Mark Knopfler come cantante leader, autore e chitarrista dei Dire Straits, è stato lartefice di alcune fra i maggiori successi discografici di tutti i tempi. Ha composto e registrato le colonne sonore per "Local hero" di Bill Forsyth, "Cal" di Pat OConnor, "La storia fantastica" di Rob Reiner e più recentemente, la versione cinematografica di "Ultima fermata Brooklyn" di Ulrich Edel. Sono sue le musiche di "Metroland", con Richard Bennett alla batteria, Jim Cox e Guy Fletcher alle tastiere, Glen Worf al basso, Chad Cromwell alla batteria, Chris White al sassofono e Steve Sidwell alla tromba, registrate negli studi di Basing Street di Londra, dove esattamente venti anni prima aveva registrato uno dei più grandi successi dei Dire Straits, "Sultans of swing", che è anche in "Metroland".
In passato hai detto che dopo lultima colonna sonora non avresti sicuramente ripetuto quellesperienza. Ciò nonostante hai accettato questo incarico e completato il lavoro in appena 11 settimane. Come mai?
Quando sono stato contattato per scrivere la colonna sonora di questo film, la mia prima impressione è stata che il racconto di Julian Barnes, che avevo già letto, non fosse propriamente adatto per il cinema. Adrian Hodges ha invece fatto un ottimo lavoro sulla sceneggiatura. Quando ho visto il film ne sono rimasto catturato. Possiede molto fascino. Ho pensato che il cast fosse molto elegante e la recitazione molto suggestiva. Mi è sembrato che non avesse dei punti deboli. Rappresenta il tipo di cinema che vorremmo venisse prodotto più spesso.
Deve essere stato un lavoro molto faticoso, quello di comporre una colonna sonora di un film ambientato tra due diverse nazioni e culture, e per giunta in un arco di tempo che copre quasi ventanni di storia.....
Sì, ma come autore è stata una bella sfida. E un film molto inglese, ma allo stesso tempo molto francese, così si è reso necessario trattare le due culture. Cè un po di tutto nel film, e certamente lAmerica ha colonizzato entrambe le culture in fatto di musica. E poi ci sono queste piccole pietre miliari in termini di fonti musicali, dischi come "Strangers on the shore", il cui riverbero attraversa lintero film.
Il periodo in questione - dagli anni 60 agli anni 70 - è stato importante per te dal punto di vista musicale? Ci sono dei punti di riferimento ai quali ti sei rifatto nella realizzazione della colonna sonora?
Effettivamente ho trascorso la mia vita assorbendo la musica che va dal 1920 in poi, quando si materializza lispirazione raramente sono in grado di identificare la sua origine. Per quanto riguarda questa colonna sonora, sarebbe stato facile realizzarla estraendola da qualche musica originale degli anni 60 e 70: io invece sentivo che la musica doveva avere una sua precisa identità. E quando si lavora al buio, il fatto che il regista abbia unidea chiara di quello che vuole fa la differenza. Philip (Saville) è stato un grande aiuto nellindividuare allinterno del film i punti in cui la musica dovesse iniziare e finire. Il suo istinto per la musica è straordinario, sa esattamente dove la vuole, e il 99% delle volte non sbaglia una nota.
Questo tipo di visione di insieme è molto utile. E sono rimasto anche estremamente impressionato dal cast. Mi riferisco a tutti coloro che hanno partecipato al film, sono eccezionali.
Durante il procedimento creativo di una colonna sonora, sviluppi temi musicali diversi per ogni singolo personaggio?
Sì, cè la musica di Chris, e la musica di Marion, e cè certamente la musica di Annick... ho cercato di unirle tra loro e di evitare di far prevalere un tema musicale affinché lo spettatore non si stanchi. La musica in un film ha uninteressante funzione psico-acustica... tu puoi capire cosa sta per accadere o puoi concentrarti su quello che sta accadendo, il più lieve riferimento musicale può cambiare ciò che tu stai guardando. La musica è un campo misterioso, dove hai libera scelta e niente è necessariamente imposto. Ma quando le scene non funzionano non si può ovviare con la musica. Alcune cose poi sono lasciate in sospeso e non sempre puoi afferrarle nella melodia. Alcune volte si altera larmonia, altre volte si evidenziano determinate cose. In certe occasioni ciò che cerchi è un accompagnamento appena accennato nellintento di andare incontro alla visione del regista e di aiutarlo. Non vuoi far distogliere lattenzione dalle immagini. Non vuoi che il pubblico dica "che musica meravigliosa", ma desideri solo che la scena sia ricordata.
La musica aiuta comunque ad amare i personaggi e le performances degli attori...
Certamente! In molti passaggi Toni è il rovescio di Chris. Io vedo ciò che essi rappresentano: due parti dello stesso personaggio. Ma tu riesci ad amarli, sì. Io li amo tutti, non solo i personaggi principali, ma anche i proprietari dei bar, o i pendolari. Questo significa che gli attori e il regista sono riusciti nel loro intento, hanno avuto successo.
Avendo smesso per un certo periodo di comporre colonne sonore, hai trovato "Metroland" unesperienza rigenerante?
Sì, assolutamente. Lo è stata, mi vergogno quasi a dirlo. Penso anche che sto iniziando a non sentirmi così intimidito da questo lavoro, credevo di essere molto più insicuro. Non mi sono mai divertito così tanto nel preparare un film come questa volta. Così mi è venuta lidea di ritornare a lavorare per il grande schermo. Ora pnso che se ci fosse unaltra opportunità come questa, la coglierei immediatamente. Non resta che aspettare e vedere.
Sembra che questo sia il tipo di film per il quale in futuro si auspica di realizzare una colonna sonora, quindi qualcosa di diverso da un "Batman"...
Sì. Lidea che ho io di un buon film è qualcosa come "La mia vita a quattro zampe" di Lasse Hallstrom, un film che è più positivo che negativo, più umano che disumano. Pur essendo un appassionato di libri, ritengo che uscendo da un cinema puoi dire: "Mio Dio, la macchina da presa a volte può raccontare una storia come un libro non potrebbe fare". Anche se spesso, quando esci, pensi: "Meglio il libro!". "Metroland" invece, così come è accaduto con "Shine", riesce a trasmetterti unispirazione e a farti pensare: "La macchina da presa è riuscita a catturare quello che le parole stampate non avrebbero mai potuto fare".