Jovanotti e il video di 'Tutto l'amore che ho': interviene Paolo Soravia

Jovanotti e il video di 'Tutto l'amore che ho': interviene Paolo Soravia

Dopo la pubblicazione di questa notizia, abbiamo ricevuto da Paolo Soravia, produttore del video di Jovanotti "Tutto l'amore che ho", questa lettera, che molto volentieri pubblichiamo per intero.

Il video nasce da uno spunto di Lorenzo ed è frutto di molto lavoro e molta ricerca.
E' un racconto epico in chiave contemporanea in cui Lorenzo si trova a lottare contro una serie di avversità.
Dalla sua parte l’amore per la vita, l’amore per tutto, tutto l’amore possibile.
Abbiamo pensato ad un video crudo, anche violento, in forte contrasto con la canzone.
Abbiamo guardato decine di film analizzandoli, cercando riferimenti, citazioni e immagini per raccontare la nostra storia.
Quando si affronta un progetto così complesso è necessario condividere con tutte le persone coinvolte nella realizzazione dei riferimenti tecnicamente precisi.
Vi racconto come lo abbiamo costruito.
L'ambientazione è ispirata a film come “28 giorni dopo” di Danny Boyle, “Io sono leggenda” (remake di “Occhi bianchi sul pianeta terra”) di Francis Lawrence, “The road” di John Hillcoat; quel tipo di fantascienza che lascia intatte le città e le architetture ma le trasforma in scenari deserti, pronti ad ospitare i nostri peggiori incubi.




L’inseguimento, che cita apertamente un capolavoro come “Duel” di Steven Spielberg, è il primo inquietante segnale di quello che accadrà di lì a breve.





L’inseguimento culmina con un incidente inatteso. Volevamo ottenere grande realismo e che la scena fosse un pugno nello stomaco. Avevamo vive in mente le sequenze di “Ladro di orchidee” di Spike Jonze e di “Non è un paese per vecchi” dei fratelli Cohen, in cui si vedono incidenti molto realistici.










Subito dopo compaiono 3 ceffi. Chi sono e perché vogliono menare Lorenzo non importa, ma lui reagisce.
In questa scena si introduce un elemento importante presente da sempre nella storia di Jovanotti e nella sua videografia. La danza.
La danza nel video aggiunge un elemento musicale, surreale e poetico. Citando un testo di Lorenzo: "Si danza prima del sesso o di un combattimento, si danza per riscaldarsi dal freddo che fa, si danza per imitare il lavoro del vento, si danza per invocare la fertilità".
La scena di “Valzer con Bashir” di Ari Folman in cui un soldato danza sotto il tiro dei cecchini è uno degli spunti di partenza per tutto il progetto e come nel video “Solitude in bliss” realizzato dai Megaforce ci viene mostrato ottimamente come fondere drammaticità e leggerezza creando una sensazione straniante.





Dopo aver tentato di fronteggiare un lupo affamato in maniera “francescana” Lorenzo capisce che non sta funzionando e scappa sfondando una porta. Con sorpresa la porta si apre su un tetto. La sparatoria che segue è violenza gratuita trasformata in grazia con l'’uso dello slow motion di John Woo, e un riferimento a Matrix.
La scena in cui Lorenzo spara con le dita e colpisce i suoi aggressori è costruita come una scena dell’action movie "Crank" in cui Jason Statham spara con le dita mentre un cecchino colpisce realmente I suoi aggressori. Una perla dall’effetto poetico in un film apparentemente di serie B. Ce ne siamo innamorati subito.




















Il salto nel vuoto per entrare poi nella finestra è ispirato a "Bourne Ultimatum" ma è un cliché presente in molti film d’azione.
Le moto nascono dalla forma della location e dalla presenza di una bella scala.
Nella scena finale Lorenzo danza tra le auto che esplodono. E' il culmine della storia, il momento in cui sembra finalmente dominare la situazione. La danza scomposta tipica di Lorenzo è sorprendente in questo contesto.
Un lavoro così ricco di riferimenti, molti dei quali già individuati dai fan più attenti su Youtube (che ne hanno anche trovati altri che nemmeno noi immaginavamo) non si può ridurre a "scopiazzatura" è una considerazione ridicola.
Fortunatamente ai più sembra “solo” un bel video che da un’interpretazione originale al senso della canzone e offre una versione inedita di un Jovanotti sognatore come sempre, ma disposto a tutto in nome dell’amore.
Per noi, che abbiamo lavorato alla sua realizzazione, rimane un’esperienza potente e un caso distinto nella videografia italiana, soprattutto in quella mainstream.
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