MEZZO SECOLO DI RITORNELLI

Stefano Cilio

Voto Rockol: 3.5 / 5


In Italia non siamo mai riusciti a prendere sul serio la musica leggera. Lo dico con dispiacere, e quasi con rassegnazione, ma così stanno le cose. Lo dimostra con tutta evidenza il fatto che per decenni non siamo riusciti ad avere una classifica credibile e puntuale delle vendite discografiche (come invece hanno,per dire, gli americani con Billboard e i britannici con la BBC) – anche perché, molto all’italiana, le nostre case discografiche non comunicano gli effettivi dati di vendita dei dischi (forse si vergognano).

In passato, di classifiche di vendita ce n’erano troppe, e tutte diverse fra loro: le tre più importanti - la classifica della RAI e del Radiocorriere (ovvero “Hit Parade”), la classifica di “Sorrisi e Canzoni TV” e la classifica di “Musica e Dischi” – presentavano spesso discrepanze anche significative, causate – oltre che da evidenti, come dire, “preferenze editoriali” di chi le stilava – anche dal ricordo a metodologie differenti. Adesso ce n’è in sostanza una sola, quella FIMI-GFK, che pure non è esente da lati oscuri e da criticità.
Ci avevano provato gli amici di Hitparadeitalia, a mettere insieme questi dati per ottenere classifiche ragionevolmente credibili, ma anche il loro meritorio tentativo non aveva il crisma dell’effettiva veridicità.

Ricevo e segnalo volentieri questo libro di Stefano Cilio, che è evidentemente un appassionato di canzoni, di dischi e di classifiche, e cura tre social network che si chiamano come il titolo del suo libro. Cilio si è inventato una metodologia, che spiega nell’introduzione del suo libro (io non l’ho capita, ma è colpa mia che di matematica e statistica non capisco una cippa), attraverso la quale ha compilato una graduatoria delle 200 canzoni “più presenti” nelle classifiche di vendita italiane. Il progetto è interessante, e anche condivisibile, ma il risultato, per qualche ragione, non è del tutto convincente, forse perché mettere insieme dati generati in tempi diversi – e classifiche non compatibili fra loro – è un’impresa troppo complessa. Per dire: possibile che “Azzurro” non sia fra le duecento canzoni più vendute in Italia fra il 1959 e il 2016? Mah...

Alle cento canzoni che nella ricerca di Cilio risultano più presenti nelle classifiche, l’autore dedica altrettante schede storico-aneddotiche, che sono di piacevole lettura e non sono prive di spunti curiosi, ma nemmeno di qualche errore. Ne cito uno solo (non le ho lette tutte, lo confesso): nella scheda di “Ti amo” di Umberto Tozzi, parlando del testo di Bigazzi, si scrive che “si richiama il fatto che (la donna) in precedenza ha prodotto del vino casereccio”. Ma no – lo dico con cognizione di causa, avendone discusso a suo tempo con Giancarlo Bigazzi: “dammi il tuo vino leggero” e “che hai fatto quando non c’ero” non sono frasi legate fra loro, il “che” non si riferisce al vino ma è l’interrogativo della frase seguente, che va letta virgolettata – “che hai fatto quando non c’ero?”.
Rimane comunque apprezzabile lo sforzo dell’autore, e il suo libro è piacevolmente consultabile. 

Franco Zanetti