Nel 1997 erano i supporters del tour di Ligabue e aprivano il concerto degli U2 a Reggio Emilia. Tre anni dopo, con una formazione leggermente modificata, un nuovo disco, una grande casa discografica alle spalle e tanto entusiasmo, tanta energia, tanta voglia di portare in giro la loro musica, ritroviamo i SETTEVITE protagonisti dei più importanti Festival estivi, a dividersi il palco con le più grandi star della musica nazionale e internazionale.
I SETTEVITE ci raccontano - anche in streaming all'indirizzo http://streaming.rockol.it - di questi tre anni intensi, vissuti fino in fondo: le esperienze che fanno maturare, crescere, l’emozione delle esibizioni live, l’importanza di contare su un gruppo unito, le collaborazioni con amici importanti…Ragazzi, quest’estate si preannuncia densa di appuntamenti di tutto rispetto. Siete tra i protagonisti dei più importanti Festival estivi e suonate fianco a fianco con le più grandi star della musica nazionale e internazionale… Una bella vetrina per la vostra musica…, e una grande emozione!
JAN: E’ stupendo. Un’emozione grandissima. Per noi…veramente, suonare in queste situazioni è fantastico, bellissimo… Come però è bellissimo anche suonare nei locali, dove hai più tempo, ti rilassi di più, fai il tuo bel soundcheck, c’è la gente che viene a conoscerti, che bene o male viene apposta per te… Insomma, sono due realtà diverse ma entrambe bellissime! Noi diciamo sempre che i concerti sono la nostra vita, sono la nostra casa… anzi, di più, noi facciamo i dischi per andare a suonare dal vivo! Giusto?
LEILA: Giustissimo! E poi la cosa più importante per noi è proprio il rapporto con il pubblico. Insomma, noi suoniamo dal vivo non solo perché ci piace sentire la mia bella voce piuttosto che il suo basso…, anzi, di questo non ce ne frega niente…, la cosa importante è avere un’interazione con il nostro pubblico. Oggi, qui fuori, i ragazzi hanno saltato di brutto, cantavano le nostre canzoni, io sono soddisfatta anche solo di questo. Già soltanto il fatto di salire sul palco e vedere la gente che è lì per te, che si è fatta un mazzo così per venire, per ascoltarti… ecco, secondo me questo è fondamentale….
JAN: Grazie a tutti quelli che c’erano oggi. Davvero…è stato bellissimo!!
Non so se avete già avuto modo di incrociare nel backstage Alanis Morisette i Nine Inch Nails o gli Skunk Anansie… So che sono tra i vostri artisti preferiti e oggi avete l’occasione di conoscerli… Chi in particolare siete ansiosi di incontrare? Cosa vorreste dirgli, avvicinandoli?
JAN: Magari andar lì a dirgli qualcosa no, magari li si incontra e ci si presenta semplicemente… L’emozione vera, per me, è vederli dal vivo, tutti insieme… Vedere la Morissette e gli Skunk Anansie uno dopo l’altro e poi i Nine Inch Nails che pure sono un gruppo grandissimo è bellissimo! Poi ci sono anche gruppi italiani che rispettiamo tantissimo, bravissimi… Adesso per esempio stanno suonando i Verdena e, insomma… ora scappiamo per andarli a vedere! No, davvero, sono fortissimi, tutti!!
LEILA: Per quanto mi riguarda sono una fan accanita degli Skunk Anansie. Li ho visti già quattro volte dal vivo e vederli una volta ancora di certo non mi dispiace. Però chi voglio vedere veramente è la Morrisette… Non tanto conoscerla di persona perché…credo che potrei anche svenire!! No, davvero, vorrei vederla dal vivo perché mi hanno detto che è un’emozione grandissima. E poi…uno dei vantaggi quando fai questi festival è proprio che hai un PASS e con il pass puoi avvicinare i tuoi idoli e conoscerli… e parlargli… Uno lo fa anche per il pass…anzi, ammettiamolo, fondamentalmente per il pass…
Il 6 giugno è uscito il vostro secondo album “SOTTOVUOTO”… Sono passati quasi tre anni dal primo lavoro, un periodo piuttosto lungo. Siete cresciuti, maturati, adesso avete alle spalle una casa discografica importante… Com’è cambiata il vostro modo di fare musica?
