Biografia

Nato a Fiumara (Reggio Calabria) nel 1947, studia presso il Conservatorio ma non arriva al diploma. Dopo aver fatto coppia, in un duo vocale e strumentale, con una sorella, forma un complesso con i fratelli. Poi emigra in Germania, dove - mantenendosi con altri lavori, anche umili - continua ad esibirsi nei locali come cantante rock’n’roll, e incide alcuni 45 giri col nome di Benjamin. Nel 1966 torna in Italia, partecipa al Festival di Castrocaro e viene ammesso al Festival di Sanremo del 1967 (“Non prego per me”, di Battisti e Mogol). Il suo primo successo, nel 1968, è “Avevo un cuore (che ti amava tanto)”, bissato da “Una chitarra, cento illusioni” nello stesso anno, da “Meglio una sera piangere da solo” (Sanremo 1969, con Claudio Villa), “Una ferita in fondo al cuore” (1970), “Era il tempo delle more” (con cui vince il Disco per l’Estate del 1971). Per otto anni consecutivi partecipa a “Canzonissima” (nelle diverse declinazioni del programma) arrivando sempre alla finale del 6 gennaio.
Intanto scrive per altri (“Una ragione di più” per Ornella Vanoni è la sua composizione più nota, ma va ricordata anche “La sveglia birichina” con cui vince lo Zecchino d’Oro nel 1972), recita nel cinema, scrive un romanzo (“Oh Salvatore!”) che entra nella rosa dei finalisti del Premio Bancarella; e continua a cantare, ma con risultati di vendita meno soddisfacenti che in passato.
Dopo aver partecipato a Sanremo nel 1974 con “Innamorati” inizia un lungo periodo di relativa assenza dalle scene, fino al ritorno al Festival del 1988 con “Italia”, che ne rilancia la popolarità. E’ ancora al Festival nel 1990 con “Vorrei” e nel 1992 con “Ma ti sei chiesto mai”; vi torna dieci anni dopo con “La mia canzone”, un brano dal testo di Pasquale Panella. Muore dopo una lunga malattia il 27 gennaio 2009. (20 ott 2008)