In altri tempi, Maxim sarebbe stato definito un “dark”. Il rapper dei Prodigy è un tipo alquanto oscuro: lunghe trecce rasta, occhiali da solo vestiti neri… Ma la musica che fa non ha nulla a che vedere con Cure e soci. “Hell’s Kitchen”, il suo album di debutto solista in uscita ad ottobre, è un mix di diversi stili, da rock al r n’b all’hip hop. Tra tutti i brani spicca la ormai nota “Carmen Queasy”, incisa in duetto con Skin degli Skunk Anansie, Maxim ha fatto una rapida comparsata al Monza Rock Festival per eseguirla sul palco insieme alla cantante. Ecco l’intervista, realizzata in quell’occasione nel backstage e visibile anche sul canale streaming di Rockol, all’indirizzo http://streaming.rockol.it.. Come è nata la collaborazione con Skin su “Carmen Queasy”?
“Ci conoscevamo da tempo. Lavorando al disco avevo due o tre brani ancora strumentali, glieli ho mandati. Gli ho chiesto se voleva lavorarci. Lei mi ha detto di sì. Ha scritto la melodia e le parole di un brano, io ho scritto la mia parte, ho aggiunto il giro di chitarra è così nato il tutto.”
Questa canzone ha che fare con il vendersi al music business…
“Parla di gente che farebbe di tutto pur di avere successo… Il music business è uguale ad ogni altro business: ha a che fare con i soldi… “Carmen Queasy” parla anche di ciò con cui dovrebbe avere a che fare la musica: la creatività. La musica oggi è spesso un prodotto, e va bene. Ma ci vuole anche musica vera.”
Quando hai deciso di suonare il brano dal vivo insieme agli Skunk Anansie?
“Questo è un brano del mio disco; in questo disco ho collaborato con gente che rispetto. Originariamente dovevamo suonarla a Glastonbury; Skin mi aveva chiamato e per questo rispetto lei e gli Skunk, visto che loro non erano coinvolti, hanno dovuto imparare la canzone.”
Avete un video molto fisico e d’impatto per la canzone… Come è nato?
“Io mi vedo come un performer e ho cercato di utilizzare questa cosa nel video, soprattutto dato che anche Skin è una grande performer. Originariamente i primi soggetti erano del genere “tu che nuoti nel sangue”… Ma ho pensato che questo non era ciò di cui parlava la canzone, così ho pensato di mettere me e Skin nel video e niente altro, con un buon regista che ci riprendesse.”
Il tuo album di esordio solista, “Hell’s Kitchen”, è molto eclettico. Da dove arrivano tutte queste influenze musicali?
“La gente di solito le vede come influenze musicali, io le vedo come riflessi di me stesso. Chi ascolta che “Carmen Queasy” e pensa che il disco sia tutto così si sbaglia. Quando ascolteranno il secondo singolo, faranno lo stesso ragionamento e si sbaglieranno di nuovo… La base del disco sono io: c’è una parte di me in ogni canzone. E io sono eclettico. Spero che la gente lo apprezzerà per questo: è musica vera che arriva da qualcuno vero.”
Nel disco ci sono altre collaborazioni interessanti. Ce ne puoi parlare?
“Ci sono un paio di artisti hip hop come Divine Styler e Blood of Abraham; poi ci sono gli Sneaker Pimps e c’è mia cugina che canta in un paio di brani. Non mi interessava attirare grandi nomi, volevo artisti che fossero interessati alla mia musica e che avessero qualcosa da dire. Volevo creare una base dalla quale qualcuno si potesse esprimere.”
So che stai anche lavorando al nuovo disco dei Prodigy…
“Non c’è ancora molto da dire al proposito. Ci stiamo lavorando, uscirà l’anno prossimo. Siamo alla fase iniziale in cui tutto può cambiare: il titolo, le canzoni… L’anno prossimo potrò rispondere con più precisione. Non abbiamo intenzione di affrettare le cose, vogliamo prenderci il nostro tempo. Quando uscirà, uscirà. L’anno prossimo saremo in giro in tour e ti assicuro che saremo “Bigger, better stronger”!”