«DIZIONARIO DEI NOMI ROCK - Alessandro Bolli» la recensione di Rockol

Alessandro Bolli - DIZIONARIO DEI NOMI ROCK - la recensione

Recensione del 07 dic 1998

La recensione

Fa pensare un po’ agli anni ’70 il titolo di questo libro, agli anni cioè in cui il rock in Italia minacciava di diventare una cultura, in cui i giornali di musica vivevano e si vendevano grazie alla passione e alla competenza di chi ci scriveva prima ancora che con la pubblicità.

In cui l’approfondimento, anche ai confini del nozionismo - come si potrebbe dire di questo caso - era ben accetto nei discorsi da ‘bar sport’ che da sempre separano, uniscono e poi di nuovo separano gli appassionati di musica (come di qualsiasi altra cosa). Oggi viviamo altri tempi e, a parte gli operatori del settore che per la maggior parte lo riceveranno in omaggio (e che comunque non sono tanti da poter premiare a sufficienza lo sforzo dell’autore), è difficile immaginare chi potrebbe spendere 42mila lire per la curiosità di sapere l’origine del nome di gruppi famosi o, come per la maggior parte, poco conosciuti: sì, perché le schede sono circa 3000, per cui potrete immaginare che, spulciati i propri beniamini, per il resto non rimane che mettersi di buona lena e farsi una cultura. Ciò nonostante il libro di Alessandro Bolli (speriamo almeno che l’Arcana lo abbia pagato bene per il discreto mazzo che, a giudicare dalla completezza delle schede, deve essersi fatto) è a modo suo un’importante fonte di consultazione e di approfondimento, proseguendo così l’opera di ‘codificazione’ del rock - enciclopedie, dizionari e altro - che l’editrice sembra aver avviato da qualche anno. Da segnalare un’ulteriore appendice che contiene 1500 nomi di band (minori) scelti tra i più curiosi e bizzarri in circolazione.



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