Biografia

Ha iniziato prima a lavorare come DJ in una radio. Poi si è fatto una discreta credibilità con i suoi DJ set “leftfield”, assolutamente impossibili da ballare. Ma soprattutto Stefan Betke si è fatto conoscere nei festival di elettronica più importanti d’Europa (a Barcellona, al Sonar, è uno degli artisti più richiesti) ed è diventato responsabile di una delle etichette tedesche di musica elettronica più sperimentali d’Europa, la Basic Channell. A differenza dell’etichetta a cui è associato però Betke non fa uso delle ritmiche in 4/4 tipiche della techno minimale della Basic Channell. Lui infatti preferisce usare i ritmi dilatati del dub, filtrandoli con la “Waldorf 4 Pole Filter”, una macchina analogica con cui filtra tutto, dando ai suoni e ai ritmi quel fruscio, quell’effetto lontananza che è marchio di fabbrica della sua musica. La sua propensione e al minimalismo e al dub è confermata dalla lista di artisti a cui dice di ispirarsi: Steve Reich, Arnold Schoenberg, John Zorn, Arto Lidsay, oltre che, chiaramente, Lee Scratch Perry e King Tubby, i due maestri del dub. Con questi riferimenti in testa Betke ha inciso, negli ultimi tre anni, tre dischi tutti in linea con la sua concezione di “liquefazione” della musica, vagando tra Colonia (dove ha realizzato “CD 1”, chiamato anche “the blue album”, come fecero Orbital, usando i colori, per i loro primi due dischi senza titolo ) e Berlino (dove ha realizzato “CD 2”, “the yellow album”), per poi approdare a Kreuzberg, un quartiere berlinese, dove ha registrato “CD 3” e ha ultimamente redatto una raccolta .

DISCOGRAFIA ESSENZIALE
CD 1 – Kiff Records, 1998
CD 2 – Kiff Records, 1999
CD 3 – Kiff Records, 2000
(25 giu 2000)