Biografia

Nucleo aperto e cangiante di musicisti tuareg provenienti dal Mali, i Tinariwen (“deserti” o “spazi vuoti” in lingua berbera locale) prendono forma a inizio anni ’80 nei campi profughi militarizzati allestiti in Algeria da Gheddafi, dove la loro opposizione militante al governo centrale dello stato africano li ha spinti a cercare rifugio. Il primo motore del gruppo è il cantante e chitarrista Ibrahim Ag Alhabib, giovane nomade costretto all’esilio, come molti coetanei, dopo che il padre è stato fucilato per collaborazionismo con i ribelli antigovernativi. Lui stesso e altri membri della formazione originale prendono parte ad alcuni episodi di guerriglia e diventano la voce ufficiale dell’MPA, il movimento rivoluzionario del Mali che ne finanzia le attività pagando loro l’acquisto di strumenti e l’affitto di sale prova. Le prime cassette autoprodotte hanno circolazione esclusivamente locale, ma conquistano l’attenzione dei giovani maliani grazie alla forza del messaggio libertario e alla modernità dei suoni che abbinano chitarre elettriche e ritmiche incisive alla tradizione dei cantastorie e agli insegnamenti di maestri come il connazionale Ali Farka Toure.
Del 1996 è la decisione di dedicarsi alla musica a tempo pieno. Tre anni dopo, il loro coinvolgimento nell’organizzazione di un grande festival locale di world music (“Festival au désert”) li mette in contatto con il gruppo francese dei Lo’Jo e con il chitarrista inglese Justin Adams (componente dei Strange Sensation di Robert Plant: un altro dei loro primi sostenitori), produttori di un Cd intitolato THE RADIO TISDAS SESSIONS che diventa anche la prima opera dei Tinariwen a varcare i confini africani. Dopo l’uscita nel 2004 di un secondo disco, AMASSAKOUL (TRAVELLER) (poi ripubblicato col titolo di THE SOUL REBEL OF AFRICAN DESERT insieme con il Dvd-documentario “Teshumara”), inizia un periodo di intensa attività live in Europa (WOMAD, Cambridge Folk Festival, Roskilde) e negli Stati Uniti (New York, Chicago). La popolarità della band subisce un’impennata soprattutto dopo che Carlos Santana la invita al suo fianco sul palco del Festival di Montreux. Il 2007 è l’anno della definitiva affermazione a livello internazionale: l’album AMAN IMAN (WATER IS LIFE), ancora prodotto da Adams e recensito positivamente da tutte le maggiori testate rock, apre al gruppo le porte del celebre festival di Glastonbury e di popolari programmi televisivi (il “Later with Jools Holland” della BBC). Nel corso dello stesso anno i Tinariwen si esibiscono per due volte anche in Italia, partecipando in estate al Festival di Villa Arconati e conquistando il pubblico con uno spettacolo affascinante per suoni e colori (tutti i membri del gruppo, una decina di elementi, vestono in colorati abiti tuareg, cantando e danzando sul palco). Il 18 agosto la band africana apre addirittura un concerto dei Rolling Stones allo Slane Castle di Dublino.
Nel 2009 arriva IMIDIAWIN COMPANIONS, seguito nel 2011 da TASSILI, a cui partecipano membri di TV On The Radio, Wilco (Nels Cline), Dirty Dozen Brass Band. Grazie a quest’ultimo album i Tinariwen si assicurano un Grammy per il miglior disco world dell’anno. Nel gennaio 2013 un membro della formazione, Abdallah Ag Lamida, viene arrestato dai membri del gruppo fondamentalista islamico Ansar Dine che ha preso possesso di parte del Mali settentrionale. Gli altri musicisti del gruppo riescono a scappare. L’accusa: la band produce musica satanica. Fortunatamente un comunicato stampa rassicura sulla sua incolumità: «È libero e al sicuro». L’instabilità politica del paese obbliga la band a incidere il nuovo album EMMAAR (2014) in un altro deserto: non quello del Mali, ma quello californiano di Joshua Tree, con Josh Klinghoffer (Red Hot Chili Peppers), Matt Sweeney, Fats Kaplin, Saul Williams.
Nel 2017 esce ELWAN. (15 feb 2018)