Rita Pavone amata dai Pink Floyd? Un parere definitivo (speriamo)

Rita Pavone amata dai Pink Floyd? Un parere definitivo (speriamo)
Riceviamo un'email che si propone di far luce sul presunto legame tra la "nostra" Rita Pavone ed la leggendaria band inglese dei Pink Floyd (vedi News). La pubblichiamo, augurandoci con questo di chiudere la questione...

Sono Nino Gatti, editore della nuova fanzine sui Pink Floyd, “On The Run”, e “storico” dei Pink Floyd da un quarto di secolo. Ho appena terminato di leggere un intervento nelle vostre pagine legato ad una presunta citazione del nome Rita Pavone in una canzone dei Pink Floyd. Non me ne vorrà la signora Pavone se mi appresto a smentire definitivamente l'evidente equivoco.
Nel numero 2 (luglio/agosto 1991) la fanzine italiana “Cymbaline” riprodusse una lettera scritta di proprio pugno dalla signora Pavone ad un fan dei Pink Floyd: “Sì, sono io quella Rita Pavone che i Pink Floyd cantano nel loro brano 'Saint Tropez', e permettimi di dire che ne sono modestamente molto orgogliosa. Ho conosciuto il gruppo nel '76 durante un mio spettacolo in Francia. Loro si trovavano in sala e ricordo che applaudirono con molto calore durante la mia esibizione”.
Orgogliosamente, l'artista italiana affermò in un'altra intervista che ”gli U2 e i Manhattan Transfer mi nominano nelle loro interviste”. I Pink Floyd in una strofa del loro brano Saint Tropez cantano “..e tu mi inviti sulla riva del mare a una appuntamento con Rita Pavone” (Sette n. 28, 1995).
Nel 1997 venne pubblicato il libro di Rita Pavone “Nel mio 'piccolo'” (Sperling & Kupfler), nel quale essa fu ancora più “imprecisa”: “Sulla Costa Azzurra durante la tournée estiva del '73, mi dissero che tra il pubblico in sala c'erano i Pink Floyd, a cui non devo essere affatto 'dispiaciuta come artista se anni dopo, nel brano 'Saint Tropez' del loro 33 giri 'Meddle', arrivarono a cantarmi con queste parole: “...and you're leading me down to a place by the sea / I hear your soft voice calling to me / making a date for Rita Pavone”.
L'evidenza dell'errore è già nelle parole di Rita Pavone, che ricorda l'incontro con i Pink Floyd prima nel 1976 e poi nel 1973. “Meddle” fu pubblicato il 13 novembre 1971, quindi due anni prima della sua citata tournée del 1973, e non in seguito. Inoltre, nel box dei Pink Floyd ”Shine on”, pubblicato a cura della EMI nel 1992 (che comprendeva anche il cd “Meddle”) era contenuto un libro nel quale furono inseriti i testi originali dei cd contenuti nella confezione. A pagina 33, il testo di “Saint Tropez” con il suo giusto finale, cioè “later by phone”.
Il cd “Meddle” fu poi ristampato, qualche anno dopo, in versione remaster e con i testi riportati all'interno della copertina. Scontato ricordare che il testo riproponeva correttamente “later by phone”.
La causa di tutto questo è da ricercare in una raccolta di testi non autorizzata, ciclostilata, comparsa sul mercato italiano alla fine degli anni Settanta, all'interno della quale, nel testo della canzone “Seamus” (contenuta nel disco dei Pink Floyd “Meddle”, del 1971), la frase originale “Maken a date for later by phone” divenne “Maken a date for Rita Pavone”.
Il motivo di questo errore sta nel fatto che tutti i dischi dei Pink Floyd pubblicati prima di “The dark side of the moon” del 1973, dunque ”Meddle” compreso, non presentavano il testo in copertina; plausibile dunque un ascoltatore di lingua italiana avrebbe potuto interpretare la frase “lather by phone” come “Rita Pavone”.
In seguito l'Arcana Editrice pubblicò a firma di Walter Binaghi una serie di volumi con i testi originali dei dischi dei Pink Floyd, con tanto di traduzione a fronte, che riportavano erroneamente il testo incriminato (questi libri, a dire il vero, contenevano numerosi altri errori, opportunamente segnalati all'epoca - a più riprese - anche da alcune fanzine sui Pink Floyd).
Qualcuno già sospettò che il volume di Binaghi non fosse poi così preciso nella trascrizione dei testi: nella rivista mensile Stereoplay del febbraio 1979, nella recensione proprio al libro di Walter Binaghi “Pink Floyd” (Arcana Editrice, L. 3.200), il recensore Enzo Capua sentenziava: ”Mi sembra che questo libro sia ben congegnato (a parte un errore chiassoso nell'introduzione dove è scritto che "Interstellar overdrive" si trova su “A saucerful of secrets” e qualche ovvio dubbio su certe traduzioni)”.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.