Giuditta Guizzetti, in arte YuYu giunge all'esordio discografico sulla lunga distanza: dopo il successo di “Mon petit garçon”, la canzone e il singolo omonimo che da hostess di volo l’hanno fatta diventare una delle rivelazioni del 2002, è uscito da poco un album omonimo. Abbiamo colto l'occasione per farci raccontare storia, passioni e progetti.Ti ricordi come è cominciata questa avventura?
Quando mi hanno detto che ‘Mon petit garçon’ era stata scelta come colonna sonora per la pubblicità della Lancia Y, io ero in aeroporto, nella saletta dell’equipaggio, in attesa di partire per Barcellona; mi sono sdraiata sul divanetto e sono rimasta lì immobile, al punto che il mio comandante mi ha domandato se non mi sentivo più di volare. Dopo quel giorno ho volato, per mestiere, ancora per due mesi, ma da allora vivo perennemente... con la testa tra le nuvole”.
Una vita al seguito di un padre diplomatico, tante esperienze di vita, tante conoscenze. Eppure nelle canzoni del tuo primo album parli solo d’amore.
Parlo di diverse sfaccettature dell’amore perché ho vissuto tante storie e tanti tipi di amore diversi; l’amore non possibile, l’amore quando sei tu che lasci o quando vieni lasciata , l’amicizia amorosa. “Que je l’aime’” è sicuramente la canzone più autobiografica fra quelle incluse nell’album “Mon petit garçon”; io ho più bisogno di dare amore che di riceverne!
Hai viaggiato moltissimo fin da bambina, hai vissuto a lungo in America Centrale, ora abiti a Bergamo. Cosa porti con te dei posti dove vai, delle esperienze che fai o delle persone che incontri?
Tutto! Io vivo di ricordi, di sguardi, di sorrisi, di parole, di momenti belli ma anche di momenti brutti. Non butto via niente. Così faccio anche con gli oggetti; sono sommersa da souvenir dei posti dove vado, non potrei farne a meno.
Qual è tra questi oggetti quello a cui non potresti mai rinunciare?
I miei diari; dopo anni in giro per il mondo - per lavoro, come hostess e, da piccola, perché figlia di un padre con le valigie sempre in mano - non potrei mai separarmi dalle pagine su cui, quasi giornalmente, annoto tutto ciò che mi succede e che provo.
Ripercorrendo questi chilometri di inchiostro, qual è il luogo a cui leghi i tuoi ricordi migliori?
La Bolivia; dopo troppi anni trascorsi negli Stati Uniti conducendo una vita agiata, tra moda, vestiti e ogni genere di lusso, cinque anni fa ho scelto di trasferirmi in Bolivia per un anno, per fare volontariato con bambini da zero a otto anni; dopo i primi disperati pianti e il disagio iniziale, ho imparato, a contatto con la sofferenza e la povertà di questi piccoli, ad apprezzare anche i piaceri più semplici, un sorriso, uno sguardo… a sentirmi un po’ boliviana anch’io. Lì ho capito cos’è veramente l’amore, grazie a questi bambini e all’incontro con un ragazzo peruviano per il quale ho attraversato le Ande da sola; una storia d’amore che poi è inspiegabilmente finita ma che mi è rimasta dentro, e di cui parlo anche in “Amour toujours”.
Dalle trasmissioni televisive di maggior ascolto, come il Maurizio Costanzo Show, alla scalinata di Piazza di Spagna, a Roma, per “Donne sotto le Stelle”; quanto contano il tuo aspetto estetico e la tua capacità di “bucare il video” nel tuo successo?
Essere carina mi è servito, è indiscutibile. Ma non mi ritengo bella, casomai particolare; per questo punto sempre, per prima cosa, a propormi in modo semplice e non artefatto.
Semplice, ma con una voce sensuale e con modi molto accattivanti. Quanto rivedi di te Giuditta nel personaggio YuYu che interpreti?
Rivedo la mia fragilità e la mia timidezza. Rivedo la mia risata! Chiaramente nei balletti devi un po’ recitare, ma quando ci sono momenti solo strumentali, lì viene fuori come sono davvero; con tutto l’imbarazzo di essere su un palco e di non saper più che fare.
Quanto è difficile rimanere se stessi quando a 26 anni, in un attimo, ci si ritrova catapultati nello scintillante mondo dello spettacolo?
Personalmente non ho assolutamente cambiato il modo di vivere, i miei hobbies o le mie passioni. Nel tempo libero continuo, come prima, a fare indigestione di film e di musica di tutti i tipi, e passo le mie serate cucinando per gli amici. Adoro sperimentarmi ai fornelli con ricette sempre nuove!
Adesso fai la cantante; ma da bambina cosa sognavi di diventare?
Una hostess! E mentre facevo la hostess avrei voluto fare la cantante! Ora posso dire di aver realizzato tutti i miei desideri...
Agli Italian Music Awards del 2002 non ricevuto nessuno dei riconoscimenti che forse aspettavi, viste le nomination come “Rivelazione femminile dell’anno” e “Miglior artista dance”….
Per me è ancora tutto troppo un gioco perché potessi seriamente sperare in un premio di musica così importante. In ogni caso trovo che i Planet Funk siano davvero geniali!
E se domani questo bel gioco dovesse finire?
Ripartirò! Adoro viaggiare, ma, soprattutto, devo ancora trovare il mio habitat ideale!
(Chiara Pelizzoni)
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