Biografia

Eric Burdon (Newcastle, 11 maggio 1941) inizia a cantare nel 1962 nell'Alan Price Rhythm and Blues Combo di cui, oltre al tastierista e organista che dà il nome alla band, fanno parte il chitarrista Hilton Valentine, il batterista John Steel e il bassista Bryan "Chas" Chandler (che qualche anno dopo scoprirà Jimi Hendrix convincendolo a trasferirsi a Londra). Soprannominati Animals per la natura selvaggia dei loro spettacoli, i cinque adottano la nuova sigla e diventano uno dei gruppi più popolari della British Invasion che approda in quegli anni sulle sponde degli Stati Uniti, pubblicando due album di studio in cui alternano cover r&b e originali e infilando una formidabile sequenza di singoli di successo a partire dal rifacimento del traditional "The house of the rising sun" (numero uno in Usa e nel Regno Unito nell'estate del 1964). Sotto la produzione di Mickie Most e poi di Tom Wilson, gli Animals ottengono grande popolarità anche con la cover di "Don't let me be misunderstood" di Nina Simone e con brani autografi quali "We gotta get out of this place", "It's my life" e "Don't bring me down", che diventano veri e propri inni generazionali a dispetto delle turbolenze che attraversano la band (nel 1965 Price abbandona per costituire l'Alan Price Set, sostituito prima da Mick Gallagher e poi da Dave Rowberry, mentre l'anno successivo Barry Jenkins prende il posto di Steel dietro ai tamburi). Nel settembre del '66 il gruppo si scioglie e Burdon pubblica il primo, incerto album solista dal titolo ERIC IS HERE. Una nuova line up, che include il bassista e violinista John Weider (poi nei Family) prende forma intorno al vocalist e a Jenkins con il nome ufficioso di New Animals: è la stagione del flower power e della psichedelia che Burdon, trasferitosi in California, celebra con inni al movimento hippie q "San Franciscan nights" e "Monterey" (incluse rispettivamente negli album WINDS OF CHANGE e THE TWAIN SHALL MEET) cavalcando la protesta pacifista contro la guerra del Vietnam con "Sky pilot". Nel '69, mentre risiede a San Francisco, il cantante inglese entra in contatto con il gruppo funk rock afroamericano dei War con cui incide un tris di album (ERIC BURDON DECLARES "WAR", il doppio THE BLACK MAN'S BURDON e più tardi LOVE IT ALL AROUND) che frutta singoli di buon successo come "Spill the wine" e belle versioni di "Tobacco road" e "Paint it, black" (il classico dei Rolling Stones già ripreso con i New Animals). Il sodalizio si riproporrà nell'aprile del 2008 con un concerto di reunion alla Royal Albert Hall di Londra; anche gli Animals si riformeranno in diverse occasioni a partire da un album, BEFORE WE WERE SO RUDELY INTERRUPTED, che nel '77 viene accolto molto tiepidamente in piena era punk. Tra fine '70 e anni '90 Burdon conserva popolarità soprattutto in Germania, proseguendo tra alti e bassi con diverse band di accompagnamento e qualche collaborazione di prestigio (ACCESS ALL AREAS, nel 1993, lo vede in coppia con l'organista Brian Auger). Il nuovo millennio lo restituisce tuttavia in gran forma a dispetto dell'età, con un disco (SOUL OF A MAN, 2006) che celebra le sue radici blues e un altro, 'TIL YOUR RIVER RUNS DRY, che festeggia i cinquant'anni di carriera con rinnovata verve ed eccellenti canzoni.
(01 apr 2013)