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Biografia

Come molti altri rapper, Jay-Z (vero nome Shawn Carter, Brooklyn 4 dicembre 1970) arriva dalla strada e buona parte della sua vita dopo i sedici anni la trascorre nelle zone più malfamate di Brooklyn, tra spacciatori, tossici e delinquenti di ogni genere. Egli stesso all’epoca è un pusher, anche se comincia ad interessarsi di musica e a giocare al ruolo di MC. Nel 1988 a causa della sua cattiva condotta viene rinchiuso in riformatorio dove incontra due future star: Christopher Wallace (Notorious B.I.G.) e Trevor Smith (Busta Rhymes). Nel 1992 trova il coraggio di mollare il giro e comincia a dedicarsi in modo più attivo al rap, collaborando a numerose produzioni underground di hip hop. Dopo la buona accoglienza del singolo “Can I get open” degli Original Flavor nel quale appariva come rapper, Jay-Z cerca a lungo ma senza successo un contratto discografico. Crede però nelle sue capacità l’amico Damon Dash che lo convince a fondare con lui un’etichetta indipendente, la Roc-A-Fella Records. L’idea si rivela vincente perché la prima produzione di Jay-Z del 1995, “In my lifetime”, è subito un buon successo nel giro hip hop di New York. A questo punto per Jay-Z le cose sembrano muoversi nel verso giusto e in pochi mesi riesce a registrare anche il primo album, REASONABLE DOUBT, che pur non diventando un vero e proprio best seller impone Jay-Z tra i rapper più abili e interessanti del momento. Entrano comunque in classifica due brani estratti dal disco: “Can’t knock the hustle” (con Mary J. Blige) e “Feelin’ it”, mentre un altro pezzo, “Ain’t no n****” (in duetto con Foxy Brown), viene inserito nella colonna sonora di “The nutty professor”. Nel 1997 la Roc-A-Fella sigla un contratto di distribuzione con la Def Jam e sebbene Jay-Z avesse dichiarato che “Reasonable doubt” sarebbe stato il suo unico album, pubblica il secondo disco, IN MY LIFETIME, VOL. 1 – in parte influenzato dalla morte di Notorious B.I.G. - che riceve un duro attacco dalla stampa americana. Ciò nonostante l’album entra in classifica diventando ben presto disco di platino e sfoderando due hit: “The city is mine” e “Sunshine” (con Babyface e Foxy Brown). L’anno successivo, dopo la realizzazione della soundtrack per il video film “Streets is watching”e l’apparizione come guest nei concerti di Puff Daddy, Jay-Z produce il suo hit più importante, “Can I get a rush hour”, inserito anche nella colonna sonora di "Rush hour” e, successivamente, il suo terzo disco, VOL. 2: HARD KNOCK LIFE, anch’esso un buon successo di vendite. Nel 1999 viene nominato in tre diverse categorie ai Grammy Award; Jay-Z dichiara alla stampa di voler boicottare la manifestazione ma dopo la vincita del Grammy come miglior album rap ritira comunque il premio. Alla fine del ’99 esce VOL. 3…LIFE AND TIMES OF S. CARTER, che si piazza bene nelle chart americane. Carter viene successivamente coinvolto in una rissa in una discoteca e accusato di aver accoltellato il produttore Lance Rivera: una brutta storia di violenza che rischia di offuscare l’immagine del rapper. Che torna però nel 2000 con un nuovo album, THE DYNASTY: ROC LA FAMILIA 2000.
Nell’infausta data dell’attentato alle Torri Gemelle di New York, 11 settembre 2001, esce THE BLUEPRINT che riesce comunque a non passare inosservato e vendere anzi oltre le 450.000 copie.
Il sesto album da studio di Jay-Z, uscito l’anno successivo, si intitola THE BLUEPRINT 2: THE GIFT & THE CURSE, nel quale è ormai dichiarata al mondo l’alleanza non solo professionale tra il rapper e la cantante Beyoncé, sua fidanzata. Nel 2003 l’artista esce con quello che, dice, sarà il suo ultimo lavoro, THE BLACK ALBUM, ma solo tre anni più tardi, nel 2006, torna sotto i riflettori con KINGDOM COME, per il quale si avvale di un team di superproduttori come si addice al suo nuovo status di presidente e CEO della prestigiosa etichetta Def Jam, sinonimo di hip hop al 100%. Il 6 novembre 2007 viene pubblicato il concept album AMERICAN GANSTER che – dichiara Jay- Z – è ispirato all’omonimo film con Russel Crowe e Denzel Washington, pur non costituendone comunque la colonna sonora.
Il 1 febbraio 2008 l’artista viene ufficialmente eletto alla presidenza del Glastonbury Festival, diventando così il primo artista hip hop alla guida dello storico festival britannico. Nel settembre 2009 arriva il nuovo album THE BLUEPRINT III, la cui uscita viene anticipata di qualche giorno a causa della sua diffusione nei sistemi di file-sharing. Nel 2010 viene invece pubblicata la raccolta THE HITS COLLECTION VOL. 1. WATCH THE THRONE esce nel 2011, mentre per il nuovo album MAGNA CARTA HOLY GRAIL Jay Z utilizza dei testi dei Nirvana. Esce il 4 luglio 2013, giorno dell’Indipendenza. A giugno del 2017 esce invece 4:44, in esclusiva per i clienti Sprint e Tidal. L'album è il primo della serie di esclusive musicali della collaborazione tra le partnership Sprint-Tidal.
(27 giu 2017)