Dopo il Monza Rock Festival, l'inquieta cantantessa americana si racconta...

Alanis Morissette accoglie RockOl nel backstage del Monza Rock Festival, nel suo camerino ornato con teli orientali. E’ in giro da lungo tempo, la cantante canadese, ma non rinuncia a portarsi dietro i segni di ciò che più l’ha cambiata negli ultimi anni. “Thank you India”, cantava in “Thank you”, dal suo secondo album “Supposed former infatuation junkie”, pubblicato quasi due anni fa. Era la prima uscita dopo il successo multimilionario di “Jagged little pill” e dopo un viaggio in quella terra. Da allora Alanis è stata in giro per il mondo con un tour quasi infinito e ha pure avuto il tempo di pubblicare un live “acustico”, il famigerato “Unplugged”. Ci siamo fatti raccontare un po’ di cose al proposito, che potrete ammirare anche sul canale streaming di Rockol, all'indirizzo http://streaming.rockol.it. .

Sei stata in tour per un anno quasi filato. Che cosa ti è rimasto più in mente di quest’anno, quali sono stati momenti più belli?
“A dire la verità la prima parte del tour l’abbiamo finita verso natale, a Portorico, poi ci siamo presi un po’ di pausa. Quando sei in tour non riesci a vedere granché delle città in cui sei, ma per quello che ho potuto, ho cercato di cogliere un po’ delle culture dei posti in cui sono stata, e questa è sempre un’esperienza fantastica. “

L’anno scorso Hai pubblicato un disco dal vivo “unplugged”. Come è nato questo progetto?
“Tutto è nato dal fatto che giravano voci che MTV stesse per chiudere la serie degli Unplugged, girando ancora quattro o cinque concerti. Mi hanno detto che avrei potuto fare uno di questi ultimi concerti ed ho accettato. Ma poi è venuto fuori che lo show sarebbe continuato…”

Ti piace suonare musica acustica?
“Si, mi piace soprattutto l’idea di scomporre le canzoni nella loro forma più semplice e pura.”

Dal vivo, quindi, ti piace molto cambiare le tue canzoni... Per esempio, la versione di “You oughta know” che suoni in concerto è molto diversa da quelle che hai inciso in studio. Questi cambiamenti riflettono in qualche modo il mutare del tuo approccio alla musica negli anni?
“La musica riflette il momento. Io non voglio più suonare qualcosa che è lo specchio di un momento che è passato e nel quale non mi riconosco più. Di quella canzone ora suono una versione che è il risultato di diversi anni di musica: il tempo passa…”

Come hai scelto la cover di “King of pain” dei Police per l’ “Unplugged”?
“E’ stata una cosa dell’ultimo minuto. Il mio tastierista stava suonando, e la melodia che veniva fuori mi ricordava l’intro di quel brano dei Police. Mi sono messa a cantarla, ci siamo guardati e abbiamo sorriso e abbiamo deciso di farla per intero.”

Di quel brano, cantandolo, hai cambiato leggermente le parole: nell’ultimo ritornello è diventato “Queen Of Pain”? Come è venuta fuori questa modifica? Hai voluto adattare la canzone a te stessa?
E’ stato una modifica un po’ ironica… Ci sono periodi della vita in cui vedi tutto in modo pessimistico, sei più arrabbiata, e quella canzone li rappresenta bene….

Nell’ “Unplugged” hai anche inserito alcuni brani inediti…
“Si tratta di canzoni che originariamente dovevano finire su “Supposed former infatuation junkie”, ma alla fine non ce l’hanno fatta, perché il disco stava diventando troppo lungo. Così abbiamo deciso di riutilizzarle per quel disco. “

Tu sei stata una dei primi musicisti a credere nella musica digitale, siglando un patto con MP3.com. Che cosa ne pensi ora? Pensi che sia qualcosa di potenzialmente valido o che sia un pericolo?
“Io credo di essere il genere di persona a cui continuerà a piacere l’idea di fare dischi in un modo tradizionale. Le nuove tecnologie informatiche, come tutte le tecnologie, hanno lati positivi e negativi. Le questione dei diritti d’autore non sono ancora state chiarite: credo che bisognerà studiare dei modi nuovi per proteggere gli artisti.”

Cosa pensi della polemica su Napster?
“Credo che l’idea alla base sia geniale. Ma credo che ci debba essere un modo per proteggere gli artisti che scrivono e creano, soprattutto quelli ad inizio carriera.”

Cosa farai ora? Ti prendi una pausa, inizierai a lavorare al nuovo disco?
“Tutte queste cose: finirò il tour è scapperò da mio nipote. Poi dopo inizierò a scrivere il nuovo disco.”

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