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«7 - Ligabue» la recensione di Rockol

Ligabue guarda al passato per proiettarsi nel futuro

Il musicista emiliano guarda al 2021 tornando a lavorare con il produttore Fabrizio Barbacci.

Recensione del 04 dic 2020 a cura di Paolo Panzeri

Voto 7,5/10

La recensione

Non è male essere un fan di Ligabue.

Non è male perché hai la certezza che il tuo musicista preferito non ti lascerà mai a bocca asciutta per un lasso di tempo troppo lungo. Hai la certezza che coglierà ogni occasione per pubblicare un disco, un libro oppure (ma questo meno) un film oppure per fare un tour o un 'concertone' celebrativo. Quest'anno, complice la disgraziata epidemia da coronavirus, che ci ha chiuso tra le mura di casa e, nel caso dei musicisti, ha scombinato i piani di eventuali spettacoli e tour – al Campovolo di Reggio Emilia la scorsa estate era in programma il '30 anni in un giorno' per festeggiare la cifra tonda con la musica -, il Liga ha fatto comunque tris pubblicando, con l'aiuto del giornalista Massimo Cotto, l'autobiografia artistica 'È andata così – Trent'anni come si deve', l'album di inediti "7" e la raccolta "77+7" che affianca al nuovo album i 77 singoli pubblicati dal 1990 – anno del debutto discografico con l'eponimo album – fino al 2019. Intendiamoci, anche se aiuta molto, non basta possedere tanta testa e buone gambe per partorire un qualcosa che abbia un significato. Certo, ognuno può fare quel che vuole, ma dall'altra parte della staccionata ci devono essere tanti qualcuno che non fanno sconti e ti fanno sapere se hanno apprezzato la musica e le parole. Da trent'anni a questa parte questi qualcuno, in grande numero, hanno fatto loro le emozioni generate da Luciano Ligabue.

Il filo rosso, un numero

Il filo rosso che lega i due nuovi lavori discografici del musicista di Correggio è un numero, il sette.

Un numero che magicamente gli si è rivelato davanti agli occhi quando ha scoperto che ammontano a settantasette i singoli pubblicati da quando ha iniziato il mestiere del cantante. Traslando la simbologia ha chiamato "7" il nuovo album che è composto da sette canzoni. Canzoni archiviate nel cassetto dove si ripongono i brani, gli spunti, le idee solo abbozzate che non riescono a trovare la via della pubblicazione. Nel periodo della chiusura forzata questi vecchi brani sono stati ripresi in mano, riconsiderati, rielaborati alla bisogna e ora vedono la luce. La produzione si avvale del ritorno di Fabrizio Barbacci, al suo fianco per una decina di anni a partire dal 'monumentale' "Buon compleanno Elvis" che nel 1995 fece un botto di quelli clamorosi. Il nuovo album regala quindi il ritorno a certe sonorità che hanno caratterizzato il passato, e la chitarra è tornata al centro del villaggio. Questo ritorno al passato è probabilmente figlio della riflessione e dello sguardo volto all'esperienza maturati nei trenta anni di carriera: "Guardandomi indietro ho capito le cose che hanno funzionato e quelle meno, quando la mia voce è arrivata chiara e quando più confusa. Certe volte la voglia di non farsi trovare nello stesso posto dove ti aspettano si è trasformata in un passo troppo di lato.".

A sort of homecoming

Una sorta di ritorno a casa? Forse sì.

Forse, traslando il continuo messaggio che viene ripetuto incessantemente ogni giorno dalla maggior parte dei media per fare fronte all'emergenza epidemiologica, anche per il cantautore emiliano questo era il momento di fermarsi nella propria casa piuttosto che quello di partire alla volta del mondo. E la piacevole sensazione di casa è quella che comunica "La ragazza dei tuoi sogni", il brano che apre la tracklist di "7". Una ballata nel più classico stile Ligabue e, come accade coi classici, com'è come non è, non ci si stanca mai di ascoltarli. Nella successiva "Mi ci pulisco il cuore", la chitarra detta legge e si esplorano le relazioni con lessico e immagini a lui care che ritornano molto spesso ("finché tiene il cuore ci vediamo in giro"). L'ironica "Si dice che" è un omaggio ad una persona che non c'è più. E' stata infatti costruita attorno a una vecchia registrazione del basso di Luciano Ghezzi, storico componente dei ClanDestino, mancato all'inizio dello scorso mese di ottobre. "Un minuto fa" venne composta, ma non utilizzata, ai tempi di "Buon compleanno Elvis" (e si sente). Rielaborata a dovere, con venticinque anni di ritardo, finalmente trova spazio in un album. Con "Essere umano" ci si distende nel rock, mentre la riflessiva "Oggi ho perso le chiavi di casa" prelude al brano che va a chiudere l'ascolto del disco, il duetto con Elisa "Volente o nolente". Un brano composto oltre venti anni fa, nel 1996, quando Ligabue scrisse per la cantautrice di Monfalcone "Gli ostacoli del cuore". Tornando con la memoria a quel tempo ha ricordato: "Un pomeriggio davvero fuori dalla norma: nel giro di poche ore abbiamo registrato queste due cose bellissime".

Lunga vita al Liga

Nell'intervista che ci ha concesso Ligabue ha detto di ritenere "7" a tutti gli effetti un nuovo album, una sintesi di quanto fatto in precedenza. Non gli si può dare torto: a volte si deve fare un passo all'indietro per andare in avanti. Nell'attesa di un 2021 che tutti ci auguriamo di cuore possa essere di gran lunga migliore di quanto provato negli ultimi mesi e nell'attesa di poter tornare sotto un palco a godere e gioire della musica suonata dal vivo, il regalo di Natale di Ligabue giunge quanto mai gradito.

TRACKLIST

03. Si dice che (04:15)
04. Un minuto fa (03:29)
05. Essere umano (03:33)
07. Volente o nolente (feat. Elisa) (03:38)
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