Cristina D’Avena torna a duettare con ‘Duets Forever’: ‘Sono una fatina rock’n’roll’ - INTERVISTA

Cristina D’Avena torna a duettare con ‘Duets Forever’: ‘Sono una fatina rock’n’roll’ - INTERVISTA

Eravamo rimasti a quando la voce delle sigle dei cartoni animati più famosa d’Italia aveva riunito 16 big della canzone italiana affidando loro l’interpretazione – in duetto con la regina, s’intende – delle canzoni che hanno scandito la sua carriera. In una tracklist che pur includeva brani come “Occhi di gatto”, “Kiss Me Licia”, “Siamo fatti così”, “Piccoli problemi di cuore” e tanti altri, molto era stato sacrificato e a Cristina D’Avena – ché, ce l’ha sempre detto, per lei le canzoni sono un po’ come figli - piangeva il cuore. Ecco allora che la cantante bolognese, a un anno di distanza da “Duets – Tutti cantano Cristina” e forte del suo successo – il disco è stato l’unico di un’artista donna ad arrivare nella Top 20 degli album più venduti del 2017 – chiama a raccolta altri 16 nomi per dar vita al secondo capitolo del progetto, “Duets – Forever”

“Mi sono divertita ancora di più perché gli artisti conoscevano già il progetto. Questa è proprio gioia pura, è la nostra infanzia messa lì”, spiega Cristina alla stampa, presentando il disco, in uscita il prossimo 23 novembre, con un vestitino da fatina così elegante da sembrare un vestito da sera. Sopra, però, la cantante indossa una giacchetta di pelle nera: “Sono un po’ una principessa di oggi, moderna, una fatina rock, anzi una fatina rock’n’roll”. Perché, racconta Cristina, “un po’ di tostaggine ci vuole”. La stessa che ha dato alla cantante l’energia di mettere insieme i nuovi compagni e compagne d’avventura di “Duets Forever”: “Bisognerebbe avere sempre la forza e la voglia di fare tante cose, anche con il repertorio che hai”, chiosa l’artista che, quanto a repertorio, ha alle spalle circa 750 canzoni. Gli aneddoti sulla realizzazione del disco, anche in questo caso, non mancano. Alcune tracce le ha proposte lei, come “I ragazzi della Senna (Il tulipano nero)” a Fabrizio Moro, invitando l’artista a mettere la sua firma sul pezzo con un’interpretazione così personale che ha finito per essere tra le preferite di Cristina. Anche Federica Carta, la più piccola degli artisti coinvolti nel progetto, ha “ricevuto” un brano, “Papà Gambalunga”, che la cantante non conosceva. “Mi chiedeva come doveva cantare” – ricorda Cristina – “ma le ho detto di metterci semplicemente il cuore”. Il consiglio nemmeno è servito a Elisa, che a “Duets Forever” ha preso parte solo a condizione di poter cantare la sua “Memole”: “Memole perché io sono Memole, Memolina”. Stessa cosa i ragazzi de Lo Stato Sociale: “Denver, Denver, Denver. Denver è un pezzo figo”, hanno risposto a Cristina, che ha affidato loro l’arrangiamento di uno dei pezzi più distanti dalla versione originale. E così come in “Duets – Tutti cantano Cristina” c’era Loredana Berté, che ha prestato la sua voce a “Occhi di gatto”, “quest’anno volevo Patty Pravo”, ci dice D’Avena. Che prosegue: “Mi chiedevo se avrebbe mai accettato e così le mando la base, trionfante, dei puffi. ‘Sì Cristina, canto i puffi, è stata la sua risposta”. Con un momento di panico lungo il percorso: “Mi chiama la sua assistente e mi chiede: ma Gargamella [interpretato da Fabio De Luigi] non lo deve fare lei giusto?”. 

“Una cosa che mi ha sorpreso è che quasi tutti hanno detto sì quando ho proposto loro di partecipare al progetto”, riprende. Dall’ultimo “Duets” a Cristina era rimasto il dispiacere di non aver avuto un duetto con Jovanotti – “che io adoro” – e la speranza era che con il secondo capitolo del progetto avrebbe avuto il suo Lorenzo. Ma niente da fare. Che la voce di “Penso positvo” possa magari fare la sua comparsa in un terzo “Duets”? “Magari!”, risponde entusiasta Cristina, che però rallenta: “A un “Duets” tris ci devo pensare perché ci sono già 32 artisti. E come in tutte le cose, è sempre meglio lasciare in sospeso un ‘forse mancherebbe questo pezzo…’. Però sicuramente dopo questo disco ci metteremo a tavolino e capiremo cosa fare”. Nella lista dei ringraziamenti al team di Cristina il nome di Alessandra Valeri Manera, autrice dei testi delle sigle della cantante, non manca mai. Così come la Warner, la major che ha appoggiato Cristina nella realizzazione del progetto, un sostegno e che l’artista non ha mai dato per scontato e che le ha permesso, spiega, di riacchiappare tutti quei fan che “non mi compravano più”: “Dopo ‘Duets’ ho ripreso il pubblico che negli anni mi aveva un po’ abbandonata perché alla fine io ripropongo sempre lo stesso repertorio. Mentre con “Duets Forever” si tratta di un album completamente nuovo. L’hanno comprato perché gli mancano le mie cose nuove”. Se poi ai dischi seguisse anche un evento che raccolga tutti gli artisti coinvolti nei due album, l’epilogo sarebbe perfetto. Già Cristina ne fantasticava con il primo “Duets”, ma i problemi restano grosso modo gli stessi: “Una serata con tutti gli artisti la stiamo pensando, ma non è facile. Sarebbe una serata per festeggiare, se anche “Duets Forever” dovesse avere un buon risultato. Dobbiamo festeggiare questo progetto, che è importantissimo”.

La ricetta di Cristina D’Avena, con alle spalle una lunghissima esperienza – “Canto da quasi 36 anni, mamma mia…” - iniziata tra le fila del Piccolo Coro dell’Antoniano, è in fondo piuttosto semplice. Anche se alla cantante sono arrivate negli anni svariate proposte d’inediti – “Inclusa una canzone con una sola parola”, racconta divertita - la sua risposta è sempre stata no. Non è chiaro se sia una presa di posizione perché prima Cristina spiega che se le dovesse arrivare un pezzo in grado di emozionarla davvero accetterebbe, ma poi sembra tornare su suoi passi quando racconta qual è la sua vera forza: “Sono rimasta coerente da quando ho iniziato e ho sempre fatto questo. Me l’ha detto anche Maurizio Costanzo una volta: ‘Sai perché il pubblico ti ama così tanto? Perché sei rimasta fedele a te stessa. Cantavi i puffi e canti i puffi’”. Che poi, alla fine, Cristina fa tutto questo per una sola ragione: le piace, e molto. “Mi piace far ascoltare la mia musica anche oggi. Questa è musica pop”, afferma, togliendosi anche qualche sassolino dalla scarpa: “Adesso magari, dopo questi dischi, qualcuno potrebbe dire che non è più musichina di serie B”. 

C’è anche dell’altro, però. Va bene la coerenza, ma la D’Avena è ormai un’istituzione, che affonda le sue radici nell’infanzia di molti di noi – “Tutti conoscono almeno uno dei miei brani, che fanno parte della nostra vita e della nostra infanzia” -, e non di meno in quello che la cantante identifica come un grande bisogno di leggerezza: “Sono due album spensierati, abbiamo bisogno tutti di essere un po’ più leggeri”, dice con un gran sorriso. E conclude: “Quando un album di sigle per bambini vende così tanto una domanda ce la dovremmo fare”. 

 

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