Springsteen on Broadway: la storia di "My Father's House"

Springsteen on Broadway: la storia di "My Father's House"

E' uscito "Springsteen on Broadway", documentazione audio dello spettacolo dei record di del Boss al Walter Kerr Theathre, sulla 48° strada a New York. Il giorno dopo verrà pubblicato anche in versione video. Il CD è la registrazione audio di uno spettacolo da record, in termini numerici: oltre 220 replice, 100 milioni di dollari di incasso. Ma quello che più conta è la dimensione musicale: un Bruce Springsteen senza filtri, che canta versioni minimali, di pura emozione, delle sue canzoni. 

Continuiamo il nostro speciale con un track-by-track: la storia e l'analisi di ogni canzone delle 16 in scaletta.
Oggi parliamo di "My Father's House", terzo brano dello show.

E0 il brano di "Nebraska" (1982) che Bruce ha scelto per raccontare uno dei fantasmi che popolano il suo spettacolo. Anzi, IL fantasma, il padre Doug. protagonista silenzioso e ingombrante dell’intera carriera e della psiche del figlio Bruce. Racconterà di avere fatto la pace con lui e con la sua figura, ma intanto la vena oscura, la depressione con cui ha combattuto tutta la vita, arriva da lì.
Voce e armonica, la canzone assume una nuova profondità, dopo questa lettura e dopo questa introduzione.

Leggi anche:
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FRANCESCO DE GREGORI
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