Richard Benson, il 'sovrano del thrash metal' a Roma: il report del concerto - FOTO

Richard Benson, il 'sovrano del thrash metal' a Roma: il report del concerto - FOTO

Alla fine del concerto il palco è lercio, cosparso di farina, uova e yogurt. Qui e là si intravedono polli interi o a pezzi, frutta, panettoni, carta igienica, succo di frutta, calamari, foglie di insalata. Liquido non specificato cola dalle pareti e dal soffitto. "Richard, dammi indietro i soldi, o ti aspetto fuori da casa" (traduzione simultanea dal romanesco all'italiano), urla un esaltato aggrappato alla rete che divide il palco dal parterre. Su quel palco, fino a dieci minuti prima, si stava esibendo il sovrano del thrash metal italiano, Richard Benson, nella sua Roma per presentare dal vivo il suo ultimo album "

L'inferno dei vivi" (qui la nostra recensione). Il concerto romano del vate del Simposio del Metallo, ospitato dal Traffic, è durato appena mezz'ora, giusto il tempo di suonare il singolo "I nani", provare a strimpellare qualche nota alla chitarra su "Another brick in the wall" dei Pink Floyd e "I can't get no (Satisfaction)" dei Rolling Stones, e per intonare il classico "Madre tortura" (pezzo tratto da quello che fu il suo primo album in studio, dal titolo omonimo, uscito nel 1999). Poi, Benson ha tuonato (in romanesco, qui tradotto in italiano): "Non posso continuare a suonare in queste condizioni, ho le mani tutte sporche di farina e yogurt, sono completamente zozzo". A niente sono servite le scuse (deridenti, in coro) del pubblico: "Ultimi, schifosi, schifosi!", ha urlato Richard, prima di uscire dal palco.



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Un tempo noto sulla scena romana, negli ultimi anni - grazie al Web - Richard Benson è diventato popolare come fenomeno virale per il rapporto che lo lega al proprio pubblico dal vivo.

Ma un conto è guardare i tanti filmati dei suoi concerti su YouTube, un conto è essere presenti sul posto e rendersi conto di quanto sia davvero intenso il rapporto d'amore e d'odio che lega Benson ai suoi fan: non solo metallari e rockettari, ma anche gente che non ti aspetteresti mai di vedere ad un'esibizione dal vivo del controverso chitarrista, come signorotti in giacca e cravatta (appena usciti dagli uffici?) o anziani divertiti. Lo spettacolo è sopra e sotto il palco: Benson ci mette tutta la sua volontà per suonare, da musicista "vero"; ma da sotto piovono mele, banane, panini, fronde d'insalata, bottiglie di latte, vasetti di yogurt, sacchi di farina e di zucchero. E piovono soprattutto insulti: "Pupazzo, squallido, relitto", urlano i più "moderati". E allora Benson degenera: sbraita, si dispera, urla. Poi torna serio e offre ai suoi adepti qualche chicca: "Il rock è come un albero grande che tanti frutti ti dà: per quanti gliene domandi, per te sempre uno ce ne ha. Con il cuore infangato nel metallo sto ancora alla ricerca di una canzone che mi ferisca nelle cervella", dice con aria da poeta, raccontando pure di quando Marilyn Manson - definito omosessuale - ancora bambino, lo seguiva nelle varie tappe americane delle sue tournée negli anni '70. Più che un concerto, insomma, sarebbe più opportuno parlare di performance catartica, liberatoria, quasi una purgazione. Ma dove finisce il personaggio e dove finisce l'artista? Questa domanda, di fronte a cotanto spettacolo, finisce per non avere un senso.



Richard Benson ha aperto le porte del suo mondo infernale ai suoi fan, invitandoli a partecipare alla realizzazione del videoclip del suo nuovo singolo, "Sangue", con regia di Federico Zampaglione (che insieme suo fratello Francesco ha prodotto l'album "L'inferno dei vivi"). "Non mancheranno chitarre sodomizzate, urla, polli e farina", ha assicurato il vate del rock romano. I fan possono partecipare al video attraverso una donazione sul sito della piattaforma di crowdfunding Musicraiser ( qui tutte le informazioni). Intanto, questa mattina, Benson ha diffuso via internet il seguente comunicato, che riportiamo per intero:

"Richard Benson si fa finanziare dalla Sony giapponese. Oggi partiranno da Roma quattro aerei cargo per il trasporto di quattro tir. Benson porterà un impianto da 150.000 watt. Un altro aereo privato, con trecento persone adibite a lavorare per Benson, partirà per il Giappone. Compreso Benson e Tony Sanchez, manager dei Rolling Stones. Benson dovrà suonare nello stadio di Tokyo, che viene considerato il più grande stadio al mondo. Metà dell'incasso andrà alla Sony, l'altra metà a Benson. Inoltre, la Sony ha programmato altri 7 concerti per Benson in Giappone. Benson è idolatrato dal pubblico giapponese. Infatti il suo ultimo disco, l'inferno dei vivi, è al primo posto della classifica giapponese. All'interno della copertina potete trovare testi scritti da Benson tradotti in giapponese".


Non ci credete?


(di Mattia Marzi)

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