I giornali hanno già parlato del fatto che "L'odore del sesso" non è uno dei tuoi testi più riusciti, eppure ha vinto il premio che decreta qual è la canzone più “poetica” dell'anno. In fin dei conti come reagisci a questa cosa? Ti imbarazza? Come la giustifichi?
A me hanno detto che stavano consegnandomi un premio alla carriera, i dettagli non è che li conoscessi benissimo. Alla fine quello che mi sembra importante è che io sono uno che racconta cose concrete, più in prosa che in poesia. Oh: con questo non voglio dire che non sono contento di aver vinto. Comunque se tra tutti i brani che ho scritto dovessi citarne uno che contiene un concetto importante, direi senz'altro "Leggero".
In che senso?
Contiene messaggi forti, ma ha un'aria... leggera. Io impazzisco per le canzoni che hanno una forza tale da riuscire a infilarsi nelle cabine delle docce, nelle case della gente. Canzoni così sono di quelle che continui a canticchiare, di quelle che non riesci a toglierti dalla testa. Sono canzonette, eppure magari dentro hanno mesaggi fondamentali. Secondo me il senso del mio mestiere è un po' questo: riuscire a fare musica così.
A parte ciò, tu sei uno che ultimamente non ha grossi problemi: sei un protagonista riconosciuto della scena musicale, hai scritto un libro che è andato bene, hai fatto un film di successo, stai patrocinando una radio online.
Non che tutto questo sia fondamentale, e non è la solita frase detta tanto per dire. La fama è un'arma a doppio taglio, e rischia di essere una gran rottura. La nostra società ci trasmette messaggi sbagliati, e ce n'è uno più sbagliato di altri: quello secondo cui la felicità è legata al successo e alla fama. Non è affatto vero. La fama è quella cosa che ti spinge a fare cose che altrimenti, di tuo, magari non faresti. Sei chiamato a interpretare ruoli che non sono i tuoi. Devi anche avere la forza di rifiutare cose a cui non ti senti vicino, in cui non ti riconosci.
Come per esempio?
Come per esempio quando ti chiedono di fare da testimonial per una campagna contro l'ecstasy, e tu non te la senti. Io in quel ruolo lì non mi sento credibile. Anzi, secondo me se io mi metto a dire "Ragazzi, non prendete le pasticche" quelli mica mi danno retta. Paradossalmente, forse è la volta buona che si mettono a prenderle. Invece ci sono altre cose che vanno portate avanti.
Spiegati...
Se c'è un progetto a cui tu tieni molto è giusto che tu difenda le tue idee. Che tu utilizzi anche la tua popolarità per sposare una causa. Come nel caso di "Il mio nome è mai più", che abbiamo fatto l'anno scorso con Jovanotti e Pelù. Quella a noi tre era parsa un'operazione limpida, e l'abbiamo portata avanti al meglio che potevamo. Ma poi ci hanno accusato di strumentalizzazione...
Comunque al momento le soddisfazioni non ti mancano. Che cosa farai nei prossimi mesi, finito il tour estivo?
Vorrei starmene un po' fermo. Non sembra, ma dieci anni passati realmente sotto i riflettori stancano molto. Mi piacerebbe riposarmi e condurre una vita normale, come le altre persone. Tutto sommato ho fatto quello che volevo, e anche di più. Ora mi piacerebbe stare calmo e tranquillo. Chissà se ci riesco...
Non farai altri film? "Radiofreccia" era piaciuto tanto...
Credo che quella di "Radiofreccia" fosse davvero l'unica idea adatta al cinema che io abbia mai avuto, e che mai avrò. Conoscevo molto bene il mondo delle radio, e anzi di “quelle” radio. Le radio degli anni '70. Con il film mi sono tolto uno sfizio. Per carità, ho lavorato seriamente: ora però basta. Ora voglio riposarmi, starmene a casa.
A casa tua. Nel tuo territorio..
Sento molto questa cosa del territorio, per me che sono un emiliano il senso di appartenenza alla zona in cui sei nato è molto forte. A volte vado in giro per il mondo, sia fisicamente che con la mente. Magari rischio anche di perdermi. Poi c'è qualcosa che mi riporta alle mie storie e mi dice: "Scusa, torniamo a casa." In fondo io sono la fotografia e il ritratto di quello che ho fatto e di quello che ho vissuto. Della mia Emilia, dei piccoli locali in cui per anni, prima di pubblicare il primo disco, ho vissuto: e che mi sono serviti come valvola di sfogo, in un periodo in cui avevo tanta voglia di farmi sentire.
Quindi la tua priorità ora è il relax.
Il relax, e magari anche il raggiungimento della felicità. Che, come si sa, è una roba che ti arriva addosso quando meno te l'aspetti.