Ascoltando le canzoni stravolte di “La sirena de pecera” è difficile non provare una certa curiosità verso la personalità del leader Arrington de Dyoniso, cantante, chitarrista e clarinettista a dir poco personale, dotato di uno stile cacofonico e stravolto. Un intellettuale provocatore o un indie rocker pazzoide? Né l’uno, né l’altro. Sicuramente de Dyoniso è un personaggio che coltiva diversi interessi culturali e artistici, ma il primitivismo della sua musica non sembra essere uno schiaffo deliberato alle eccessive complicazioni del rock di oggi, piuttosto è il risultato di una sincera adesione al credo di una forma musicale semplice quanto più possibile, potente e caotica. Chi pensa che per il rock sia ormai impossibile riuscire a sorprendere e a dare fastidio, farebbe meglio a curiosare fra le canzoni degli Old Time Relijun. Non si possono sicuramente definire piacevoli (e, a dire la verità, si può anche fare fatica a considerarle rock), ma è certo che non lasciano indifferente chi ascolta. Magari possono provocare una semplice smorfia di disgusto, ma non scorrono via senza colpo ferire. Così, anche le parole del leader della band possono indurre a qualche perplessità o lasciare esterrefatti, ma rivelano un personaggio decisamente lontano dal tran tran medio del musicista rock underground. Cominciamo con l’argomento più ovvio. Perché hai deciso di scrivere testi in lingue diverse dall’inglese per “La sirena de pecera”?
Mi è sempre piaciuto tradurre il mio lavoro per il pubblico di paesi diversi, ma questa è stata la prima volta che l’ho fatto per un album. Ti ricordi i primi due album dei Pixies? C’erano canzoni in spagnolo, che non sono una cosa comune per un gruppo americano. A me è sembrata una grande idea: in quel periodo stavo ancora imparando lo spagnolo a scuola e ho sempre pensato che sarebbe stato grande cantare in altre lingue. Per me è essenziale riuscire a entrare in contatto con un pubblico internazionale. Gli Stati Uniti mi hanno un po’ annoiato.
Altrettanto ovviamente, parliamo di “Carcerato”, il brano in italiano. Come hai scritto il testo?
La canzone mi ricorda le anime perdute nell’ “Inferno” di Dante, quei fantasmi folli, in uno stato di terribile agitazione. Inizialmente ho scritto il testo in inglese, quando mia madre mi ha chiamato e mi ha raccontato un sogno che aveva fatto: io ero in prigione perché avevo rubato in un negozio. Forse avevo in mente di rapinare una banca.
La tua musica è molto primitiva. Continuerai a mantenere questo tipo di approccio, o è possibile che in futuro ti muova verso uno stile meno grezzo?
Penso che sia l’unico modo in cui riesco a suonare. Forse, se prendessi lezioni di chitarra... Davvero, non so suonare in nessun altro modo: riesco a fare certe cose, ma non so cantare e suonare contemporaneamente, quindi mi limito a parti di chitarra molto semplici. Forse quando sarò vecchio, suonerò solo samba, come Arto Lindsay, ma ora non saprei nemmeno come fare! Se ti stai chiedendo se sono consapevolmente naif, non so cosa risponderti. Ripeto, questa è la sola maniera in cui so suonare.
Quando si parla degli Old Time Relijun, si parla spesso di blues. Qual è la tua idea di blues?
Il blues è pieno di ombre. Tocca gli angoli più reconditi e spaventosi dell’esperienza umana. E’ stato la forma espressiva più onesta della musica americana, quasi un confessionale.
Nel blues c’era anche una certa brutalità, che si ritrova anche nei vostri pezzi, molto più marcata. In alcuni pezzi suonate in modo che a molti può sembrare sgradevole. Cercate forse di creare qualcosa di bello partendo dalla sofferenza o addirittura dalle brutture?
Penso che si tratti dello stesso tipo di bellezza che si ritrova nel blues primitivo. Noi lo percepiamo come qualcosa di grezzo perché non cerca scuse per la povertà e la fame, che erano essenzialmente causate dall’oppressione. Non so se questo concetto si possa applicare agli Old Time Relijun: forse sì, forse no. Penso che la nostra musica sia bella in un senso sublime, come un mostro che può essere bello, ma anche grottesco e spaventoso. Pensa ad esempio a “Tyger tyger burning bright” di William Blake. Tornando alla tua domanda di prima, non so ancora se noi siamo un gruppo blues o no. Forse gospel tantrico? O ditirambo?
So che i Beat Happening ti hanno molto influenzato. Che cosa ti ha attratto di loro?
I Beat Happening facevano moltissimo con pochissimo. Dirlo è diventato quasi un cliché. Avevo quindici anni quando li ho visti nella mia città, e non c’era mai stato niente che si potesse paragonare a quel gruppo. Oltre alla musica, che suonava neolitica, ma anche curiosamente sofisticata, c’era anche lo strano sguardo fisso di Calvin Johnson. C’erano solo quindici persone al concerto, ma lui ci ha portato tutti in uno stato di trance.
Captain Beefheart è un personaggio a cui venite spesso paragonati. ti piace l’accostamento con lui?
Mi piace Captain Beefheart, ma non sono un fanatico. Penso che la nostra musica si regga per meriti propri, ed è più potente se non si fanno paragoni.
Il disegno sulla copertina di “La sirena de pecera” è opera tua. Dimmi qualcosa dei tuoi lavori da artista.
Quando dipingo, lo faccio sotto dettatura. Cerco di non permettere al mio cervello di parlare troppo, ma di ricevere solo l’ispirazione. Le visioni si manifestano spontaneamente. A volte appare un archetipo familiare: sirene, coccodrilli o un simbolo dei Tarocchi. Disegnare mi dà conforto spirituale. C’è anche una rappresentazione sacra messa in scena da personaggi sciamanici. sto illustrando un mito personale, per guarire il mondo infermo.
Perché avete scelto il nome Old Time Relijun?
Un giorno mi è semplicemente venuta l’idea. Ho pensato che sarebbe stato un buon nome per una band che si avvicinava alle radici della antica musica folk con spirito moderno e rivoluzionario.
Quali sono i prossimi passi della band?
Dopo il tour europeo, andremo in Brasile, poi in Argentina e in Israele. Siamo anche in trattative per comporre la colonna sonora di un film, ma non posso ancora dare altri dettagli. Faremo altri album, forse nel prossimo ci sarà una canzone in francese.
Come descriveresti i concerti degli Old Time Relijun?
Una battaglia fra diavoli e angeli.