«DROPPED FRAMES, VOL. 1 - Mike Shinoda» la recensione di Rockol

L’imprevedibilità creativa di Mike Shinoda: "Dropped Frames, Vol. 1"

Il co-fondatore dei Linkin Park torna con un nuovo progetto discografico solista, realizzato su Twitch e con l’aiuto dei fan durante il lockdown imposto dall’emergenza Coronavirus.

Recensione del 11 ago 2020 a cura di Elena Palmieri

Voto 6/10

La recensione

Il periodo di lockdown imposto dall’emergenza sanitaria da Coronavirus ha stravolta la vita della quasi totalità delle persone, costrette a ripensare le proprie giornate. Ogni individuo, artisti compresi, ha affrontato la quarantena a modo suo, organizzando il proprio tempo all’interno delle mura domestiche. 

Tra gli artisti che hanno sfruttato i giorni sospesi dal Coronavirus per trascorrere del tempo lontano dai riflettori, con le proprie attività dal vivo sospese o le uscite discografiche posticipate, e tra chi ha scelto di condividere le proprie giornate con i fan, il co-fondatore dei Linkin Park ha trovato il modo per dare comunque sfogo alla sua vena creativa.

Dallo studio di registrazione della sua abitazione, Mike Shinoda ha trovato nella piattaforma di livestreaming Twitch uno strumento che gli ha permesso di instaurare un rapporto diretto e giornaliero con il suo pubblico e di sperimentare tutta la sua creatività. Giorno dopo giorno, diretta dopo diretta, il 43enne artista statunitense ha dato vita a suoni, melodie e brani che, con il supporto costante dei suoi fan, hanno portato alla realizzazione di un vero e proprio progetto discografico. Ha visto così la luce “Dropped Frames, Vol. 1”, il primo dei tre nuovi album solisti di Shinoda, seguito dal volume 2 e a cui farà seguito un terzo disco.

"Queste nuove canzoni sono il culmine di quello che ho creato sul mio canale, ma la parte fondamentale dell'esperienza è lo streaming stesso”, ha spiegato l’artista. “Quando inizio, di solito non ho idea di dove andrò a parare. Quello che è venuto fuori è il prodotto dei suggerimenti degli spettatori, delle mie idee e di qualsiasi magia inspiegabile che si è trovata a fluttuare nel mezzo”.

La pubblicazione di “Dropped Frames, Vol. 1” è stata anticipata dal brano “Open Door”, l’unica traccia cantata del disco che si compone poi di altri 11 pezzi strumentali. La canzone - che apre anche il primo lavoro della trilogia di Shinoda, che sarà completata a breve - è il primo risultato della collaborazione diretta tra Mike Shinoda e il suo pubblico, a cui l’artista si è rivolto per la ricerca di un contributo esterno. Oltre a parti rappate e versi cantati dal co-fondatore dei Linkin Park, con i suoni elettronici che fanno da sottofondo a una canzone che lancia un messaggio di positività, “Open Door” è caratterizzata da un ritornello composto dalle voci di 7 fan diversi, scelti da Shinoda tra i molti che hanno risposto all’appello lanciato dall’artista sui social.

“In tempi come questi, in cui si parla così tanto, ho sentito che un album di brani senza parole potesse dare ai fan un momento di tregua, una pausa dalle chiacchiere”, ha spiegato Mike Shinoda, annunciando l’uscita del primo capitolo dei suoi “Dropped Frames” e suggerendo di ascoltare le tracce del suo progetto “mentre vi rilassate, mentre dipingete, mentre mangiate, mentre suonate, in qualunque momento si adattino alla vostra vita”.

Prendendo forma dalle dirette su Twitch, rubando sonorità da diversi generi musicali, “Dropped Frames, Vol.

1” e “Dropped Frames, Vol. 2” - pur non essendo dei lavori in grado di soddisfare tutti i gusti - offrono il giusto sottofondo sonoro a momenti in cui la mente dell’ascoltatore può essere lasciata libera di viaggiare con la fantasia e trasformare i propri pensieri in un mondo di disegni colorati, come quelli che vengono presentati nelle copertine dei due dischi. In questo progetto Mike Shinoda è imprevedibile; prende beat hip hop e li contorna di suoni acid, come in “El Rey Demonio”, li accosta addirittura al suono di trombe e chitarre tradizionali dei Mariachi, mentre il ritmo serrato delle percussioni tiene tutto insieme. L’imprevedibilità creativa dell’artista emerge traccia dopo traccia e, anche se porta a un mix di generi e sonorità che all’idea potrebbero far storcere il naso, in più di un momento dà vita a pezzi originali e brillanti. Se alcuni pezzi sembrano strizzare l’occhio alle produzioni big beat di Chemical Brothers o Fatboy Slim (“Duckbot”), o - addirittura - alla lontana a quelle dei Prodigy (“Booty Down”), altri brani suonano con maggior originalità. “Super Galaxtica”, per esempio, rimanda a un mondo extraterrestre, dove la base di loop deriva da suoni creati con un  vecchio Game Boy della Nintendo. In “Dropped Frames, Vol. 1” c’è spazio anche per sonorità dal gusto orientale che, come nel pezzo “Osiris”, portano i suoni di synth e drum-machine a creare una dimensione più riflessiva. .

La sperimentazione di musica elettronica di Mike Shinoda continua nelle 12 tracce di “Dropped Frames, Vol. 2”, dove tastiere, sintetizzatore e sequencer plasmano l’ambiente sonoro di pezzi che evocano emozioni e stati d’animo continuamente diversi tra loro. Da un brano come “Crystalina”, in cui una base big beat - che sembra voler esplodere in un ritmo alla “Funk Soul Brother” di Fatboy Slim - viene tenuta a freno dai suoni digitali di piano, si passa a pezzi come “Dungeon Crawler” che pare vogliano trascinare l’ascoltatore nel mondo colorato di qualche videogioco. Il tutto si chiude con “Party Meow”, dove a essere protagonista è il suono di una specie di miagolio su un ritmo frenetico.

TRACKLIST

01. Open Door (03:05)
02. Super Galaxtica (02:29)
03. Duckbot (02:09)
04. Cupcake Cake (03:15)
05. El Rey Demonio (02:44)
06. Doodle Buzz (03:50)
07. Channeling, Pt. 1 (feat. Dan Mayo) (03:52)
08. Osiris (03:18)
09. Babble Bobble (01:54)
11. Neon Crickets (03:25)
12. Booty Down (00:56)
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