NON MI SPOSERò MAI!

Stefano D’Orazio

Voto Rockol: 4.0 / 5

La lunga militanza di Stefano D’Orazio nei Pooh ha fornito a Facchinetti, Fogli, Battaglia e Canzian un partner indispensabile e inappuntabile, ma ha privato l’editoria italiana di una penna davvero brillante.

Lo si intuiva già dai suoi testi per le canzoni della band, che risentivano beneficamente dell’esempio di Valerio Negrini; e qualche indizio a me l’aveva già dato nel 2012 “Confesso che ho stonato”, il primo libro di D’Orazio, che avevo recensito qui

Ma “Non mi sposerò mai”, che ho ricevuto la mattina alle 11 del giorno in cui sto scrivendo e ho letto in due ore, mi conferma che D’Orazio è uno scrittore vero, non uno che pubblica libri perché è famoso. Ed è uno scrittore comico di prim’ordine.

Di libri ne leggo e ne ho letti tanti, ma non ricordo un altro caso, tranne il primo libro su Fantozzi, pubblicato da Paolo Villaggio nel 1971, in cui mi sia capitato di scoppiare a ridere da solo, e di cuore, e con tanta frequenza, come mi è successo leggendo “Non mi sposerò mai!”. 

Adesso voi state magari pensando che siccome io conosco Stefano da quando è uscito il primo libro di Villaggio e siamo amici, sto scrivendo una recensione così per fargli piacere. Ma non è vero: oltretutto io al suo matrimonio non sono stato invitato...

Leggero, irriverente, scanzonato, paradossale, ironico, autoironico: così è il D’Orazio che firma questo libro, che consiglio di cuore a chiunque – sposato o non ancora, sposato una volta sola o recidivo - voglia regalarsi una lettura piacevolissima e qualche ora di buonumore. 

Franco Zanetti