Vinyl ID: “Rage Against the Machine”, Rage Against the Machine

Vinyl ID: “Rage Against the Machine”, Rage Against the Machine

“Every day is a vinyl day” è un’iniziativa che ha lo scopo di far riscoprire e rivalutare il patrimonio discografico italiano ed internazionale di Sony anche nel formato "classico" del 33 giri in vinile. Radio Capital e Rockol sono media partner ufficiali dell’iniziativa, guidando ogni giorno all’ascolto di un album, anzi di un 33 giri, tra storie e aneddoti. L’appuntamento su Radio Capital è dal lunedì al venerdì in SettantaOttantaNovanta dalle 16 alle 17 e il sabato in Back & Forth tra le 16 e le 18.

Uno dei grandi dischi d’esordio degli anni ’90, “Rage Against the Machine” è un’esplosione di vitalità e rabbia. È il 1992. Nell’anno in cui il grande pubblico conosce la musica cosiddetta alternativa, grazie all’esplosione di “Nevermind” dei Nirvana, la band di Zack de la Rocha e Tom Morello porta in classifica una miscela furibonda fra hardcore e rap, crossover fra musica bianca e nera che veicola messaggi politici. Rivoluzionario, in molti sensi.

Pubblicato:
3 novembre 1992, Epic

Stato culturale:
La “rabbia contro la macchina” è la collera del quartetto californiano contro il sistema capitalista. “Rage Against the Machine” rimette al centro della conversazione l’anima politicizzata del rock scagliandosi contro ineguaglianza, militarismo, manipolazione dei media, razzismo, autoritarismo. In copertina, la foto scioccante di un monaco buddista che si dà fuoco a Saigon, nel 1963.

La produzione:
Prodotto da Garth Richardson, l’album rappresenta nel 1992 il punto più avanzato della sintesi fra hardcore e rap. La ritmica salta letteralmente fuori dalle casse, mentre il chitarrista Tom Morello reinventa il sound della sua chitarra elettrica facendola suonare ora come feroce ululato metallico, ora come lo scratch di un piatto, ora come un segnale d’allarme. È musica eseguita in modo favoloso, esaltata da un sound brillante. I musicisti ne vanno orgogliosi e scrivono nelle note di copertina: “Nessun campionamento, tastiera e sintetizzatore è stato usato nella realizzazione di questo disco”.

La canzone fondamentale:
“Killing in the name” è un atto di ribellione contro il razzismo istituzionalizzato. “Quelli che manovrano la forza sono gli stessi che bruciano le croci”, canta Zack de la Rocha equiparando poliziotti razzisti e Ku Klux Klan. È un “vaffanculo” (ripetuto 17 volte) costruito in un crescendo fenomenale che sfocia nel grido “Fuck you, I won’t do what you tell me!”. Una curiosità: la canzone è arrivata al numero uno nella classifica del Regno Unito nel dicembre 2009, diciassette anni dopo la pubblicazione. Merito della campagna lanciata da un dj della BBC per non lasciare il numero uno natalizio ai concorrenti di X-Factor.

La tracklist:
Lato A:
Bombtrack
Killing in the Name
Take the Power Back
Settle for Nothing
Bullet in the Head

Lato B:
Know Your Enemy
Wake Up
Fistful of Steel
Township Rebellion
Freedom

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