Qualche mese fa Tony Hadley ha pubblicato il suo secondo album, costituito prevalentemente da cover, e si è fatto notare per una collaborazione con il gruppo dance Tin Tin Out. Il suo ritorno sulle scene, tuttavia, rievoca inevitabilmente le sue gesta negli Spandau Ballet, idoli delle teenager nello scorso decennio. Di questo, degli anni 80 e della caducità delle mode e delle musiche abbiamo parlato con il simpatico e altissimo cantante.
In poco tempo hai mostrato due volti: quello più attuale e dance con il gruppo Tin Tin Out, e quello "da revival" del tuo ultimo album.
Sì, con i Tin Tin Out mi sono trovato molto bene: abbiamo lavorato sodo e abbiamo fatto diversi spettacoli, compresi alcuni per il circuito "Night of the proms": alla fine abbiamo suonato per quasi mezzo milione di persone in due mesi. Penso che faremo altre cose in futuro.
Come ti sei trovato nel circuito dance?
Molto bene, cosa che ho visto si è verificata anche per alcuni miei "contemporanei" (Probabilmente allude a Boy George, N.d.R.). I Tin Tin Out sono ragazzi molto intelligenti, e la collaborazione si è rivelata molto interessante. In effetti, ho notato che la scena dance inglese è molto più estrema di quella italiana. E una musica tanto dura che nei clubs i Prodigy sono considerati un gruppo pop! Da voi invece la melodia ha ancora molta importanza, e può portare un brano dance nei Top Ten. Cosa che da noi è quasi impossibile.
E della attuale scena musicale in genere, cosa ne pensi?
La cosa che ho constatato è che negli anni 80 le canzoni erano costruite sulla melodia più che sul ritmo, e questo si rifletteva sia sul songwriting che sul canto. Credo che in quel periodo ci siano state molte belle voci. Poi abbiamo attraversato un periodo, nei primi anni 90, in cui la melodia è stata accantonata in favore del suono. Ora le cose vanno un po meglio...
Qualche nome ?
I Blur sono una grande band. Mi piacciono anche Space, Catatonia, e Robert Miles, che fa una dance basata sulla melodia. Non a caso è italiano.
Noto lomissione degli Oasis.
Stavo parlando di pop bands. Gli Oasis sono un gruppo rock, guidato da una persona molto intelligente.
Parliamo di Spandau. "Through the Barricades" è tuttora piacevole da ascoltare. Come mai dopo il disco della vostra maturazione tutto è cominciato ad andare a rotoli?
"Gli ultimi tempi non sono stati molto piacevoli. Anche se siamo rimasti insieme per un po, sapevamo che qualcosa non funzionava più. Dopo il tour di "Barricades" ci prendemmo una pausa. Quando ci ritrovammo per scrivere "Heart like a sky", che sarebbe stato lultimo, qualcosa era finito.
Beh, che cosa?
La gente cambia. Quando formi una band, vuoi avere successo con i tuoi amici e vuoi suonare la tua musica. Poi se va bene, diventi famoso e cominci a veder girare un sacco di denaro. E viene il momento in cui non ti senti più in una squadra, non ti senti più costretto a misurarti con tutto quanto... Non è come nel calcio, in cui cè un campionato che ricomincia da zero. Se hai vinto significa che sei diventato ricco e invidiato, e quando qualcuno ti dice "faremo questo", o "dovresti fare questaltro", tu pensi "Ehi, io faccio quello che voglio, posso permettermelo". La nostra separazione è stata lunga e penosa. Nessuno lo diceva, ma nessuno era più contento di stare nella band".
E quindi...
E quindi è stato così deprimente fare il nostro ultimo album che mi sono preso un lungo periodo di vacanza. Ho anche pensato di lasciar perdere la musica e dedicarmi a qualcosa di completamente diverso. Poi ho cominciato a rimettermi in pista: ho fatto un disco, ma non era veramente rappresentativo di me. Il che mi ha fatto doppiamente male. Il mio contratto discografico però non era molto elastico, cosi mi ci sono voluti anni per liberarmene. In seguito ho formato una mia etichetta, ho sistemato un po gli affari, ho interpretato un film e ho incontrato i Tin Tin Out. Sono cresciuto e più consapevole. E sto scrivendo canzoni: lanno prossimo inciderò un disco. Stavolta di canzoni scritte da me. So bene che per molto tempo sarò lex frontman degli Spandau Ballet, ma io vorrei avere unaltra possibilità di mostrare quanto sono capace di fare come cantante e come autore, e non tutto questo è finito con gli Spandau Ballet. Non so se ce la farò, ma per me la musica è ancora molto importante, e mi piacerebbe fare cose buone. Se venderò dieci milioni di copie sarò felicissimo, ma anche se ne venderò mezzo milione".
