«MADAME - Madame» la recensione di Rockol

Madame, una voce per far cadere le maschere

L’album omonimo d’esordio della rapper e cantautrice veneta unisce diverse sfumature sonore e stati d’animo fra gioia, dolore e imprescindibile scoperta di se stessi.

Recensione del 23 mar 2021 a cura di Claudio Cabona

Voto 8/10

La recensione

Il primo album di Madame è una danza di linguaggi e di modalità di canto diverse, di musiche per nulla banali e di voci che si intrecciano. Quando la giovane cantante veneta spiega (leggi qui la nostra intervista) che in questo suo progetto d’esordio “la mia mia voce è in realtà la voce anche di tanti altri”, ha ragione. Definire un progetto “generazionale” è una trappola con cui si può finire a testa in giù, ma è innegabile che la forza della poetica di Madame sia quella di incidere temi che toccano i punti universali della sfera sentimentale e umana.

L’accettazione, l’amore per se stessi, il sesso, il rapporto con la famiglia, la morte, la percezione del prossimo, tutto attraverso gli occhi di una ragazza di oggi. Lo fa in modo più spirituale ed etereo come in “Nuda” o con frasi dirette e crude, liberatrici per chi canta e talvolta disturbanti per chi ascolta, come in “Vergogna”. Sofocle scriveva che la “la voce smaschera gli intenti”, proprio quello che riesce a fare Madame.

Le aspettative

Madame arriva a questo primo disco d’esordio con non poche aspettative da parte di pubblico e critica. Nata a Vicenza nel 2002, a diciannove anni ha già conquistato quattro dischi d’oro (“Schiccherie”, “17”, “Baby” e “Defuera”), uno di platino (“L’anima” con Marracash) e duettato in featuring con lo stesso rapper di Barona, Negramaro e Ghali. In più è una giovane ragazza in un mondo prettamente maschile come quello urban-rap: altro peso sulle spalle, ammorbidito da attestati di stima di pilastri del genere come lo stesso Marra, Fabri Fibra e Gué Pequeno, quest’ultimi presenti anche nel disco. La narrazione di “nuova voce pop della musica italiana” o di “simbolo di una generazione fluida” rischia di distorcerne realmente l’immagine.

Ascoltando il disco si trovano contenuti profondi, canzoni in cui prendono il sopravvento flussi di coscienza anche dolorosi, senza talvolta disdegnare incursioni più pop, dando sfogo a diverse sfaccettature della propria personalità.

Anche per questo l’album è molto vario sul fronte produttivo. Nessuna canzone assomiglia all’altra, mostrando una ricerca molto più ampia rispetto a un classico progetto urban. Non è un caso che la stessa non si identifichi in un genere e trovi limitante l’etichetta di “rapper”. Però un elemento va sottolineato: di attitudine hip hop, al di là degli incasellamenti, Madame ne ha da vendere. Ascoltare il freestyle “Amiconi” per averne ulteriore conferma, un pezzo nato di getto e poi inserito nel disco contro ogni pronostico. I tappeti sonori sono curati da Dardust, Bias, Zef, Enrico Brun, 2nd Roof, ef e Mr Monkey, Michelangelo, Crookers, Shablo e Garelli.

Anima e carne

C’è il corpo, ma c’è anche l’anima nel primo progetto di Madame. C’è il sesso, ma anche un sentimento intangibile che lega le persone. L’album si apre con “Istinto”, la parte animale dell’artista, quella che le permette di scrivere di getto e in modo libero, modalità con cui è stato concepito il disco. È una delle tracce più significative del progetto, su una base conturbante e su echi distanti. Si prosegue con la sanremese “Voce” e il funk de “Il mio amico” con Fibra, pezzo radiofonico. “Bugie” con la coppia Rkomi-Carl Brave e “Dimmi ora” feat Gué Pequeno sono due pezzi introspettivi, riusciti. Soprattutto quello con il Guercio vanta anche un ritornello dalle tinte soul. In mezzo alle due tracce la sorprendente e orientaleggiante “Babaganoush” in cui, insieme ai Pinguini Tattici Nucleari, si balla con il sorriso, abbracciando la morte.

“Clito” e “Mood” con VillaBanks sono due brani fisici, sessuali, mentre “Nuda” e “Bamboline boliviane” controbilanciano con temi più personali. Sono fra i momenti più riusciti del disco. La voce di Madame cambia, vola, si abbassa, si incunea nel rap e poi esce libera. “Mami papi” ha un’elettronica che scalcia, mentre “Baby” e “Luna” con Gaia sono altri due esperimenti sonori e vocali. “Amiconi” è immediatezza, mentre “Tutti muoiono” funziona perché la voce calda di Madame si sposa con quella vetrata e arrabbiata di Blanco, fino a una parte quasi urlata. Chiude il cerchio “Vergogna”, un gioiello introspettivo e crudo.

TRACKLIST

01. ISTINTO (02:28)
02. VOCE (03:31)
03. IL MIO AMICO (feat. Fabri Fibra) (03:29)
04. BUGIE (feat. Rkomi & Carl Brave) (02:51)
05. BABAGANOUSH (feat. Pinguini Tattici Nucleari) (03:07)
06. DIMMI ORA (feat. Guè Pequeno) (02:43)
07. CLITO (02:52)
08. MOOD (feat. VillaBanks) (02:31)
09. NUDA (feat. Ernia) (03:17)
11. MAMI PAPI (02:56)
12. BABY (02:32)
13. LUNA (feat. Gaia) (03:05)
15. TUTTI MUOIONO (feat. BLANCO) (03:12)
16. VERGOGNA (02:36)
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