JAN: Innanzi tutto sono cambiate due persone del gruppo e questo inevitabilmente ha inciso sul nostro modo di fare musica. Poi siamo maturati tantissimo…, più che con il primo disco è stato il tour che ne è seguito ad arricchirci davvero. E’ il contatto diretto con il pubblico che insegna tanto… Considera anche che noi, prima di questo disco, ci eravamo esibiti un po’ in giro per locali ma solo in Lombardia e in Piemonte… Con il primo tour invece siamo andati a suonare in varie parti d’Italia e questo ci ha dato modo di conoscere tante persone e valutare i diversi impatti che la nostra musica aveva da città a città… Esibendoti dal vivo impari a captare immediatamente quel feeling che ti dice se il pezzo piace o non piace e molte delle cose che sono cambiate nei Settevite, molte delle cose che abbiamo voluto cambiare nella nostra musica, l’abbiamo proprio fatto in base alle reazioni del pubblico che avevamo avuto modo di registrare durante il tour… Io non so come facciano gli artisti dance a fare i dischi senza valutare le reazioni della gente. Per me è molto importante, mentre suoni, guardare in faccia le persone e cercare di capire al loro primo ascolto quello che provano nel sentire le tue canzoni… Anche perché, bene o male, chi fa dischi lo fa per comunicare, per confrontarsi con la gente, altrimenti si potrebbe restare chiusi nella propria saletta di registrazione a comporre e si sarebbe soddisfatti comunque…
Come dicevi prima, I SETTEVITE di oggi non sono quelli degli inizi. Due componenti storici della prima formazione, Vale e Luca, hanno lasciato il posto a Tato e Andrea… Mi pare però che la sintonia raggiunta all’interno del gruppo sia perfetta. Mi chiedevo quindi perché non avete ufficializzato il loro ingresso nella band… Perché la grafica del nuovo CD non include anche i loro “disegnini” e i loro nomi?
LEILA: Semplicemente perché loro non sono entrati nella composizione del disco, sono arrivati successivamente. Chi ci ha veramente dato una mano come fratelli, come grandi amici, per comporre questo disco quando ci siamo trovati un po’ a terra perché eravamo senza batterista e chitarrista sono stati Tommy Massara (degli EXTREMA) alla chitarra e Mario Riso (dei MOVIDA) alla batteria. Sono stati loro che ci hanno aiutato a completare il disco poi, successivamente, sono entrati Tato e Andrea… Ma quando il progetto grafico era già in ballo loro praticamente non esistevano, non avevamo ancora iniziato a suonare insieme. Era già tutto partito quando sono arrivati. E poi, magari con loro ci saremmo trovati subito bene, come è successo, ma poteva anche capitare che dopo un mese scoprivamo che non c’era feeling… ed era inutile quindi mettere in moto tutta la macchina organizzativa per coinvolgere delle persone con cui poi non avremmo instaurato un vero rapporto continuativo… Allora abbiamo aspettato, ma adesso come adesso possiamo tranquillamente dire che loro sono a tutti gli effetti parte integrante del gruppo. Naturalmente verranno “regolarizzati” a partire dal prossimo disco…
JAN: Sì, in effetti loro sono entrati nel gruppo dopo che il disco era già finito, quindi non aveva senso tirarli dentro, anche se, nei limiti del possibile, ci abbiamo provato. Per esempio nella foto (che non era ancora stata fatta quando sono arrivati), ci sono anche loro. Nel disco hanno suonato Tommy e Mario, il disco l’abbiamo composto con loro. Comunque è ufficiale: da questa estate Tato e Andrea entrano nel gruppo, a tutti gli effetti! C’è anche da dire che la scelta è stata lunga, difficile, perché noi siamo un gruppo, siamo sempre stati un gruppo che si basa sull’amicizia, ed è per questo che ci siamo presi un po’ di tempo, abbiamo scelto con cura le persone…, perché per noi, al di là di come uno suona, è l’aspetto umano che conta… e con Andrea e Tato veramente abbiamo subito trovato questa intesa. Non sono i primi che hanno suonato con noi. Ci sono stati altri ragazzi prima, con cui però non c’era questo feeling che invece con loro si è instaurato immediatamente e ora siamo davvero felici di essere tornati in cinque. Inizialmente, ti confesso che il fatto di essere rimasti in tre ci aveva un po’ rattristato e anche un po’ spaventato, diciamo la verità… Perché vedi, il bello di essere un gruppo è che nessuno ha tutte le responsabilità addosso ma si divide tutto, dalla fase della composizione agli sbattimenti stupidi come caricare e scaricare il palco… Essere tornati in cinque veramente ci fa respirare un’aria bellissima. Adesso per esempio siamo in giro da quattro giorni, dormiamo fuori insieme, anche nei posti più impensati, o non dormiamo affatto, come stanotte che siamo venuti da Napoli fin qui senza chiudere occhio… Ci riteniamo davvero fortunati di aver incontrato due nuovi, veri amici sulla nostra strada e di esser riusciti a ricreare quest’atmosfera di gruppo che per noi è fondamentale per lavorare bene…