«HAIL SATIN - Foo Fighters» la recensione di Rockol

La festa dei Foo Fighters continua, e loro si trasformano nei Dee Gees

Per il Record Store Day, Dave Grohl e soci pubblicano “Hail Satin”. Il disco include cover di brani dei Bee Gees e Andy Gibb, oltre a nuove versioni di canzoni dell’ultimo album "Medicine at midnight", e potrebbe essere una sorpresa per alcuni.

Recensione del 16 lug 2021 a cura di Elena Palmieri

Voto 7/10

La recensione

I Foo Fighters suonano i Bee Gees. O meglio: i Dee Gees, il nuovo gruppo alter ego di Dave Grohl e soci in versione band di disco music, suonano i Bee Gees.

In occasione del secondo "drop” - la seconda tornata di uscite - del Record Store Day 2021, i Foo Fighters pubblicano un disco il cui lato A include cover di quattro brani dei Bee Gees e uno di Andy Gibb (fratello minore di Barry, Robin e Maurice), mentre sul lato B si trovano nuove versioni di cinque canzoni dall’ultimo album del gruppo, “Medicine at midnight”.

Il solo pensiero della formazione di “In your honor” impegnata a reinterpretare brani dei campioni della disco music, potrebbe sorprendere.

Non che Grohl e compagni non siano soliti a sorprendere i fan, ma è più facile immaginarseli offrire esibizioni a sorpresa sul palco insieme a Brian Johnson degli AC/DC, come successo recentemente durante il Vax Live, o con i Guns ‘N Roses come nel 2018 al Firenze Rocks. Eppure, per chi ha seguito le più recenti attività di Dave Grohl e compagni, questa operazione di rilettura di successi dei Bee Gees può apparire come una naturale continuazione della festa dei Foo Fighters iniziata con “Medicine at midnight”, il disco uscito lo scorso febbraio. Inoltre, poco dopo la pubblicazione del decimo album in studio della band, più volte definito da Grohl e soci come il loro "Let's dance” e come un progetto “pensato per essere l'album della festa del sabato sera”, il gruppo ha presentato la cover di "You should be dancing” dei fratelli Gibb a "Sofa Session” su BBC Radio2. A questa ha fatto seguito l’esecuzione della formazione statunitense della propria versione di “Shadow dancing” di Andy Gibb all’evento benefico “Rock-N-Relief”. Così, a testimonianza del fatto che i Foo Fighters hanno ancora voglia di divertirsi e fare divertire inseguendo atmosfere dance, ora arriva “Hail Satin”. Per questo disco Grohl e soci sembrano non aver perso la loro abilità nel spingersi continuamente oltre la propria zona di conforto, ma suggeriscono di voler più lasciarsi andare all’entusiasmo che prendersi sul serio. E questo è anche lo spirito con cui è consigliato ascoltare l’album firmato Dee Gees.

Con i Dee Gees nelle atmosfere da "febbre del sabato sera’

L’interpretazione di "You should be dancing”, classico da "febbre del sabato sera” e originariamente incluso nell'album "Children of the World" dei Bee Gees del 1976, proposta dai Foo Fighters lo scorso febbraio e inclusa in “Hail Satin” è sorprendentemente fedele all’originale, con Dave Grohl che canta addirittura in falsetto e le incursioni di chitarre elettriche e batterie che si inseriscono tra le sonorità più disco. Proprio per questo l’album pubblicato per il Record Store Day 2021 merita l’ascolto, anche se potrebbe risultare un po’ pesante per chi non è amante del genere. Grohl è un simpaticone, uno che non si tira indietro a nulla ed è curioso sentirlo mettersi alla prova insieme al suo gruppo con un mondo sonoro e stilistico distante da quello che tendenzialmente è il suo e cercare di sentirsi a proprio agio. 

I Foo Fighters nei panni dei Dee Gees includono nel disco anche la loro versione di “Shadow dancing” di Andy Gibb che, come al “Rock-N-Relief”, vede l’addetto ai tamburi della band di “Everlong” Taylor Hawkins impegnato sia alla batteria che nell’interpretazione vocale, regalando uno dei momenti più piacevoli di “Hail Satin”.

L’impresa dei Foo Fighters nel rileggere e rendere omaggio ai fratelli Gibb non si ferma a soli due brani. Dopo aver visto il documentario su Barry, Robin e Maurice Gibb di HBO ed essersi cimentato nel cantare in falsetto, Dave Grohl deve averci proprio preso gusto. Presentando la cover di "You should be dancing” su BBC Radio2 il già batterista dei Nirvana aveva addirittura detto: “Ho cominciato a cantare ed è stato facile, l’interpretazione più facile della mia vita: nel giro di sei minuti avevo finito. Avrei dovuto cantare così negli ultimi 25 anni!”. 

Ecco che con “Hail Satin” i Foo Fighters - che a sorpresa hanno scelto di non incidere la cover di “Stayin' alive” - portano l’ascoltatore ad immergersi nelle atmosfere da "febbre del sabato sera” con “Night fever” e “More than a woman”, originariamente incluse proprio nella colonna sonora del film diretto da John Badham con protagonisti John Travolta e Karen Lynn Gorney, contenente anche "You should be dancing”.

Sul lato B ritroviamo i Foo Fighters

Non c’è d’aspettarsi, però, che dopo “Hail Satin” i Foo Fighters si svestano definitivamente dei panni da rockstar per adagiarsi in quelli da componenti di una band di disco music. Dopotutto, Dave Grohl e compagni non si sono presentati con peli del petto di fuori, pantaloni a zampa e catenine d’oro al collo nemmeno nel video di "You should be dancing” pubblicato pochi giorni fa (ma solo in uno scatto promozionale). Più probabile, invece, che i Dee Gees compaiano sul palco a sorpresa di qualche concerto o festa prossimamente, ma solo per regalare ai fan un momento con puro effetto karaoke.

Per rassicurare i fan, la band ha così incluso nel disco cinque brani tratti dal suo più recente album - che già aveva portato diverse novità all’interno della discografia del gruppo - registrati live presso il suo quartier generale, lo Studio 606 West di Northridge, Los Angeles.

Basta quindi girare il lato B di “Hail Satin” per ritrovare Grohl e soci, che offrono al pubblico la possibilità di ascoltare in versione dal vivo alcune delle loro più recenti canzoni. Il disco passa in rassegna l’energica positività pop rock di “Making a fire”, la malinconia dal sapore agrodolce di “Shame shame” e la ballata rock in puro stile Foo Fighters, “Waiting on a war”. “Hail Satin” giunge a conclusione con l’aggressività di “No son of mine” e uno dei brani più ballabili della band, “Cloudspotter”, che con i suoi riff di chitarra, cowbell e batteria sembra voler tornare alla disco e chiudere nel modo più coerente il progetto.

TRACKLIST

01. You Should Be Dancing
02. Night Fever
03. Tragedy
04. Shadow Dancing
05. More Than a Woman
06. Making a Fire (Live)
07. Shame Shame (Live)
08. Waiting on a War (Live)
09. No Son of Mine (Live)
10. Cloudspotter (Live)
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