«MUTABLE SET - Blake Mills» la recensione di Rockol

Blake Mills e il suo intrigante "Mutable Set"

Il 33enne cantautore pubblica il suo quarto album solista.

Recensione del 04 giu 2020 a cura di Paolo Panzeri

La recensione

Blake Mills con "Mutable Set" giunge a pubblicare la sua quarta prova da solista. I tre precedenti dischi del 33enne chitarrista californiano non hanno lasciato un segno profondo presso l'audience (uno solo di questi tre ha avuto l'onore di entrare nella classifica di Billboard, tra l'altro in una posizione non di primissimo piano, intorno al 150esimo posto). In realtà Blake Mills fa parte di quella schiera di musicisti poco conosciuti dal pubblico e molto apprezzati dagli addetti ai lavori, uno per tutti, Eric Clapton, ha dichiarato alla rivista Rolling Stone: "Blake Mills è l'ultimo chitarrista che ho ascoltato e ho pensato che fosse fenomenale".

Il suo lavoro alla produzione è di prima qualità e gli è già valso un Grammy Award per l’album degli Alabama Shakes "Sound & Color" uscito nel 2015, oltre a questo è entrato in nomination altre due volte come 'produttore dell’anno'. Senza dimenticare le sue collaborazioni con artisti quali Jackson Browne, Lucinda Williams, Fiona Apple, John Legend, Jay-Z, Lana Del Rey, Norah Jones, Conor Oberst, Billy Gibbons degli ZZ Top e la lista potrebbe proseguire ancora per un altro po'.

Forse per indole, oppure proprio per il lavoro alla produzione che gli ha sviluppato un punto di vista altro rispetto a quello del musicista, Mills è uno di quei chitarristi virtuosi che si mette sempre al servizio del brano tenendo il proprio ego a bada. Ad affiancare Blake per la stesura dei testi di alcuni brani di "Mutable Set"c'è il cantautore californiano Cass McCombs, pard di precedenti avventure musicali di Mills. Le atmosfere dei brani sono rarefatte, oniriche, eteree, intime, sinuose ma al medesimo tempo, come accadde con il cielo sui monti, sanno improvvisamente virare verso l'enigmatico e il minaccioso. Blake sa come spostare il tiro molto distante dai canoni folk rock e avvicinarsi a quella che puà apparire come una più ostica musica d'avanguardia. Lui spesso più che cantare sussurra. Come accade in "My Dear One", si blocca per poi ripartire come se la canzone, una volta creata, vivesse una vita sua totalmente fuori dal controllo e dal volere del suo autore. E non è sempre la chitarra a condurre il gioco, nella attonita "Farsickness", ad esempio, è il pianoforte a gestire il mood. L'ascolto è intrigante, in alcuni passaggi ci si ritrova con il fiato corto, come persi in un labirinto senza tempo. Ma è buona la magia di Blake Mills e, abbandonandosi alla sua musica, perfetta e puntuale, ci si incammina verso la via d'uscita.

Le probabilità che anche il quarto album di Blake Mills sia destinato ad essere merce per addetti ai lavori e per un ristretto pubblico di affezionati più che altissime, sono certe. E sta nel corso naturale delle cose, poiché non è un album pubblicato per inseguire velleità da classifica. Però, al tempo delle piattaforme streaming e della semplicità con il quale un album si può reperire sarebbe davvero una occasione persa non impiegare un'ora del proprio tempo per fare conoscenza con "Mutable Set".

TRACKLIST

01. Never Forever (04:53)
02. May Later (05:18)
03. Eat My Dust (02:02)
05. Summer All Over (04:55)
06. Vanishing Twin (06:16)
07. My Dear One (05:33)
08. Farsickness (02:51)
09. Mirror Box (04:58)
10. Window Facing A Window (04:58)
11. Off Grid (02:46)
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