Ma perché un "cover album"?
La mia intenzione iniziale era di fare un concept album con pezzi miei. Ma le persone con cui mi sono consultato mi hanno detto: "Perché non ti riproponi gradualmente, prima come Tony Hadley, luomo con la voce, e poi come autore, per preparare il pubblico?" Allora ho cominciato a pensare a un disco di tributo come "Pin Ups" di David Bowie, per non tornare di botto allattenzione del pubblico, per rendere il ritorno più soft. Sì, aveva un senso. Onestamente sarebbe stato più facile fare un album di canzoni mie, perché mi sono imposto canzoni come "Woman in chains" dei Tears for Fears, che è una delle canzoni più difficili per un interprete. Ci ho dovuto lavorare un sacco, così come su altre canzoni.
Ma la maggior parte delle canzoni è degli 80s, e questo renderà inevitabile associarti al passato. Era difficile trovare canzoni più recenti?
Me lo hanno già fatto notare, ma io ho semplicemente scelto canzoni che amavo. Forse le canzoni dei 90s sono troppo recenti e non mi sono ancora entrate nel cuore come "Save a prayer" o "Woman in chains", una delle più belle canzoni mai scritte, insieme a "Wonderful life" di Black.
La tua versione di "Wonderful life" è molto personale.
Ho sempre pensato che larrangiamento originale era un po troppo spensierato rispetto alle liriche molto tristi. La mia versione è un po più malinconica.
Quali canzoni degli anni 90 includeresti in un eventuale secondo "cover album"?
Mi piace molto "Missing" degli Everything But the Girl, anche se è un pezzo di qualche anno prima che nel 1994 hanno rilanciato con il Todd Terry remix. Potrei interpretare qualcosa di Robert Miles e - ah, ecco, "Universal" dei Blur. Quel pezzo è un grande classico. Anche lultima dei Take That non era male, "Back for good".
Spandau Ballet, Duran Duran, Depeche Mode, Wham. Avete scritto canzoni bellissime e tra voi cerano autori di grande talento, ma la critica vi detestava perché piacevate alle ragazzine e perché vi esprimevate con i video e con un "look". Ricordo che voi tenevate a precisare di avere una coscienza sociale, mostrando la tessera del partito laburista. Soffrivate molto per questa immagine?
Beh, come credo tu sappia, i giornalisti scrivono un po quello che gli gira... Tuttavia devo ammettere che cè stata una cosa che noi abbiamo fatto senza pensare che ci stavamo tirando la zappa sui piedi, ed è il discorso della moda, dei vestiti e delle pettinature. La cosa faceva parte del tutto, ricordi il movimento "new romantic"? Allinizio il look ci aiutò ad attirare lattenzione e a spiegare cosa eravamo, è innegabile. Peraltro, dal beat al punk, lo hanno sempre fatto tutti. Invece oggi la cosa sembra in parte rientrata. Purtroppo prima o poi una moda diventa fuori moda, se non sei veloce ad adeguarti. E noi non abbiamo avuto il tempo di farlo.
Vedi qualche affinità tra voi e le boy-bands di oggi?
Non molte. Noi, i Duran Duran e i Depeche Mode non ci siamo incontrati a unaudizione, ma a scuola. Non ci hanno messo insieme i managers o le case discografiche. Non ci siamo impratichiti in uno studio discografico ma nei pubs e nei clubs".
Come hai reagito al campionamento delle tue canzoni?
Ne ho sentiti diversi, il migliore lo ha fatto P.M.Dawn. Devo dire che non mi piace molto questa routine. Ogni giorno accendo la radio e mi chiedo quale vecchia canzone sto per sentire in versione rap. Mi chiedo quale soddisfazione possa dare a un artista questo tipo di operazione che non è esattamente un lavoro da interprete. Raramente una rap cover permette a chi la interpreta di restare a galla a lungo. Non cè creatività, anche perché con il sampling non cè un nuovo arrangiamento. Raramente si aggiunge qualcosa al vecchio pezzo. Ma le case discografiche dicono che questo tiene vivo il repertorio e gli autori di quelle canzoni. Quindi se un giovane rapper sconosciuto riprende la canzone di una star un po in disarmo, e la canzone ha un certo successo, la cosa permetterà sia a lui che al vecchio interprete di respirare... Così il giovane cantante finisce col dire: "Vaffanculo, facciamolo". E una di quelle frasi che si dicono prima di un crimine...