colonna sonora della nostre vite”. E questa volta, chi hanno ascoltato? “Ariana Grande, The Weeknd, Ed Sheeran. E Post Malone, uno che prende vecchie idee e le propone in modo inedito, rendendole nuovamente cool. Ci siamo detti: facciamolo anche noi”.

Littrell, 44 anni il 20 febbraio, rappresenta l’elemento di stabilità del gruppo. Nato nel Kentucky, è un fervente credente e nel 2006 ha pubblicato l’album di christian music “Welcome home” che si chiudeva con un brano a cappella intitolato “Jesus loves you” che iniziava e si chiudeva con la voce del figlio Baylee. “Porto nei Backstreet Boys la stabilità, la prospettiva di un padre di famiglia, i valori di un credente. Mi assicuro che la nostra musica sia di buon gusto e promuova valori positivi”.

E come sarà il tour 2019? “Stiamo finendo la nostra residency a Las Vegas. È stata una grande esperienza e chissà che non lo si rifaccia. Tenere concerti in un solo posto è grandioso perché, sapete, andare in tour, fare il giro del mondo due volte come facciamo noi può essere duro, per il fisco e per la voce. Bello, ma pur sempre un lavoraccio. Il  tour di ‘Dna’ durerà un anno e mezzo, forse due. Ci stiamo occupando in questi giorni della produzione. Posso solo dire che il palco sarà spettacolare. E sì, balleremo come nel video di ‘Everybody (Backstreet’s back)’”.

Scheda artista Tour&Concerti
Testi