«NYC - Fuzztones» la recensione di Rockol

Fuzztones, il garage rock come stile di vita

La band di Rudi Protrudi pubblica il primo album di studio in quasi 10 anni, dedicato alla grande mela, tra omaggi e cover improbabili

Recensione del 13 gen 2021 a cura di Gianni Sibilla

Voto 7/10

La recensione

Chi si rivede: i Fuzztones. Il garage rock - quello brutto, sporco e anche un po' cattivo - ha periodici revival, magari un po' più alla moda, un po' ripulito e più patinato. Ma tra i primi a rispolverare quel suono degli anni '60, quello rilanciato dalla storica compilation "Nuggets" del '72 - ci sono loro. E continuano a farlo alla loro maniera, decisamente grezza.
O meglio, c'è lui: Rudi Protrudi.

 One man band attivo dal 1980, ogni volta con diversi comprimari: oggi si avvicina ai 70 anni. Ma è uno per cui il tempo si è fermato ad un'epoca che ha visto da ragazzo. Un'epoca che nei decenni successivi ha idealizzato, tanto nell'immagine horror-rock quanto nel suono: i.l "fuzz", il distorsore reso popolare dagli Stones di "(I can't get no) Satisfaction e prima ancora usato da molte band minori degli anni '60.
"NYC" è il primo disco della band in quasi 10 anni, da "Preaching to the perverted": come tutti gli altri, suona come se fosse stato inciso in un'altra era.

Una storia oscura

"An American garage rock revival band formed in 1980", si legge nella pagina su Bandcamp dei Fuzztones.

Su di loro si trovano poche altre informazioni: il sito è fermo al 2015 (e già al tempo sembrava fatto alla fine degli anni '90), la pagina Facebook idem. Questo album è uscito lo scorso ottobre, ma a parte la presenza su Bandcamp e sulle piattaforme, non è stato annunciato in alcun modo. Esce per una piccola etichetta di Los Angeles, una delle basi della band - che vive soprattutto di concerti in Europa, in particolare in Germania e Italia. Si legge qualche recensione in rete (di blog italiani, soprattutto), e nulla di più. Del resto la discografia stessa della band è molto confusa: c'è di certo quel capolavoro di ."Lysergic emanations" (1985, ristampato più volte: ne abbiamo parlato quest'estate), e il seguito "In heat" per la Beggars Banquet, qualche altra uscita e poi una fiumana di uscite secondarie, dischi dal vivo, singoli, collaborazioni (quella storica con Screamin' Jay Hawkins), raccolte e quant'altro, spesso per etichette microscopiche e con distribuzione limitata. In 40 anni di carriera, una quantità enorme di concerti e di cambi di formazione (secondo la pagina Wikipedia, l'attuale batterista è l'italiano Marco Rivagli, e tra i musicisti aggiunti in tour ci sono altri connazionali) ma solo 8 album di studio; la maggior parte composti di cover più o meno oscure di band degli anni '60-'70, rivisitate secondo uno stile ben codificato. La loro "mission" è sempre quella: rilanciare e riscoprire quel suono.

Il tributo a New York

"Nyc" non esula da questo modello: è un tributo alla città dove la band è nata, con una serie di cover di band cittadine, talvolta dello stesso giro (i giganteschi e un po' dimenticati Cramps), o precedenti: Fugs, Dead Boys, New York Dolls, Ramones. Le scelte, tranne un paio di casi sono parecchio peculiari - e pure improbabili. L'album si apre con "New York, New York", lo standard reso famoso da Frank Sinatra, riletto in chiave rock (con esito divertente ma nulla più). E si chiude con "Dancing barefoot" del Patti Smith Group - la canzone più famosa del gruppo. È la chiusura di un cerchio: il revival del garage rock nacque grazie alla vita precedente del chitarrista Lenny Kaye, che fu il curatore di "Nuggets".

La canzone 

 Le canzoni si assomigliano e assomigliano alle precedenti: il classico suono autoreferenziale della band, a base di fuzz e organo. La versione d"High Tension Wire" dei Dead Boys inizia esattamente come il brano più famoso della band, la loro versione di "Strychnine" dei Sonics, con lo stesso giro d'organo. Una cover di una cover di una cover, praticamente,  ma ben eseguita e molto divertente.

TRACKLIST

01. New York, New York (02:39)
02. Flip Your Wig (02:14)
03. New Kind of Rock (03:03)
04. 53rd & 3rd (01:59)
05. Psilocybe (03:12)
06. Skin Flowers (02:32)
07. High Tension Wire (02:19)
08. Babylon (03:10)
09. Transmaniacon MC (03:31)
10. The Man in Me (03:19)
11. Let Me Dream (02:24)
12. Microdot (02:41)
13. Not Anymore (02:24)
14. You Gotta Lose (02:24)
15. Dancing Barefoot (03:39)
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